ABU DHABI HSBC CHAMPIONSHIP

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Nella cornice dell’Abu Dhabi Golf Club, che annualmente ospita il Campionato, l’Eurotour entra nel vivo della Race to Dubai. In quattro giornate di gara dal 18 al 21 gennaio, si sono sfidati i grandi Campioni europei, e non solo. È la dodicesima edizione di questo Campionato, che ospita 126 giocatori. Tra di essi il Campione in carica Rickie Fowler, il capitano del team europeo Ryder Cup Thomas Bjorn, e altre stelle internazionali.  Il montepremi è tre milioni di dollari; la borsa ufficiale è quotata in dollari, ma i totali reali della lista di denaro sono in Euro.
Siamo sull’isola situata nella costa occidentale del Golfo Arabico, ad Abu Dhabi, capitale di uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, contrassegnata da una selva di eleganti moderni grattacieli, e dalla Grande Moschea di Sheikh Zayed, ricoperta da grandi cupole di marmo bianco, la cui ampiezza è tale da poter ospitare oltre 40.000 fedeli.
Il National Course dell’Abu Dhabi Golf Club, classificato tra i 100 migliori campi al mondo dalla rivista Golf World, è un Par 72 che si estende per 6.700 metri di fairway lussureggianti, su cui insistono più di 90 impegnativi bunker.
   La prima giornata riserva la posizione di leader per il giapponese Hideto Tanihara e per il Campione uscente, l’inglese Tommy Fleetwood: insieme guidano la classifica a (-6). Hanno realizzato entrambi sei birdie senza bogey. Buono l’avvio del nordirlandese Rory McIlroy, al rientro dopo mesi di assenza per un piccolo problema cardiaco (tutto però sotto controllo), è al 17° posto, ha chiuso in (-3).  Lo statunitense Dustin Johnson, numero uno al mondo ha girato in par, finendo 69°. Il risultato odierno, domani potrebbe significare un piazzamento da rischiare il taglio. Buone le prove di Manassero e Bertasio, 37esimi; in ritardo Edoardo Molinari 102°, Renato Paratore 120°, con un (+4) che non lo aiuterà certo domani a passarlo il taglio.
   Secondo round – Non è stata penalizzante la seconda giornata per Matteo Manassero e Nino Bertasio, entrambi al 44° posto con 141 colpi e gli stessi parziali (70 71), sono rimasti in gara. Non hanno invece superato il taglio Renato Paratore, 72°, fuori solo per un colpo, nonostante la grande rimonta dalla 120ª posizione, compiuta dopo 17 buche con sette birdie e un bogey; purtroppo, un altro bogey alla 18, ha vanificato l’eccellente prova. Non bene anche per Edoardo Molinari, 89°. Nuovo leader con (-12), è il belga Thomas Pieters, 26enne di Geel con tre titoli sul tour, che ha realizzato sette birdie senza bogey. Lo tallona lo spagnolo Jorge Campillo (-11).
   Terza giornata – Continuano a comportarsi bene Bertasio e Manassero; il primo con (-6) sale al 39° posto, il secondo rimane al 44esimo con (-5). L’inglese Ross Fisher, con un totale di (-17) raggiunge il belga Thomas Pieters, e con lui si trova in vetta alla graduatoria. Alle loro spalle, però, preme il nordirlandese Rory McIlroy (-16), che lasciati in disparte i problemi fisici, è ben deciso a riconquistarsi il posto che aveva nel ranking mondiale. Sembra ormai fuori gioco, con 204 (-12), Dustin Johnson, lo statunitense numero uno mondiale. Fisher, il 37enne di Ascot con cinque titoli nel circuito, ha operato l’aggancio con otto birdie e un bogey per il 65 (-7); Thomas Pieters, che al suo attivo ha tre successi sul tour, ha difeso la leadership con cinque birdie senza bogey per il 67 (-5). Percorso netto anche per Nino Bertasio con tre birdie senza errori (-3), e tre birdie e un bogey per Matteo Manassero che ha terminato in 70 (-2). Bravissimi!
   Emozionante la giornata conclusiva: L’inglese Tommy Fleetwood, con (-22), vince per il secondo anno consecutivo l’Abu Dhabi HSBC Championship. Un bis! Dodici mesi fa, infatti, aveva trionfato nell’edizione 2017 del torneo. In vetta c’erano l’inglese Ross Fisher e il belga Thomas Pieters. Con i bogey alla 5 e alla 6, Il secondo ha subito dato forfait; Fisher, che finì le prime nove con un eagle e due birdie, manifestava l’intenzione di volare verso la vittoria. Non sono state altrettanto felici le seconde nove: è incappato in due bogey, alla 10 e alla 15. Fleetwood, invece, è riuscito a prendere il volo: sei birdie, con (-7) di giornata. Un trionfo! I due azzurri sono a metà classifica: Matteo Manassero 30esimo, e Nino Bertasio 53esimo. È stato bravo oggi Matteo, che tuttavia non è riuscito a trovare costanza: i cinque birdie realizzati, si sono accompagnati ai due bogey che gli sono costati una ancora miglior posizione. Non bene per Nino Bertasio, che è riuscito a ingranare soltanto tra la 15 e la 18 con tre birdie, terminando in 53^ posizione.
Grande la rimonta finale dell’inglese. Rory McIlroy terzo, e quella di Dustin Johnson, nono. Va ricordato che Johnson è l’attuale numero 1 al mondo nella classifica mondiale del golf, avendo raggiunto la posizione con la vittoria del Genesis Open 2017.
Il 27enne vincitore di Southport, Tommy Fleetwood, è invece il numero uno nella lista denaro del Tour europeo. Ha siglato il suo quarto titolo con un giro da favola: otto birdie e un solo bogey, che gli ha permesso di incassare un assegno di 408.597 euro. Un applauso va indirizzato a Matteo Manassero, che in una gara molto regolare, è risalito nella classifica di 14 gradini con cinque birdie e due bogey per il parziale di 69 (-3). Nino Bertasio i 14 gradini li ha discesi anziché salirli, con quattro birdie, quattro bogey e un doppio bogey per il 74 (+2). Peccato, ma soprattutto dispiace che non siano riusciti a passare il taglio Edoardo Molinari e Renato Paratore, quest’ultimo fuori per un sol colpo.   Paolo Pilla

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