D+D REAL CZECH MASTERS

Pubblicato il Pubblicato in Golf news

Lasciamo per il momento tranquilli i 70 più grandi giocatori del mondo, a darsi battaglia nel BMW Championship, la seconda delle tre tappe della FedEx Cup in corso a Medinah nell’Illinois. Il primo torneo, il Northern Trust giocato nel New Jersey, l’abbiamo seguito impazienti di sapere chi si porterà a casa quella grande somma di denaro (quindici milioni di dollari), destinata al vincitore. Lo sapremo certamente tra otto giorni. Andiamo questa settimana in Repubblica Ceca, a Václav Havel a 15 minuti da Praga, dove sette azzurri competono per il D+D Real Czech Masters. Le 18 buche del Campo, che soddisfano i più alti standard europei, ogni agosto ospitano questo evento.
È Andrea Pavan a difendere il titolo, e con lui sono presenti altri sei azzurri: Filippo Bergamaschi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Matteo Manassero, Edoardo Molinari, e Renato Paratore. Reduce dall’aver superato due volte l’European Challenge Tour, la scorsa domenica Pavan aveva conquistato il suo primo titolo nell’European Tour, il BMW International Open. Anche Bertasio, ha una dote: è andato a premio nell’Open Championship. Gli italiani sono comunque tutti in grado di poter ben figurare.  Ragguardevole il montepremi, un milione di euro.
Abbiamo detto che i grandi giocatori stanno gareggiando nel PGA in America, ma ce ne sono di altrettanto grandi anche qui. Due per tutti: l’irlandese Padraig Harrington, capitano del Team europeo alla prossima Ryder Cup, e il sudafricano Ernie Els.
   È il malese Gavin Green a prendere il sopravento nella prima giornata. Riesce a fare ben nove birdie, appena un po’ scoloriti da un bogey al Par tre della tredici. Lo seguono di un colpo l’inglese Lee Slattery e il sudafricano Erik van Rooyen; con sei birdie, un eagle e un solo bogey il primo, e sette birdie puliti il secondo. Ottima è la prestazione di Edoardo Molinari, che produce sei birdie senza macchia. Molto buona anche quella di Andrea Pavan, che percorre le prime nove in par, e si guadagna 4 punti sulle seconde con quattro birdie. Peccato il doppio bogey di Renato Paratore, riesce comunque a terminare sotto par. Lorenzo Gagli è a -2, Nino Bertasio -1, Filippo Bergamaschi +1, Matteo Manassero +2.
   Secondo giro – Eureka! Autore di un’ottima prestazione, Edoardo Molinari si porta al comando (-12), replicando i sei birdie di ieri; sono trentasei buche senza bogey, viaggia due colpi di vantaggio sul belga Thomas Pieters. Cede nettamente il malese Gavin Green, leader ieri, è 33esimo alla pari con Paratore che, autore di un eagle, ha rimontato 39 posizioni. Andrea Pavan, che difende il titolo, è settimo a (-8). A occupare la terza posizione a (-9), sono quattro: uno svedese, un austriaco, un inglese, e un cileno. Purtroppo, sono quattro gli azzurri usciti al taglio: Bergamaschi, Bertasio, Gagli, e Manassero, e con loro altri 83 giocatori.
   Terzo round – Perde la leadership Edoardo Molinari, scende al terzo posto con (-14), restituisce la posizione al belga Thomas Pieters, autore di un eagle alla nove. Il nuovo leader, a (-16), ha alle spalle il 24enne spagnolo Adri Arnaus a (-15). Ora è Molinari a trovarsi a due colpi di ritardo dal primo, il contrario di ieri. È affiancato dal cileno Hugo Leon e dagli svedesi Robert Karlsson e Rikard Karlberg, vincitore quest’ultimo di un Open d’Italia nel 2015. Ha giocato bene Molinari, ha girato in 70 colpi con tre birdie e l’unico bogey dei suoi tre giri, subìto sulla 50ª buca giocata.  Certo han giocato meglio gli altri due, ma sarà comunque in corsa per il titolo nel giro finale. Andrea Pavan, campione in carica, è al 17° posto con (-9); ha realizzato un 71 con 3 birdie e un doppio bogey. 
   Con un (-19) complessivo si conquista il titolo il belga Thomas Pieters. La seconda piazza è per lo spagnolo Adri Arnaus a (-17). Il terzo posto è per Andrea Pavan, per un totale di (-16), in compagnia dell’inglese Sam Horsfield, .Grandioso, spettacolare il giro dell’azzurro. Il romano, ma con questo cognome tradisce origini venete, è stato il miglior risultato di giornata (-7); anzi, sarebbe stato (-8), se non fosse scivolato in un bogey alla 17. Dal diciassettesimo è risalito al terzo posto. Non ha vinto il torneo, ma terzo in questa competizione, a due punti dal vincitore, è pur sempre un eccellente risultato. Gli è costato caro il doppio bogey di ieri, ma oggi ci ha fatto conoscere la sua stoffa. Perde lo smalto nell’ultimo giro Edoardo Molinari, vittima di quattro bogey per un solo birdie, è undicesimo a (-11), Renato Paratore trentanovesimo a (-7).

Pieters, ventisettenne di Anversa quasi due metri di altezza, prima d’ora aveva trionfato nel Tour europeo sul “KLM” nel 2015, poi sul “Made in Denmark” nel 2016, e dopo di allora è questo di Praga il suo trionfo importante. Appagato della vittoria intasca il meritato premio, e rientra felice ad Anversa dove lo aspettano i festeggiamenti. Paolo Pilla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *