AL VIA IL CHALLENGE AIGG KIA 2019

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Come di consueto, il primo incontro della stagione è al Marco Simone Golf & Country Club, alle porte di Roma, che ormai per tradizione ospita la gara d’esordio del circuito. Già conoscevo quel gran bel Campo che si adagia su 150 ettari di natura incontaminata. La sua integrità, però, questa volta era violata: architetti, ingegneri e agronomi sono in spasmodica attività, coordinati dall’European Golf Design. Sono intenti alla prima fase del progetto per la preparazione del percorso, che dovrà essere all’avanguardia, idoneo a ospitare la prossima sede europea della Ryder Cup 2022. Sovraintende i lavori Tom Fazio, figlio dell’architetto Jim Fazio, al cui disegno risale il percorso originale del Marco Simone. Sarà realizzato un percorso di gioco tutto nuovo, che fra tre anni ospiterà il più grande evento di Golf a squadre, che vedrà l’Europa contrapposta all’America. Oltre a ridisegnare le buche, è anche necessario sistemare una viabilità interna scorrevole, ricreare ostacoli d’acqua con la formazione di laghi, un valido sistema d’irrigazione, ampie tribune, strutture di ospitalità idonee ad accogliere i 50.000 spettatori che saranno presenti ogni giorno. Abbiamo perciò giocato su nove buche da campionato, e su nove executive, adeguatamente preparate. Il percorso Championship era già di notevole spessore, la dimensione dei lavori sta a dimostrare il livello e l’importanza che assume l’evento Ryder, per l’intero mondo del Golf. Nonostante i massicci lavori che impegnavano uno dei percorsi, il panorama è comunque sempre straordinario, regala in lontananza la Cupola di San Pietro, la simpatica sagoma del castello di Marco Simone restaurato in collaborazione con le Belle Arti, la sua torre antica risalente all’anno 1000. La sontuosa Club House, poi, nei suoi 7.000 mq. di taglio severo, esprime la sobrietà della Biagiotti, che non permette confusione di stili.
Il torneo: un po’ di pioggia, a dire il vero non eccessiva, ha generato qualche ritiro a metà percorso, ma per chi l’ha portato a termine la gara è stata comunque goduta. Io ho giocato con un gradevole team: Mauro Giuliani, Benito Lattanzi, e Sergio Masiero. Abbiamo anche giocato bene, ma ci siamo presi una fregatura, per essere caduti tutti e quattro in una distrazione: ultimata la buca 12, un po’ disturbati dalla pioggia, un po’ a causa della segnalazione non chiara, anziché partire dalla 13, abbiamo giocato sulla 14. Peccato, avevamo giocato bene, sia a me sia a Masiero la distrazione ha compromesso la possibilità del podio. Pazienza!
Pioggia o altro, i bravi ci sono sempre, ed ecco come ci siamo classificati:
A vincere il miglior netto in prima categoria sono stati Stefano Balducci, Gianni Piva e Giuseppe Negri, tutti con 39 punti stableford. In seconda il migliore è stato Ruggiero Palombo, nel lordo Dario Bartolini.
Un’allegra cena ha coronato la giornata, in quella a Roma che ha il culto del cibo! All’indomani la tappa n° 2 del challenge, al Golf Roma Acquasanta. Qui non avevo giocato mai, devo dire che il Campo, del 1903, mi ha affascinato. Dal 1912, anno in cui furono completate le 18 buche, il percorso non è più stato rimaneggiato.  Difficile per me, ma bellissimo, Tanti saliscendi, faticosi, gratificati dalla vista di tratti dell’Acquedotto Claudio, che si fa notare quando la spessa alberatura lo permette. Anche la Club House ha le pietre messe a dimora i primi anni del ‘900. Per molto tempo i soci di quel Club erano soprattutto stranieri, in prevalenza diplomatici inglesi e americani. Era inglese, la lingua dell’epoca all’Acquasanta, romani erano i numerosi portabastoni che si guadagnavano qualche spicciolo. È stata una fortuna che le forze in campo durante la seconda guerra mondiale, da una parte e dall’altra, hanno volutamente risparmiato l’ambiente.
Tornando alla gara, qui gli score sono stati molto più bassi, salvo un’eccezione; per giocare con un po’ di decoro questo percorso bisogna averlo fatto almeno un paio di volte. Solo un giocatore, un romano, si è abbassato di hcp, tutti gli altri si sono alzati, ecco i migliori:
Nel netto di prima categoria la vittoria è andata a Silvia Audisio, in seconda a Ruggiero Palombo,
Nel lordo non ci può essere storia diversa: è sempre lui il migliore, Dario Bartolini!
A premiazioni concluse, Sergio Masiero e io abbiamo rinunciato alla cena, siamo subito partiti, la strada per tornare a casa era lunga. Abbiamo però fatto tappa in Toscana, a consolarci della mancata presenza sul podio, e a gustarci una super Fiorentina, eccellente, lì la sanno far bene! Paolo Pilla

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