BRITISH OPEN FEMMINILE 2019

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È tempo di dare visibilità al Golf femminile, a “quell’altra metà del cielo”, che rende più brioso il Campo da Golf.  L’organizzatore del torneo, il Royal & Ancient Golf Club di St Andrews, la massima autorità nel mondo del Golf, ha ingrossato il montepremi di questo Major, portandolo a 4,5 milioni di dollari, la prima moneta è quindi di $ 675.000. La maggiorazione è stata del 40%. Siamo a livelli decisamente più bassi rispetto al montepremi di un Major maschile che va oltre i 10 milioni di dollari, ma è pur sempre un incoraggiamento per le signore impegnate.
Siamo in Inghilterra, a Little Brickhill, nei pressi di Milton Keynes, nel Buckinghamshire, a poco più di un’ora da Londra, Oxford e Cambridge. È qui l’abbazia di Woburn, che con la tenuta circostante offre uno scenario storico unico. Il Campo è il Woburn Golf Club, cinquantaquattro buche ripartite nei tre percorsi considerati tra i più interessanti del Regno Unito e dell’Irlanda: del Duca, della Duchessa, del Marchese. Si gioca dall’1 al 4 agosto.
Nato nel 1977, il British Open femminile è un Major, bersaglio delle coreane, vinto di recente da due giocatrici asiatiche: una sudcoreana, e l’altra di Taiwan. È l’undicesima volta che viene giocato in questo Campo. A difendere il titolo è Georgia Hall, prima inglese a vincerlo, che se l’è conquistato lo scorso anno nel Lancashire.
Si gira sul percorso del “Marchese”, Par 72 di alto livello, che ha ospitato importanti eventi maschili. Il Campo apre alle 6 per ricevere gli ospiti, la prima partenza alle 6.30 cui succederanno le altre ogni 11 minuti. Neanche a dirlo, sono in gara tutte le migliori atlete, provenienti da ogni Continente. Molte hanno da poco ultimato l’Evian Championship, conquista della sudcoreana Jin Young Ko, secondo Major quest’anno, che se la dovrà vedere con tante orientali. A tenerle particolare pressione sono la connazionale Inbee Park e la thailandese Ariya Jutanugarn. Non ci sono italiane, nessuna azzurra è stata in grado di qualificarsi per il torneo.
   Come talvolta capita, non sono le favorite a emergere. È la sudafricana Ashleigh Buhai a prendere il comando nel primo giro, a -7. Realizza otto birdie a fronte di un solo bogey, è il suo primo successo sull’European Tour. La seguono, a un solo punto in meno, la statunitense Danielle Kang e la giapponese Hinako Shibuno a -6. Determinata a difendere il titolo è l’inglese Georgia Hall, ma è undicesima a -3.
   Alla conclusione della seconda giornata è sempre la sudafricana a mantenersi in testa. Con 67 colpi (-5) frutto di un giro senza sbavature per cinque birdie puliti, si piazza a -12 totale; lascia la seconda, la giapponese Hinako Shibuno, a tre lunghezze. Con (-7), in quarta posizione, troviamo un gruppo che comprende due inglesi, una francese, una tedesca, a fianco della scommessa sudcoreana Sung Hyun Park.
   Il consistente vantaggio che la sudafricana Ashleigh Buhai aveva acquisito ieri sulla talentuosa giapponese Shibuno e sulla trentenne americana Lizette Salas con le prime nove buche giocate in 32 colpi, ha creato un panorama inaspettato sulla parte alta della classifica, ma i grandi nomi sono pur sempre in agguato. Infatti, nel terzo giro, la Buhai è costretta a lasciare il passo proprio alla giapponese, tallonata dalla sudcoreana Sung Hyun Park.
   Siamo alle ultime 18 buche. Hinako Shibuno la “Cenerentola sorridente”, così com’è chiamata in Giappone, si deve dare d’attorno. Tra queste quattro è lotta fino all’ultimo putt, ed è alla 18 che il torneo vien deciso. Ampiamente, contagiosamente, Shibuno sorride mentre il suo approccio atterra in Green accanto alla buca. È garantito il birdie, che provoca uno scroscio di applausi. Con le ultime buche fatte in 31 per un punteggio di 270, Hinako Shibuno si laurea Campione del British Open femminile 2019 tra le acclamazioni del pubblico, in cui numerosi sono i Giapponesi.
La seconda piazza va all’americana Lizette Salas, la terza è per la sud-coreana Jin-Young Ko, che nel veder svanire il sogno del suo terzo Major in stagione, si fa scappare una lacrimuccia.
Come già detto, non c’erano atlete azzurre in campo, ma era troppo importante il titolo in palio per poterlo trascurare.
 Si è sentito che non parla correntemente l’inglese, la Shibuno, ma è un personaggio di una simpatia contagiosa, una donna affascinante. È venuta al torneo come sconosciuta, e se ne va via come una stella!                   Paolo Pilla

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