CON AIGG IN ALPEN TOUR

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Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di Golf impegnativo, che si aggiungono all’annuale challenge 

   Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un Campo da golf a nove buche, costruito di recente a 10 km da Bolzano, sulla strada dei castelli e dei vini. Curiosamente, l’indirizzo del Club è sulla Strada del vino, ma in realtà, per tutta la sua lunghezza, è affiancato da meleti e pereti, peraltro belli da vedere. È un pianoro sotto le pendici della Mendola abitato fin dall’età del Bronzo, territorio su cui Roma fece passare la via Claudia Augusta. Una particolarità, del tutto naturale, “i buchi di ghiaccio”, un fenomeno gradevole nelle calde giornate estive: avvicinandosi, si può godere una rinfrescante aria, con temperature che non superano i nove gradi. Già prima di poterli vedere, si avverte l’aria fresca sulla pelle, fino a 5 m di altezza.
Il Campo è caratterizzato da molti piccoli laghi, e da ruscelli. La presenza di così tanta acqua, gli ha valso l’appellativo di “The Blue Monster”. Relativamente pianeggiante, divertente, anche se qualche difficoltà si può incontrare nel cercar le scorciatoie. Personalmente, non l’ho trovato tanto impegnativo. La Club house lussuosa, e la struttura delle nove buche, mi hanno fatto supporre che nei piani della proprietà ci sia l’intento di completare presto il Campo con le altre nove, e avere un insieme di alta classe. Situato a un livello di poco superiore a quello del mare, ci avrebbe dato maggior soddisfazione se poco prima di metà gara non si fosse messo a piovere, con tale intensità da far desistere me e altri, dal proseguire. Molti i team a dare forfait, e allora il Capitano ha tenuto valide nove buche, sulle 12 inizialmente previste. Una piacevole sorpresa è stata l’osteria contadina dove abbiamo cenato, su consiglio della Presidente dell’Azienda di soggiorno di Merano: il Pfefferlechner a Lana. Oltre agli originali piatti tirolesi, è il locale che sorprende: l’antica struttura già stalla, e già magazzino del pepe, con annesso locale per la fabbricazione di una birra artigianale molto buona. È risaputo che in Alto Adige c’è molta attenzione per le cose del passato, le sanno valorizzare; il locale ha saputo mantenere l’antico aspetto agreste.
   La seconda tappa, è al Golf Club Petersberg (Monte San Pietro), il primo campo da golf costruito in Alto Adige. Qui, in Val d’Ega, dominata dai massicci del Catinaccio e del Latemar, si assaporano profondamente le radici del Sud Tirolo, questa parte d’Italia da tutti apprezzata, anche se si fatica un po’ con la lingua.  Il tracciato delle 18 buche per un Par 71, si sviluppa a 1.200 metri slm, circondato da verdi boschi. Dire bello di questo Campo è riduttivo. È super bello, uno dei Campi di montagna tra i migliori d’Europa. A far boccacce alle previsioni che davano pioggia, abbiamo avuto sole, e ottima temperatura. Il piacere, poi, ha avuto degno coronamento nella cena al Circolo, che ha voluto stupirci con le specialità altoatesine, particolari, diverse in ogni vallata.
   Terza giornata – Golf Dolomiti – Lasciamo l’Alto Adige, ci portiamo nel Trentino, a Sarnonico, a poco meno di 1000 metri di altitudine, sul versante occidentale dell’alta Val di Non. Gran Campo, bellissimo, curato alla perfezione. Diciotto buche di montagna molto belle, poco comune Par 73. Le prime nove, le più impegnative, con tre par 5, si snodano in un bosco incantato, folto di alberi e di ridenti laghetti; nelle seconde il bosco cessa, non si gode la dovizia di alberi, ma è incomparabile la fiabesca bellezza del paesaggio naturale rappresentato dalla Catena delle Maddalene e dalla Costiera della Mendola, divise dall’alta Val di Non. Su tutto, si apprezza quella perfetta manutenzione, che aiuta a superare le parti più impegnative del percorso. Valore aggiunto, qui parliamo italiano, nonostante la presa di possesso da parte dell’Impero austriaco nel 1815, che significò per il territorio divenire parte del Tirolo e dell’Impero d’Austria, alla stregua dell’Alto Adige.
A conclusione di ogni tappa, i vincitori sono stati premiati con golosità; Il vincitore, però, dell’Alpen Tour 2018, scaturiva dalla somma dei punti delle tre tappe, al termine della terza. La palma è andata al sempre forte Gianni Piva, che si è portato a casa un valigione di prodotti.
Per l’alloggio, mi sono fermato all’hotel MeherHauser di Nalles.  A ragione non l’ho cambiato nei giorni dell’Alpen: Pulizia, silenzio, ricca colazione, prezzo più che ragionevole! La gentile signora Gherda ci ha affascinato con la sua rapidità ad assolvere i desideri degli ospiti.
Gentilezza, e cordiale accoglienza, sono una costante di questi luoghi!
È stata per noi una vacanza speciale, indimenticabile, tale da farci sentire il desiderio di tornare.
Dopo questo divertente Alpen Tour, l’attività dei giornalisti golfisti osserverà una pausa estiva; riprenderà a settembre, con la gara finale del Challenge, al GC Milano.             Paolo Pilla

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