CHINA OPEN

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L’Open, in questo Paese fino a ieri tanto lontano da noi, e che oggi, in quanto a Golf e non solo, si sta portando in pole position nel mondo.

Il Volvo China Open, torneo dell’European Tour che si avvale dell’organizzazione dell’Asian Tour, si è giocato al Topwin Golf & CC di Pechino, con montepremi di 20.000.000 di renminbi (circa 2.600.000 euro). In campo, dove a difendere il titolo c’è il francese Alexander Levy, ci sono cinque azzurri: Nino Bertasio, Matteo Manassero, Edoardo Molinari, Renato Paratore, e Andrea Pavan. Molte opportunità sono per il francese, vincitore domenica scorsa del Trophée Hassan II, a Rabat in Marocco; ma in lizza ci sono molti grandi, tra cui l’irlandese Paul Dunne, lo svedese Alexander Bjork, lo spagnolo Pablo Larrazabal secondo in Marocco, oltre alla numerosa e qualificata presenza degli asiatici: thailandesi, coreani, indiani, e ovviamente cinesi. Tra gli italiani gli occhi sono puntati su Pavan, terzo in Marocco che sta attraversando un ottimo momento, ma si presentano in ripresa anche Paratore e Bertasio.
   Nel round di avvio emerge il cinese Daxing Jin, con un colpo di vantaggio su Nino Bertasio, artefice di un ottimo inizio, senza macchia, con sette birdie senza bogey. Andrea Pavan è ottavo, rafforza così il suo buon momento. Molinari e Manassero sono 74esimi, in Par, a metà classifica. Meno bene Paratore, 110°. Al 18° posto il francese Alexander Levy, difensore del titolo. Daxing Jin, 25enne di Jilin, ha realizzato un eagle e sei birdie.
   Nella seconda giornata si assiste allo scatto di Matt Wallace inglese dell’Hertfordshire, che assume il comando precedendo di misura un gruppetto di tre. Il 28enne di Hillingdon, dominatore nel 2016 dell’Alps Tour, si dispone leader con un eagle, due birdie e due bogey per il 70 (-2). Tiene Nino Bertasio, nonostante il giro difficoltoso, (sei birdie e sette bogey per un 73, +1), prosegue la sua corsa in alta classifica, nono. Sono in buona posizione Andrea Pavan e Matteo Manassero, 22esimi, e finalmente riesce a passare il taglio Edoardo Molinari (58°). Peccato per Renato Paratore, che il taglio non lo riesce a superare, e può tornare a casa. In bassa classifica il transalpino Alexander Levy, reduce dal successo nel Trophée Hassan II, 50esimo.
   Ancora bene per l’Italia nel terzo round, al cui vertice continua l’inglese Wallace, raggiunto ora dal venticinquenne basco Adrián Otaegui, che ha cambiato marcia con cinque birdie senza bogey per il 67 (-5). Matt Wallace ha evitato il sorpasso con quattro birdie e un bogey per il parziale di 69 (-3). I due hanno un colpo di margine sull’altro iberico Jorge Campillo, sul francese Julien Guerrier e sullo svedese Alexander Bjork. Ha costruito percorso netto Andrea Pavan, sesto, con sei birdie e nessuna sbavatura (66, -6); sei birdie anche per Matteo Manassero, ma con un bogey (67, -5). Ancora un giro complicato, tuttavia efficace, per Nino Bertasio con otto birdie, un bogey e due doppi bogey (69): tutti tre correranno per il titolo nel giro finale. Quattro birdie privi di bogey per Edoardo Molinari, risalito ancora da 58° a 38°, ma ormai fuori gioco.
   Siamo alla resa dei conti. Nel giro finale il successo arride allo svedese Alexander Bjork, che precede Adrian Otaegui, e ottiene il primo titolo nell’European Tour, imponendosi con un totale di 270 colpi (66 72 67 65, -18). Offre ancora una bella prestazione Andrea Pavan, 69 colpi (-3) con quattro birdie e un bogey, è 11°, per la sesta volta tra i “top 21” nelle ultime sette gare. Tiene bene Matteo Manassero, 20° con 277 (-11), il suo miglior risultato stagionale. A premio anche Nino Bertasio, 32° con 280 (-8) in compagnia dell’indiano Shubankar Sharma, ed Edoardo Molinari, 45° con 282 (-6), affiancato dallo spagnolo Alvaro Quiros.
Un serrato duello c’è stato tra Bjork e Otaegui, scontro che ha visto la supremazia del primo. Al terzo posto gli inglesi Jordan Smith e Matt Wallace, e l’iberico Jorge Campillo.
Il vincitore Alexander Bjork è riuscito a esprimersi con sette birdie senza bogey, in un giro esemplare, e il 65 (-7), trionfante, gli ha reso un assegno di 433.333 euro su un montepremi di 2.600.000.             Paolo Pilla

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