BRITISH OPEN 2015

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Il British Open nella sua 144esima edizione, l’Open più importante d’Europa, nonché il terzo Major stagionale, si gioca in questa cittadina medievale, che festeggia i 600 anni dalla fondazione della sua università: St. Andrews (Old Course), 7.297 iarde, par 72. E’ la 29esima volta che si gioca nella casa natale del Golf, dove 800 anni fa i pastori incominciarono a cercar d’imbucare i sassi nelle tane dei conigli. Il Campo, predisposto su 22 buche nel 1500, fu riformulato nel 1700, portandolo alle 18, che ancor oggi sono lo standard nel mondo. La prima edizione dell’Open risale al 1873, e da allora ha visto passare Campioni del livello di Bobby Jones, Sam Snead, Jack Nicklaus e Tiger Woods.
A seguito della sua vittoria al John Deere Classic, tutti gli occhi erano puntati su JORDAN SPIETH, perché il conseguimento lo avrebbe portato in cima al Ranking mondiale, togliendo la palma a Rory McIlroy campione uscente, che per forza di cose dovrà subire il sorpasso, bloccato dall’infortunio capitatogli giocando a calcetto. Di più, dopo aver firmato il Masters e l’US Open, Spieth sarebbe stato in condizioni di puntare al “Grande Slam” con il prossimo PGA Championship (13-16 agosto), ultimo della stagione. Il sogno di ripetere la prodezza riuscita a un solo giocatore nella storia, Bobby Jones nel 1930, e quantomeno, vincendo questo Major, avrebbe emulato Ben Hogan che nel ’53 vinse i primi tre Major della stagione.
A sfidarsi sull’Old Course di St. Andrews con lui, l’élite mondiale: Dustin Johnson, Phil Mickelson, Bubba Watson, Adam Scott, Sergio Garcia, Justin Rose, per dirne alcuni. Degli azzurri, presenti i fratelli Molinari, e Matteo Manassero, che per la terza volta vi partecipano insieme, dopo le edizioni del 2011 e del 2014, anno in cui tutti e tre furono autori di un’eccellente prestazione, terminando in ottima posizione (Edoardo Molinari 7°). Ad arricchire il piatto c’è anche Tiger Woods su cui c’è sempre curiosità, ma poco credito, visto l’andamento della stagione fatto di molte ombre.
La cronaca:
16 luglio Primo giro – Matteo Manassero parte alle ore 9.22 (locale), seguito, 11 minuti dopo, dal team con i protagonisti: Jordan Spieth e Dustin Johnson, coinvolti in un duello privo di animosità. Edoardo e Francesco Molinari al via nel pomeriggio. Spieth, partito molto bene nelle prime nove, nelle seconde ha sentito il disagio del forte vento, e dei due bunker che gli sono costati due bogey, finendo a 67 (-5), due colpi in più rispetto a Johnson (-7), autore di un bell’Eagle e leader della giornata. Francesco Molinari in par, il fratello Edoardo (+2), Matteo Manassero (+1) per un triplo bogey alla 18, non essendo riuscito a venir fuori da quell’orrendo bunker, che ha castigato anche Spieth. Woods a (+4) domani rischierà il taglio.
17 luglio – Pioggia pesante, forti venti dal vicino Mare del Nord, green allagati, gara sospesa per 3 ore e mezza, e l’incertezza che tutti portino a termine il percorso, impossibili score bassi. Oggi si vede la caratura dei giocatori, a giocare fradici e sferzati dal vento. Daniel John Willett, l’inglese di Sheffield, ha dimostrato di sentirsi comunque a suo agio, girando in -3, e portandosi in testa alla classifica. Bene Francesco Molinari con 4 birdie e 3 bogey (-1), il fratello Edoardo non troppo bene; con lo stesso punteggio di Tiger Woods, non supera il taglio. Manassero deve sospendere per oscurità alla buca 13, terminerà il secondo round domattina alle 7.00. Il non aver portato a termine il percorso lo metterà in serie difficoltà domani, dovendo iniziare di mattina presto il recupero, poi sospendere, e riprendere nel pomeriggio il terzo giro.
