ASSOCIAZIONE ITALIANA GIORNALISTI GOLFISTI IN EMILIA

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Terza e quarta tappa del Challenge AIGG, prima giornata al Club “Le Fonti”. Siamo ai piedi dell’appennino tosco emiliano, a Castel San Pietro Terme, appena un po’ a est di Bologna sulla storica Via Emilia che porta a Imola. Il percorso del Campo è particolarmente lungo, e domina un territorio esteso, che già conosciamo perché inserito nel nostro challenge lo scorso anno. Negli anni 2006 e 2007 il Club ha accolto la Qualifying School del Ladies European Tour, e nel 2009-10-11 ha ospitato la tappa dell’ALPS TOUR. Contrariamente a quanto annunciato nelle previsioni atmosferiche, non è piovuto, anzi c’era il sole. Era molto freddo però, che associato a un vento sostenuto, ha influito sui risultati, piuttosto modesti. I più bravi, tuttavia, sono ugualmente riusciti a esprimersi: in vetta alla prima categoria è salito Gabriele Gandolfi (Golf Argentario) con 29 punti stableford, in seconda Maurizio Trezzi (Eurosport) del Golf Jesolo con 26, e nel Lordo la palma è andata a Gianluca Pulega del Club Le Fonti con 14. La serata, a seguito della premiazione, ci ha visti di buon appetito, impegnati in una buona cena che ha completamente cancellato il ricordo delle numerose flappe e rattoni, e fatto apprezzare l’ospitalità di quei pronipoti dei Guelfi, cittadini dell’originaria “statio” romana. La città, piccola ma molto bella, oltre che al “castrum”, deve la sua esistenza alla presenza di fonti di acqua sulfurea e salsobromoiodica note già nel Medioevo, i cui impianti svolgono la loro funzione già dalla seconda metà del 1800.
Lasciamo quella buona aria con un po’ di disappunto, per non poter visitare quelle viuzze dal sapore antico. A bilanciare, sostiamo per la notte in un piccolo ma delizioso agriturismo, in zona Zolla Pedrosa, poeticamente inserito in un contesto collinoso di ettari di vigna che fan bella mostra di sé nei pendii dei poggi. Siamo sulla “Strada dei brentani”, oggi significativamente denominata “Strada dei vini e dei sapori”, in un territorio particolarmente vocato alla viticoltura.
Il giorno dopo, siamo al Golf Bologna: un Campo tanto bello in località Chiesa Nuova, in un Comune che anche qui, più a occidente, si rifà a quel santo: Monte San Pietro. Si tratta di uno dei percorsi storici italiani, le cui prime nove buche vennero inaugurate nel 1961, e completate nel ‘64. Vede la luce dal progetto dello studio Cotton & Harris, su iniziativa del Conte Achille Sassoli de’ Bianchi, padre dell’attuale presidente. Nel 2000 riceve poi le attenzioni di Peter Alliss che lo rivisita, apportando alcune modifiche significative dal punto di vista tecnico ed estetico.  Da sempre, questo Club accoglie gli ospiti facendoli sentire graditi. Lo volle il fondatore, questo spirito di buona accoglienza, ed è ancora oggi presente, nella direzione di Filippo Sassoli de’ Bianchi. Dire bello, di questo Club, è riduttivo, è un signor Circolo: all’attenzione rivolta agli ospiti, affianca la considerazione verso i soci, che trovano un ambiente dove poter godere del loro passatempo preferito, in un clima corretto, armonico, ed elegante.
Le 18 buche Par 72 che si sviluppano in poco meno di seimila metri su un esteso terreno collinare dai suggestivi scorci panoramici, chiedono al giocatore un marcato impegno, ma secondo il mio parere, senza difficoltà insuperabili; per poter trarre soddisfazione dal gioco, gli suggeriscono strategia, e gli impongono attenzione. Mi sono rimaste impresse: la buca 2, un Par tre teatrale in discesa, con un profondo bunker e una temeraria scarpata sulla sinistra; la cinque, per me la più difficile, un Par 4 con marcato dog leg, un green piccolo su due livelli con bunker a destra e sinistra: felice del mio bogey; la 10. Il Campo è stato più volte ospite di Campionati Italiani Dilettanti.
Di pregio la Club House, minimalista, esprime il mio pensiero sull’eleganza, nella sua sobrietà.
Ecco i più bravi: in prima categoria, con 40 punti, Lorenzo Cavana del Golf Bologna; in seconda, con 32, Maurizio Bucarelli (l’Albenza); prima Lady Sonia Simonato, del Golf Lignano, con 20.
La gara qui è stata per me anche maggiormente sentita, perché in un Campo che particolarmente mi piace, il mio gioco è migliore. Non sono andato a premio, ma c’è mancato poco: due piccoli punti. La causa, quei green super veloci e difficilissimi da leggere, che mi hanno indotto più e più volte, ai tre Putt. Fa nulla, è stato ugualmente piacevolissimo, per il bel Campo e per gli ottimi compagni di gioco; ogni bel colpo gustato, soddisfazione a ogni buca chiusa in Par.
Come di consuetudine, alla conclusione della seconda giornata abbiamo tutti fretta per il ritorno a casa, per cui non abbiamo potuto gustare appieno la cucina bolognese, ma abbiamo ugualmente assaporato qualche specialità emiliana: i “ciccioli”, la mortadella, e le trofie con gli asparagi, il tutto annaffiato da eccellente spumante, per concludere la bella giornata in allegria. Ad altra occasione, la visita ai Castelli Medioevali della Val Samoggia.             Paolo Pilla

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