FARMERS INSURANCE OPEN

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In California, nei due percorsi del Golf Torrey Pines, si è giocato dal 25 al 28 gennaio, l’Open sostenuto dalla potente “Assicurazione Agricoltori” americana. Il  montepremi, 6.900.000 dollari, 1.200.000 dei quali, destinati al vincitore. Il Torrey Pines, Campo pubblico a 36 buche, è proprietà della città di San Diego. L’importante incontro ha finalmente permesso ai tifosi di vedere il vero ritorno in campo di Tiger Woods, dopo di quello un po’ sottotono di dicembre. Tanti i grandi giocatori, tra cui Phil Mickelson, che giocava in casa. A difendere il titolo, fresco vincitore del Career Builder Challenge, il 23enne spagnolo Jon Rahm, che ha appena scavalcato Jordan Spieth nella classifica mondiale, ed è ora il nuovo numero due dietro Dustin Johnson. Ovviamente tutti gli occhi erano puntati su Tiger Woods, che dopo il lungo stop seguito agli ultimi due interventi alla schiena, ha ripreso l’attività agonistica ai primi di dicembre in Hero World Challenge.  In quell’occasione, la sua prova aveva fatto sperare di poterlo rivedere ai livelli di un tempo. Deciso a gestirsi molto attentamente, Woods ha prestato molta attenzione sulla scelta dei percorsi. Ha puntato sui due che gli sono più adatti: questo appunto di Torrey Pines che lo vide primo per ben sei volte e dove vinse l’ultimo dei suoi 14 majo, e il Riviera CC a Pacific Palisades sempre in California, dove debuttò nel PGA Tour quando aveva 16 anni. È con questo evento, il Farmers Insurance Open, che Tiger aveva ricominciato nella scorsa stagione. Non aveva superato il taglio, e si era poi dovuto fermare definitivamente a Dubai, dove la sofferenza alla schiena lo aveva costretto a ritirarsi dopo un giro, e ricorrere al chirurgo. Ora, proprio qui a Torrey Pines, cercava la conferma alla sua ripresa. D’interesse particolare per noi, era anche il debutto 2018 di Francesco Molinari, che riprendeva il gioco dopo il periodo di riposo invernale, ma che con il suo ottavo posto conseguito in Hero World Challenge, faceva ben sperare.
   Nel suo tanto atteso ritorno alla competizione, con un solo evento Pga Tour ufficiale giocato dal 2015, Tiger Woods ha lottato duro per salvare il Par. Luci e ombre nei due birdie e due bogey, ma hanno per lo meno messo in risalto grande padronanza nel gioco corto. Per prepararsi al suo debutto nel 2018, si è imposto di giocare sei giorni la settimana. Si sentiva arrugginito, ha terminato all’84° posto, lasciando tuttavia l’impressione di poter superare il taglio. Parte bene Francesco Molinari. Con il via dalla buca 10, ha segnato tre birdie e un bogey in uscita, e ha completato lo score con altri due birdie nel rientro. Ha fatto vedere un gioco preciso, concentrato, con pochissime sbavature: quarto, con (-4), stesso risultato di Jon Rahm difensore del titolo, e di altri nove concorrenti. Ha assunto il comando con 65 (-7) Tony Finau, il 28enne di Salt Lake City (Utah): Con nove birdie e due bogey ha preso il sopravvento, e precede di misura Ted Potter Jr e Ryan Palmer.
   Nel secondo giro Francesco Molinari perde lucidità, dal 4° scivola al 33° posto. Ha mantenuto continuità sulle prime nove (due birdie e due bogey), poi ha sciupato un colpo sulle seconde: con un birdie e due bogey (+1), perde 29 posizioni. Tiger Woods, dopo aver accusato un doppio bogey in uscita per problemi con il driver che non andava e lo metteva fuori pista, recupera con il gioco corto, mette a segno 4 birdie sulle buche di ritorno, e finisce a (-1). Ha lottato con i denti per evitare il taglio, rimane in gioco con l’ultimo punteggio utile, 65°. Soddisfatti, i FANS. Settantanove i giocatori usciti al taglio, nomi famosi, tra cui l’irlandese Padraig  Harrington, e lo statunitense Rickie Fowler. È il texano Ryan Palmer a portarsi al vertice a (-11), con due eagles alla 9 e alla 17, entrambe Par 5. Palmer, che aveva condotto in purezza il primo giro con sei birdie senza bogey, è ora tallonato da Jon Rahm, lo spagnolo di Barrika, (-10), quanto mai motivato, che se si aggiudicasse il Farmers, diverrebbe leader mondiale.
  La terza giornata scombina tutto. Al vertice del FARMERS sale lo svedese ALEX NOREN, 35enne di Stoccolma, passato a condurre con (-11), dopo un eagle e un doppio bogey; sorpassa Ryan Palmer ed è la prima volta che si trova in vetta a un evento del circuito. Lo spagnolo Jon Rahm perde posizioni. Un doppio bogey sull’ultima buca annulla la corsa verso il successo nella gara, che gli darebbe la leadership mondiale; da secondo a 12° dopo un 75 (+3), ma qualche speranza ancora gliela fornisce la sua classe.
Woods, 39° guadagna 26 posizioni, sorpassa Francesco Molinari 44° con (-2).  L’azzurro ha iniziato il percorso dalla buca 10, ed è andato subito in difficoltà, recuperando poi qualcosa al rientro. Anche Tiger Woods è partito dalla 10; si è trovato subito in difficoltà, ma ha rimediato prontamente con due birdie di fila, nell’ottimo gioco corto.
   Nel quarto giro continuano le ansie. I primi tre classificati, Alex Noren, Jason Day e Ryan Palmer, tutti tre a (-10), devono affrontare lo spareggio. Palmer è eliminato alla prima buca, restano gli altri due, ma la gara non ha un vincitore, perché dopo cinque buche scende il buio, il gioco è sospeso, rinviato il lunedì. Francesco Molinari ha concluso al 45°, in par, a pari merito con Phil Mickelson; Tiger Woods è terminato 23° (-3), facendo intravedere un buon aspetto fisico, senza problemi, seppur sottoposto a un superlavoro alle prese nel difficile rough.  Come paventato, lo spagnolo Jon Rahm, ha perso l’opportunità di numero uno mondiale: ha fatto il giro finale deconcentrato, deluso dal risultato del terzo turno, quando il pesante doppio bogey alla 18 gli ha compromesso il ranking mondiale.
   Alla ripresa dello spareggio, interrotto per oscurità, alla sesta buca Jason Day supera con un birdie Alex Noren, che, finito in acqua alla 18, chiude con un in bogey. Il 30enne australiano si aggiudica il Farmers Insurance Open, riceve un assegno di 1.242.000 dollari, porta a undici i titoli nel circuito, compreso un major, ed è fermamente deciso a conquistare la FedExCup 2018.                               Paolo Pilla

 

 

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