18 luglio – Alle 7.00 ora locale, è ripreso il gioco per i 42 che non l’avevano ultimato. Dopo soli 32 minuti, il forte vento ha costretto a sospendere di nuovo il gioco, e ci sono state lamentele per la ripresa, inopportuna con queste condizioni. In pratica, il secondo turno iniziato alle 6.30 di venerdì, è terminato alle 21 di sabato dopo 39 ore. I venti fortissimi con raffiche a 45 miglia orarie spostano le palle sul green. Al green della 14 Johnson stava marcando la palla, quando una raffica di vento, e poi un’altra, gliel’han portata fuori dal green. Stessa cosa per Spieth. Una giornata selvaggia, che ha fatto perdere un giorno, l’Open si protrarrà fino a lunedì. Normalmente pioggia e vento non prevedono la sospensione della partita, ma la situazione di venerdì e sabato era a dir poco esagerata. Particolarmente sfortunato Manassero, aveva iniziato il gioco al mattino, una buca e mezza, quando è stato fermato da un’altra sospensione per il maltempo. Ha dovuto attendere dieci ore in Club House per tornar a giocare alle 18. Comprensibili i due bogey, uno al mattino nella bufera, e un altro la sera, nella soglia dello stress. Peccato, perché prima dell’interruzione viaggiava in par, utile per continuare. Esce 93esimo con 146 (+2), ed esce anche Tiger Woods, 147esimo, ma il suo era esito  scontato, dopo il 76 del primo round. A condurre è sempre Dustin Johnson (-10). Per Spieth non sarà facile risalire di 5 punti e sperare nel Grande Slam, anche perché alle spalle di Johnson ci sono grandi Campioni; ma ci sono ancora due giri da fare, ed è tutto possibile.
19 luglio – sono in ottanta ora a competere, e si gioca il terzo round. Nuvoloso il mattino, pioggia il pomeriggio erano le previsioni. In realtà, tempo ottimo per il gioco, e si gira in meno colpi. Degli azzurri è rimasto solo Francesco Molinari partito alle 10.40 con il tailandese Thongchai Jaidee. Con 2 birdie e 3 bogey chiude a (+1). Grande la rimonta di Spieth, che con -6 di giornata, sopravanza Johnson di un punto. L’aveva ipotizzato. Non è però stato il solo ad avere una giornata speciale: il dilettante Paul Dunne, che ha fatto 6 birdie senza neanche un bogey, è in testa alla classifica con Louis Oosthuizen e Jason Day, a -12. Se vincesse, Dunne sarebbe il primo dilettante a conquistare “l’Open”, da Bobby Jones nel 1930.
20 luglio –Grigio e piovoso, ma relativamente tranquillo. Francesco Molinari gioca benissimo, con 7 birdie fino alla 14, poi il castigo di due bogey alla 15 e alla 17, conclude a -5 che lo porta al 40esimo posto, risalendo tuttavia di 42 posizioni la classifica.
Giocatori fortissimi, è stato emozionante seguire l’andamento degli score nel round finale.
Aveva giocato bene Jordan Spieth, il ventunenne americano. Peccato quel doppio bogey alla 8 che poi ha condizionato il resto del gioco (-14). Come tanti spettatori, anch’io gli auguravo la vittoria.
Con il punteggio di 15 sotto il Par, Zach Johnson, Marc Leishman, e Louis Oosthuizen, immediatamente partono per lo spareggio sui Par 4 della 1, 2, 17, 18. A differenza degli US Open, che prevede lo spareggio in altra giornata di 18 buche, l’Open Championship proclama il vincitore sul risultato di quattro buche di playoff nella stessa giornata. Siamo in Scozia, e fino alle 22 c’è luce.
Al trentanovenne Zach Johnson la meritata vittoria, che con grande gioia indossa la giacca verde, e che di Spieth dice “… E’ un talento fenomenale, e come persona è ancora migliore di come gioca a Golf”.
Congratulazioni a Jordan Spieth per una prestazione grintosa in gara e per la classe nella sconfitta.  L’Old Course comunque lo gratifica con l’invito al futuro Open. Congratulazioni tante al bravissimo Zach Johnson, composto e modesto trentunenne dell’Iowa per la meritata vittoria.
Partecipava all’Open anche il grande Tom Watson, 65 anni, vincitore di 64 tornei, di cui 8 nei Major. Aveva accettato l’invito di partecipare come chiusura di carriera dopo 40 anni. Watson, che è stato nel secolo scorso il più prolifico vincitore di questo Campionato, ha terminato al secondo round a 129, con il green della 18 illuminato dalle luci della club house, e grandi applausi. Con spirito ed eleganza, nessuna importanza al punteggio acquisito, ma un pochino spera che non sia l’ultima volta.
Oltre nove milioni i dollari di montepremi, di cui 1,8 milioni al vincitore.      pp

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