AL GOLF BIELLA IL 12° REPLY INTERNAZIONALE UNDER 16

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Si è giocato il Championship dedicato a Teodoro Soldati.

 A ospitare l’internazionale u. 16 è il Golf Club “Le Betulle”, Campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa: un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un parkland, par 73, progettato dall’architetto inglese John Morrison, da tempo ai primi posti delle classifiche internazionali. Cent’ottantadue i giocatori iscritti, in rappresentanza di 20 nazioni (Italia, Austria, Belgio, Corea, Danimarca, Francia, Galles, Germania, Giordania, Norvegia, Inghilterra, Irlanda, Olanda, Russia, Scozia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Sudafrica, e Seychelles). Il Campionato Internazionali Under 16, “dei giovani talenti”, nato nel 2006, fu vinto proprio a “Le Betulle” da Rory McIlroy, che eguagliò con uno score di 65 il record del campo di Alfonso Angelini. Fa parte del calendario EGA, ed è tra le più apprezzate manifestazioni a livello giovanile europeo. Il grande afflusso si può ascrivere all’interesse nella memoria di Teodoro Soldati. Inoltre, la richiesta di partecipazione da parte di una delegazione delle Seychelles, segna la caratteristica della grande internazionalità dell’evento. La richiesta, unita a quella del team sloveno, avrebbe potuto non essere accolta, a meno di wild card, per l’eccellente livello di handicap dei partecipanti. Sono una cinquantina, infatti, i partecipanti con handicap “0” o inferiore, atti a garantire un tasso tecnico che cresce di anno in anno. Sono numerosi gli azzurri, dovranno vedersela con alcuni fortissimi, tra cui il campione uscente Martin Eduard Vorster che guiderà la sempre agguerrita squadra sudafricana.  Il significato principale della gara è di scoprire nuovi talenti, che potranno poi spiccare il volo nei tour professionistici, com’è avvenuto per Matteo Manassero, Renato Paratore, Haydn Porteous, Thomas Pieters, Matthew Fitzpatrick, Brandon Stone, Paul Dunne, Thomas Detry e Marcus Kinhult.
Quest’anno il field è allargato a 144 posti, suddivisi tra 74 stranieri selezionati in base all’handicap, 62 italiani scelti secondo l’ordine di merito nazionale, e 8 wild card. È immutata la formula di gioco, che prevede la disputa di 72 buche stroke-play, con taglio dopo i primi due giri. Sono i primi 50 della classifica, più gli eventuali pari merito, a poter prender parte alle 36 buche finali. Oltre al titolo individuale, c’è In palio anche il “Nations’ Trophy” che, come di consueto, è assegnato alla fine della seconda giornata.
È doveroso ancora una volta ricordare, che la manifestazione è dedicata a Teodoro Soldati, vincitore a “Le Betulle” nel 2014, giovane promessa del golf azzurro tragicamente scomparso nel luglio del 2015 lasciando un vuoto incolmabile in chi lo ha conosciuto, e ne ha apprezzato lo straordinario talento e le grandi doti umane. Sponsor dell’evento è Reply, multinazionale leader sui nuovi canali di comunicazione e media digitali.
   Una bellissima giornata di sole accoglie le promesse del golf mondiale impegnate nel primo round di questa12esima edizione del trofeo. Alla conclusione delle 18 buche iniziali, che hanno visto in azione 144 giocatori, è l’inglese Conor Gough a guidare la classifica. Gough, che ha appena conquistato la convocazione per l’ambita Junior Ryder Cup, ha chiuso con uno score di 68 (-5), su cui fan bella mostra cinque birdie senza alcun bogey. A un solo colpo dal leader, il sudafricano Kian Luke Rose che nelle ultime tre buche si è avvicinato alla vetta. In par, i due azzurri Luigi Federico Magni e Lucas Nicolas Fallotico. Montagne russe trova il campione uscente Martin Vorster, nonostante un eagle alla 7; è 17°, con sette bogey e quattro birdie. Con mossa elegante sono stati beneficiati di due wild card i portacolori delle Seychelles, ma per loro, ultimo posto.
   Dopo le prime 36 buche è l’inglese Max Hopkins a guidare la classifica seguito dall’azzurro Giancarlo Sari, che tiene brillantemente. Il quindicenne portacolori di Monticello, è molto soddisfatto: ha finito con un birdie all’ultima buca, “puttando” per l’eagle. Non festeggia bene il suo sedicesimo compleanno il leader della prima giornata Conor Gough, che scende al 3° posto. L’inglese, tra i favoriti della vigilia, pur partendo con due birdie, è incappato in due fatali doppi bogey alle buche 15 e 7. È in grande difficoltà il campione uscente Martin Vorster (+3), che fatica a contenere la sua grande potenza e alterna buche perfette a gravi errori. Oggi c’era il taglio, rimangono in gara 56 giocatori.
   Il Trofeo delle Nazioni va all’Inghilterra, con 280 punti (Gough, Hopkins e Schmidt), secondo il team Sudafrica, ed è terza la nazionale Italiana, composta di Lasi, Cristoni e Fallotico.
Domani sarà un serrato doppio turno di gioco, una lotta all’ultimo Putt, con i migliori giocatori rimasti in gara per il gran finale. L’intenso programma prevedrà sorprese e ribaltamenti di fronte, nei due giri da 18 buche, con inizio del primo round all’alba delle 7, e secondo dal mezzogiorno. I migliori partiranno per ultimi.
    Si tinge di un bell’azzurro la vittoria. Lucas Nicolas Fallotico vince in rimonta. Oltre a lui, sul podio l’inglese Ben Schmidt e il sudafricano Samuel Simpson.  In un percorso reso pesante dalla pioggia abbondante caduta fin dal mattino, che ha obbligato gli organizzatori prima a sospendere il gioco e poi ad annullare l’ultimo giro, il sedicenne portacolori del Molinetto non è stato fermato neanche dalla pioggia. Infilando il miglior score di giornata, si è aggiudicata la 12esima edizione del Reply Italian International Under 16 Championship Teodoro Soldati Trophy. Fallotico, che è allievo di papà Annibale professionista argentino trasferitosi in Italia alla fine degli anni ’90, ha chiuso con una carta di 215 (-4) per 5 birdie e 2 bogey, di cui uno purtroppo alla buca 18, che non ha tuttavia compromesso il risultato. Dedica la vittoria alla madre e al padre suo maestro, con sempre un nostalgico pensiero a Teodoro Soldati. Alla premiazione sarà proprio la mamma di Teodoro, che, commossa, gli consegnerà la coppa.             Paolo Pilla

 

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