A CA’ della NAVE l’ACP GOLF TROPHY

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È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara Stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’Associazione, organizza nella stagione. Presente era la maggior parte dei Club, e a rendere ancor più competitivo l’incontro, oltre ai loro soci, giocavano soci di altri Circoli anche esteri, per un totale di cinquanta giocatori. Si son visti sfilare giocatori di sette Campi Pratica impegnati nella tenzone, il cui risultato avrebbe poi dato adito a goliardici sfottò. Questi i Club partecipanti:
Abano (Abano Terme), Ancora (Meolo), Il Bosco (Oderzo), Easy Golf (Verona), Faula (Povoletto -UD), Touristgolf (Mirandola -Mo), Vigne di Conegliano (Refrontolo).
 Maggiormente sono di terra veneta i Club inseriti nell’Associazione, ma come leggiamo, ce ne sono anche di altre Regioni italiane.
Vorrei esprimere il mio pensiero su questa realtà, i Campi Pratica, che a mio avviso sono la colonna portante del Golf in Italia, e dirò perché:
  È ben noto che questo gioco, contrariamente al resto del mondo, non ha da noi tanti proseliti. I motivi sono più d’uno, e tra gli altri quello economico, anche se talvolta è un falso problema perché, andando a fare i conti, la sua pratica non è più onerosa rispetto agli altri sport. Quello che manca in Italia diversamente dagli altri Paesi anche meno ricchi, sono strutture che permettano l’avvicinamento dei giovani in modo semplice, gratuito o pressoché. In altre parole, mancano i “Campi pubblici”, che farebbero del Golf una disciplina popolare. È pur vero che la Federazione ha cercato di mettere in atto qualcosa di appetitoso per rendere più invogliante l’approccio, ma son palliativi, perché comunque i Circoli hanno bisogno di entrate per sostenere le tante spese. Ecco allora la grande utilità dell’esistenza dei Campi Pratica. Strutture di modesta superficie disseminate capillarmente nel territorio, spese per il funzionamento non eccessive, questo permette di accogliere i neofiti in maniera meno costosa, seppur che in ognuna di queste strutture opera un abile istruttore, idoneo a trasmettere la conoscenza del gioco. E succede anche che al loro interno si crei facilmente coesione tra i soci: Godono in genere di un clima festoso, famigliare, cameratesco, che appassiona e diverte sia il principiante sia il medio e l’abile giocatore. Quest’ultimo, infatti, trova vicino a casa o al lavoro l’ambiente utile per fare un po’ di allenamento, approfittando magari della pausa pranzo. Riuniti in associazione, in uno stretto rapporto collaborativo, si organizzano piacevoli eventi. I tesserati si trovano a loro agio, fanno avvicinare i loro amici. Si può dire allora che l’incremento, seppur modesto, del numero dei giocatori sia ascrivibile anche a essi. Indirettamente ne traggono beneficio i Campi maggiori, perché qualcuno, ormai padrone del gioco, a un certo punto desidera emigrare in un Circolo a diciotto buche. Tra tutti, è di uno in particolare cui voglio fare cenno: il Golf Club “Il BOSCO” che risultava il più numeroso, e a che aveva gestito l’organizzazione di questa tappa al Cà della Nave, coadiuvato da “Easy Golf”. Tre sono i personaggi speciali in questo Club: Marta Dalla Nora presidente, gentile, sorridente, simpatica, determinata, che ha saputo dar consistenza al Circolo con cento soci molto attivi – Anna Maria Miliè una professionista di  spessore, che con fare discreto porta al successo i suoi allievi e cura con passione il “club dei giovani”– Renzo Dalla Pietà detto PICI, il “Capo”, grande di figura e di fatto, tuttofare, proprietario e gestore. Il trio, in sinergia, rende la vita di circolo attiva, e ricca di eventi.
Ma torniamo alla bella giornata trascorsa al Circolo di Cà della Nave: I giocatori si sono divertiti, hanno molto apprezzato l’importante disegno del tracciato di gioco (Arnold Palmer), la buvette disponibile al passaggio tra la nove e la dieci in cui PICI allegramente offriva la sua soppressa, i formaggi, la frutta di Soemi Amadardo, il vino, la birra San Gabriel, tutto molto buono. L’ambiente, carico di storia, ha fatto dimenticare qualche problema arrecato al gioco dai green in sofferenza per la pessima stagione vissuta.
Sono stati molti i premiati, i più bravi, gli eletti:
Nel netto di prima categoria     1° ALBERTO VANZELLA (BOSCO)    37 punti stb
                                                        2° NICOLA MARTINELLI (EASY GOLF)  36
di seconda                                     1° ANDREA UGHELINI  (ANCORA)         37
                                                         2° MAURIZIO FURLAN  (BOSCO)            35
In terza categoria                         1° GIACOMO MARCON (FAULA)              39
                                                         2° ANDREA CHIOCCINI (ABANO)           36
La palma del Lordo con 26 punti l’ha ricevuta  LORENZO FIOR (BROLO) e ancora, i premi speciali:
il 1° Senior a MARCO MORETTI (FAULA)   con       34
1° Lady a IRLANDA PASQUALINOTTO(CAORLE)  33
1° Junior a LORENZO BORGOLOTTO  (BOSCO)     18
1° Amici ad ALBERTO FAVARO  (Cà della NAVE)   39
2° Amici a LUDOVICO BOLZAN (CA’ della  NAVE) 36
Il Nearest to the Pin (riservato ACP) è andato a MASSIMO OSTI, palla a 2.92 m dalla bandiera
Driving Contest Maschile a LEONARDO MENEGHEL
Driving Contest Femminile a IRLANDA PASQUALINOTTO
La tappa del trofeo non avrebbe potuto essere tanto festosa e ricca di premi, senza il contributo delle Officine Baggio e delle distillerie Castagner, soci del Circolo “il Bosco”.
La giornata è stata radiosa, con un’ottima temperatura, quella giusta per il gioco del Golf. Le partenze sono state doppie, dalla uno e dalla 10, per far sì che la chiusura della Gara fosse più omogenea, a lasciare un maggior spazio conviviale. È stato poi bello vedere tutte queste persone arrivate qui da diverse direzioni, allegramente affratellate, tutti applaudire i vincitori, e condividere le pappe. Tavoli disposti allegramente accanto alle piscine, e quella forma di ristorazione maggiormente gradita al golfista, che a fine gara sente irruente l’appetito: un ricco buffet di affettati e verdura, seguito da due primi piatti (risotto con porcini e pasta pasticciata), il tutto a sazietà e annaffiato da ottimi vini, un eccellente dessert, caffè. Vera allegria!                 Paolo Pilla

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