AD ALICANTE LA SFIDA TRA I GIORNALISTI D’ITALIA E SPAGNA

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Aggiudicato agli iberici il trionfo – España es más fuerte

   Ad Alicante, il match “Periodistas España-Italia”, la tradizionale sfida che vede i giornalisti spagnoli a noi antagonisti, in un clima di grande amicizia. È il più cordiale e allegro tra gli incontri internazionali che nella stagione vede i giornalisti italiani impegnati per competizioni golfistiche in alcuni Paesi europei: con i nostri cugini spagnoli è sempre un piacere stare insieme. Abbiamo apprezzato l’ampio Campo di folta bermuda, e l’eccellenza del grande resort “Bonalba” in località Mutxamel di Alicante, che ci ha ospitato. Indimenticabili le splendide bouganville che scendono dai muri in pietra, un tocco d’arte. Molti stranieri vengono a giocare in questo Campo. Per potervici giocare, il golfista deve prenotare il tee time con congruo anticipo, ma ne vale la pena. Gli attenti spagnoli ci hanno riservato cinque giornate di bel tempo, strutturate con bel vento allegro, incentrate su due gare in formula Ryder Cup. Sono stati gentili gli iberici, e la sorte li ha decretati vittoriosi per 9 a 6, sui 15 punti disponibili.
   Nel primo giorno c’è stato il torneo “parejas match play”, gara a coppie con 5 punti utilizzabili, e gli score così combinati: nel team di quattro giocatori, il più basso di hcp giocava scratch, agli altri veniva dato un numero di colpi in più corrispondenti alla differenza di ognuno con il primo. Abbiamo vinto, Italia in testa per 3 a 2. Effimero!! Nella seconda giornata ci aspettava il “torneo individual match play”: dieci italiani contro dieci spagnoli, e qui è emersa la loro superiorità, nei robusti testa a testa. Son partito bene, ho vinto le prime tre buche, ma ho dovuto poi soccombere. Ero in competizione con Matilda Fernandez, simpaticissima regista della TV nazionale spagnola, che ha stentato un po’, ma ha poi tirato fuori una carica sempre più battagliera, tanto che il match si è concluso alla 16^ buca, risolto a suo vantaggio. Seppur tutta compresa nel gioco in cui dimostrava destrezza, questa signora era così garbata e gentile, bello da guardare il suo movimento, che non mi è tanto dispiaciuto di perdere contro di lei.
Dei dieci azzurri, solo tre hanno avuto ragione sugli avversari: Dal Fior nel confronto con Diaz Colado, Negri che ha battuto Serrano, Zoldan che ha sopraffatto Lopez. Tutti gli altri han dovuto chinare la testa di fronte alla superiorità.
   L’amarezza per la cocente sconfitta, che ha fatto il paro con quella della nazionale azzurra di calcio, ha trovato ristoro nell’elegante sala da pranzo del resort. con “queso de cabra y pesto de albahcaescalope de foi mi-cuit de pato al vino con pan de campo tostado – gambas al ajillo y toque picante”. Questa era l’apertura, molto altro è seguito, il tutto ammannito su tavoli preparati elegantemente, anche i piatti, con estrema cura, e nel sapore della coinvolgente vitalità degli spagnoli. Grande festa, allegria, si è riso e si è cantato, in uno scambio di cordialità. Particolarmente piacevole il momento dei doni tra le opposte squadre: Capitan Pacciani ha donato al suo omologo spagnolo una coppa in dimensione ridotta della celebre “Claret Jug”, il cui originale è esposto dal 1928 nella club house del Royal and Ancient Golf Club di St. Andrews.
   Bagnata da un Mediterraneo cristallino, trenta chilometri di lungomare abbagliante dell’Explanada de España affiancato ad un frequentatissimo viale alberato, Alicante è il capoluogo della omonima provincia, situata nella parte est della Spagna, a far parte della Comunità Autonoma Valenciana. Si coglie, vi si respira, la presenza del Flamenco amato da tutti gli iberici, che nel 2010, proprio di questi giorni, era stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità, come arte universale. Molto particolare questa danza: nel flamenco sono presenti tutti i sentimenti dell’essere umano: l’amore, la solitudine, il dolore, l’allegria e la morte.
Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani hanno esercitato qui la loro influenza, lo si coglie ancora, passeggiando nel centro storico. I Cartaginesi fortificarono il colle, i Romani vi fondarono un municipio (Lucentum) e costruirono la Via Augusta a quel tempo la strada più estesa di Spagna (1.500 Km), i Musulmani insediatisi con il califfato nell’VIII secolo d.C. eressero il castello. In seguito al loro allontanamento nel 1492 a opera di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, il territorio fu popolato definitivamente dai catalani. La popolazione parla il valenciano, che è una varietà del catalano.
   Il buon vino “tinto” che abbiamo gustato, corposo, ricco di antociani, è frutto del vitigno Alicante, conosciuto come “Garnacha tinta”, che produce un’uva a bacca rossa molto zuccherina. È tra i vini più popolari in Spagna, ed è lo stesso che viene coltivato in alcune regioni italiane e francesi, per ottenere vini rossi di pregio.
   Gode di un dolce clima mediterraneo, che ci ha permesso un gradevole soggiorno, e bel Golf. Della mia sosta ad Alicante, ricordo l’amicizia fatta con gli scoiattoli che venivano a prendersi il cibo dalle mani, e mi è rimasta la convinzione che gli spagnoli sono i più simili a noi tra gli europei, mi son trovato a mio agio con loro. Per quanto riguarda la competizione, non cerchiamo scuse, hanno vinto loro perché sono stati più bravi. Gratificante per “Cà della Nave”, invece, la richiesta che mi hanno fatto di programmare l’incontro del prossimo anno, qui al nostro Circolo.     Paolo Pilla

 

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