GOLFVELASCIANDO 2016 – XIII EDIZIONE TROFEO BISOL

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Sulle acque antistanti Venezia, domenica 29 maggio, è terminata l’annuale manifestazione combinata di tre discipline sportive, Sci-Golf-Vela, ideata da Mirco Sguario e da lui curata con il valido supporto di Luca Frezza. Era la 13esima edizione, il Trofeo Bisol.
Partita il 20 marzo con la prova di slalom gigante al 5 Torri organizzata dallo Sci Club Drusciè di Cortina, era stata una giornata memorabile per le condizioni del sole e della neve. Si classificò bene l’armo “Yoyful” 44 piedi di Fabio Fior, eravamo gli sciatori, tutti soci di Cà della Nave. Ricordo mitico il dopo gara, che ci vide affrontare le piste di quella montagna, straordinaria palestra di roccia, museo all’aperto della Grande Guerra con la sua linea trincerata, le postazioni ristrutturate sotto il Lagazuoi. Abbiamo raggiunto i ricoveri nelle Dolomiti, tappa dei pionieri della montagna più autentica, meta desiderata da generazioni di alpinisti di tutto il mondo.
A seguire, l’8 maggio la seconda prova, il Golf, giocata a Villa Condulmer, come sempre inappuntabile: una giornata radiosa, il Campo tirato a lucido, e la compagine di “Yoyful” incrementata rispetto alla prova di sci. Più di cento erano i golfisti in partenza, con il primo team avviatosi alle 8 del mattino. A esser sinceri però, non è stato tanto felice l’apporto di punteggio per l’armo in quella prova. Non avevamo preso in considerazione il contributo che ci avrebbero dato i golfisti del Putt, se ci fossero stati, com’è invece avvenuto per le altre barche.
E ora, 29 maggio, la prova finale, la regata. Se le due prove precedenti erano state all’insegna del bel tempo, oggi Febo ha fatto i capricci. Già frustrati dalle previsioni non buone, gli equipaggi delle otto imbarcazioni appartenenti a due distinte classi veliche, hanno anche subìto un avviso di sospensione per maltempo, poi rientrato. Sette degli otto yacht allineati accanto alla barca giuria son partiti, alle 13, sotto una leggera pioggia. All’ottavo armo “Yoyful”, armatore Fabio Fior in attesa del pennello dell’intelligenza, si è incattivita una vela sullo strallo di prua per il malfunzionamento del rollafiocco, costringendo l’equipaggio a desistere dal partire. Peccato, quella bella barca di 13 metri e mezzo, era tra le favorite. La lucidità dell’armatore, e la prontezza dell’equipaggio, hanno evitato la collisione tra natanti, che in quelle condizioni di vento e pioggia poteva essere disastrosa. L’iniziale entusiasmo di capitan Fior, trasformato in delusione! Stanti le condizioni atmosferiche, i due triangoli classici di regata si son ridotti a uno. La partenza si è svolta comunque in modo corretto, nessun OCS. Immediato il ruolo dei tattici di C’est la Vie e di Elca, a caratterizzare le loro rotte. Mura a dritta, vento sui 12-15 nodi. “Lasco” al passaggio della prima boa, e dalla seconda un gradito “Traverso” fino alla Pagoda. La regata, nonostante tutto si è svolta in sicurezza, in modo conforme al regolamento ISAF, e alla normativa federale per la vela d’altura. Questo, anche se il mare si era intanto formato, se c’era stata la presenza di qualche pesante scroscio, e il vento si era alzato a 43 nodi. Rapida la conclusione: Il triangolo di regata si è compiuto in quaranta minuti.  Giacché le operazioni di disarmo delle imbarcazioni dopo il rientro andavano inevitabilmente per le lunghe, ho potuto scambiare qualche parola con il giudice di gara. Una cosa è emerso chiara: a tener alto il morale, in barca giuria c’era vino buono a compensare l’uggia, anche se troppo bene non sposava con il beccheggio. Ho anche raccolto dai regatanti qualche lamentela sul rating, sull’accorpamento delle classi, che si sarebbe desiderato consono a dare tempo compensato più coscienzioso. Ma tant’è.
Tra le molte coppe, premiati i primi tre classificati d’ogni singola classe, e il primo classificato in tempo compensato. Per la classe a) Carlo Naibo ha bissato il risultato della precedente edizione, occupando il podio più alto con “ELCA”. In classe b) il migliore è stato l’intramontabile Bepi Anselmi con “CREATURA”. Il premio per miglior atleta sci-golf è andato ex equo a Bruno Ciutto e Patrizia Sartori, entrambi dello sfortunato yacht “YOYFUL”.
Due parole sul sito ospite, il “Marina Venice Sant’Elena”: Quarant’anni fa, nella mia lunga frequenza alla scuola di marineria veneziana per acquisire l’abilitazione alla vela d’altura, mi ricordo quante volte mi soffermavo a pensare che a Venezia, con la sua laguna unica nel mondo, sarebbe stato opportuno un maggior numero di porticcioli turistici. Ecco, questo nuovo a Sant’Elena è eccellente e pratico, in uno storico ambiente. Darsena tutta nuova, situata in posizione strategica a breve distanza dall’Arsenale della Serenissima, al riparo da Bora e Tramontana, con acque calme anche quando soffia Scirocco. 150 ormeggi per imbarcazioni da 10 a 60 metri, e altri 20 per barche minori. E sono in animo ancora progetti di spessore. Lo scorso anno, nel corso del “Venice Hospitality Challenge”, ha ospitato il glorioso “Moro di Venezia”, che sotto la guida di Paul Cayard, nel 1992 si era aggiudicata la Louis Vuitton Cup. Possiede poi un altro tratto rilevante, questa darsena: È diretta da Adelaide, una splendida, spedita, ma garbata toscanaccia, ai cui verdi occhi nulla sfugge.
Dopo la premiazione, un ricco buffet nel parterre del marina. Si è così conclusa la manifestazione, seppur un po’ sotto tono rispetto alle edizioni passate, che vede il ruolo di tre discipline richiedenti concentrazione, determinazione, rigore.         Paolo Pilla

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