FRANCESCO MOLINARI

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FRANCESCO MOLINARI

È troppo tempo che non troviamo in Campo Francesco Molinari. L’ultima volta è stato a marzo, quand’era andato a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, una delle più prestigiose gare del PGA Tour. Si svolgeva al Bay Hill Club & Lodge, di Orlando in Florida. Nel 2019 era stato l’ultimo successo del torinese, un grande successo, successivamente aveva proseguito con alti e bassi, senza trovare la condizione che l’aveva accompagnato per tutta la sua spettacolare stagione 2018, senza più ritrovare la sua classe,
Qui, al Bay Hill Club & Lodge, si sentiva a suo agio: il posto gli evocava ottime sensazioni, le emozioni del successo, pensava a quell’ultimo giro in cui ebbe ragione di Matthew Fitzpatrick con ben otto birdie puliti. Si giocava ora sullo stesso Campo, aveva anche indossato il red cardigan, simbolo dell’evento, scaramantico! Con tale foggia, nel 2014/15 a Matt Every era riuscito il bis
L’Arnold Palmer Invitational, è la prestigiosa gara dedicata al grande Campione deceduto nel 2016, famoso architetto di Campi da Golf. Il suo studio ne disegnò tre di Campi in Italia, uno dei quali, a giudizio di molti il più bello, è qui nel Veneto, il “Cà della Nave”. Di questo, il progetto e i lavori furono seguiti da lui personalmente: inserendo tanti specchi d’acqua, volle creare l’ambiente appropriato al territorio veneziano. Gli altri due Campi sono uno in Toscana e l’altro in Lombardia.
Il torneo è tradizionalmente frequentato da grandi campioni, e anche nell’occasione non era diverso, pur se con qualche defezione.
Al via c’era Rory McIlroy, da poco tornato numero uno mondiale portando a 98 le settimane complessive di regno. Era salito al terzo posto tra quelli rimasti più a lungo al vertice, preceduto da Tiger Woods (683 settimane), dall’australiano Greg Norman (331), e seguito dall’inglese Nick Faldo (97). C’erano in campo altri quattro giocatori della top ten mondiale: Adam Scott (numero 7), Patrick Reed (n. 9), Tommy Fleetwood (n. 10), nonché Brooks Koepka, dominatore della scena per oltre un anno, e poi costretto a cedere la leadership nel World ranking; era sceso dal primo al terzo posto nell’arco di un mese, a causa di un infortunio al ginocchio che lo aveva tenuto lontano dai percorsi, e di cui non era ancora guarito. E che dire di Bryson DeChambeau, Rickie Fowler, Phil Mickelson, Jason Day. E Justin Rose, campione olimpico, che nei primi due giri sarebbe stato in terna con McIlroy e Molinari.
Era assente Dustin Johnson che aveva annunciato la sua rinuncia ai Giochi Olimpici di Tokyo, e Tiger Woods alle prese con problemi alla schiena, ma che invece a Tokyo ci voleva andare. Era importante il montepremi, 9.300.000 dollari.
“Per ora in questo avvio di 2020 le cose non stanno andando come mi sarei aspettato – aveva detto alla vigilia l’azzurro – ma siamo soltanto all’inizio. La mia preparazione è stata finalizzata al Masters, dove spero di arrivare nella forma migliore. Quanto all’ultimo anno, va ricordato che nel golf le sconfitte sono maggiori dei successi e occorre analizzarle attentamente per poi trovare la spinta necessaria onde lavorare sodo per ripartire”. Belle parole dettate dalle sue sensazioni.
Questa era la situazione in quel giorno di marzo, ma ahi ahi, un’ora prima della partenza, a causa di un infortunio, Francesco Molinari dovette dare forfait. Avrebbe dovuto giocare con Rory McIlroy e Justin Rose, ma fu costretto al ritiro, e ad abbandonare il Campo, per forti dolori alla schiena; proprio una iella!! È pensabile che fossero da ascrivere allo stesso motivo gli insuccessi d’inizio stagione, anche se l’azzurro non ne aveva fatto parola. Peccato, non poté difendere quel titolo di cui va orgoglioso. Non è dato sapere con esattezza la situazione della sua schiena, ma proprio in questi giorni, è emersa una novità di spessore annunciata dallo stesso professionista, che fa luce anche sul suo rientro al Golf: Molinari con moglie Valentina e i figli Emma e Tommaso lascia l’Inghilterra, si trasferisce in California, e riprenderà a giocare in agosto.
Nel dare la notizia Francesco ha anche chiarito che la pandemia lo ha fatto attentamente riflettere e analizzare la situazione: “Soprattutto questa pausa forzata mi ha concesso l’opportunità di pensare a quali obiettivi vorrei raggiungere nei prossimi anni, da un punto di vista professionale, ma soprattutto personale insieme alla mia famiglia. Alla fine di queste riflessioni abbiamo deciso insieme di lasciare Londra e il Regno Unito, dopo 11 anni felici, intensi e ricchi di soddisfazioni. Il prossimo capitolo della nostra vita sarà in California, dove speriamo di passare più tempo insieme come famiglia, ed essere altrettanto felici. Per questo motivo sono ancora lontano dai campi e dai tornei, dove spero di tornare ad agosto per il US PGA”. 
La notizia fa pensare logica la sua decisione, visto che l’agonismo dell’atleta è ormai del tutto rivolto al PGA Tour. Abitando in California, avrà più a portata di mano i vari percorsi, e potrà restare più a lungo con la sua famiglia. E per quanto riguarda la sua assenza ai tornei, è lecito pensare che, nel timore di contrarre il Covid-19, Francesco, responsabile padre e marito, abbia preferito rinunciare alle gare, nel periodo del virus conclamato. Se qualche pensiero lo facemmo al tempo che l’azzurro lasciò Torino per Londra, cosa che si è poi dimostrata giustificata dai suoi successi, è più che comprensibile ora, la scelta californiana.
A Francesco l’augurio di buona salute, e ancora di tanti successi.  Paolo Pilla

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