GRANDE TIGER WOODS VINCE IN GIAPPONE

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Non finisce di stupire Tiger Woods, il grande Campione. Eccolo allo Zozo Championship, giocato sul par 70 dell’Accordia Golf Narashino a Chiba, l’evento con cui il PGA Tour fa il suo esordio in Giappone. Aveva un obiettivo Tiger Woods: raggiungere Sam Snead, che lo avanzava di un solo titolo (82 contro 81), in vetta alla classifica del Circuito, nel primato Che Snead deteneva da 54 anni. Oltre a Snead, Woods doveva anche tener sotto controllo Justin Thomas, reduce dal successo di domenica scorsa sull’isola di Jeju, in Corea del Sud, che gli aveva permesso di salire al quarto posto nel world ranking; e ancora, il nordirlandese Rory McIlroy, molto motivato, a segno nella FedEx Cup, che sperava di accorciare le distanze dal leader mondiale Brooks Koepka, costretto al riposo per problemi al ginocchio.
Erano 78 i giocatori a contendersi il montepremi di 9.750.000 dollari, in un severo torneo senza taglio, in cui Tiger ha dominato la scena sin dall’inizio, caratterizzato dai capricci del tempo. La seconda giornata, infatti, è passata da tutti i concorrenti in club house per il maltempo, e ancora, il terzo giorno il gioco è sospeso per oscurità. Tiger, stoppato da leader dopo undici buche (tre birdie, un bogey), ha tre colpi di vantaggio su Matsuyama. Nella quarta, in cui si è disputato il terzo e parte del quarto giro (alcuni hanno finito il torneo), ha fissato a due colpi le distanze dal rivale, che nel frattempo aveva realizzato un birdie. Nel resto del tracciato si è limitato a controllare la situazione, per poi concludere in gloria con un birdie e riportare il margine a tre lunghezze. La gara si è dilungata per alcune buche nella quinta, che non era prevista dal programma, e si è conclusa per entrambi con un parziale di 67 (-3). Per gli altri solo la possibilità di contendersi la terza piazza, rimasta appannaggio del nordirlandese Rory McIlroy e del coreano Sung-jae Jim.
Nella quarta giornata di gara si disputa il terzo turno, seppur che alcuni completano il quarto, si fanno gli straordinari a causa dei ritardi procurati dalla pioggia. Non ha potuto farlo Tiger Woods, che è al comando con “meno 18” a sette buche dal traguardo, e che, in caso di successo, eguaglierebbe il primato di 82 vittorie sul PGA Tour, detenuto, come dicevamo, da Sam Snead. Deve invece contrastare il possibile ritorno del giapponese Hideki Matsuyama. Terminano la gara Justin Thomas, l’australiano Jason Day, lo spagnolo Sergio Garcia.
Alla fine, Tiger prende il sopravvento su Hideki Matsuyama; con tre distanze conquista il suo 82° titolo in carriera sul PGA. È una vittoria storica, che lo porta a raggiungere il suo principale obiettivo, eguagliare il record del mitico Sam Snead.
Doppiamente grande quest’ultimo trionfo di Woods, ottenuto subito dopo il rientro alle gare a seguito di un nuovo intervento al ginocchio, il quinto, costatogli due mesi di assenza dai Campi.
Val la pena di ricordare il primo incontro di Woods con Snead: Era una celebrazione al Calabasas Country Club vicino a Los Angeles, nei primi anni ’80. Snead era l’attrazione, doveva giocare due buche match-play, con nove diversi gruppi.
Tiger, che non ha ancore sei anni, deve entrare in gioco con lui nelle ultime due buche, e non vede l’ora di giocare accanto al suo idolo, di chiedergli un autografo. Partono, Il grande Sam è attratto dal gioco di questo ragazzino che a sei anni non ancora compiuti, dimostra una naturale predisposizione per il Golf sorretta da forte determinazione.
“Ricordo benissimo l’episodio -ebbe a dire Tiger qualche anno fa – era un par 3, ho colpito, e ho spedito la palla in acqua. Sam mi ha suggerito di droppare, ma io ho voluto fare come mi aveva insegnato mio padre quand’era vivo: per lui la palla andava giocata dov’era. Così sono entrato in acqua, e l’ho giocata. Ho fatto bogey su quella buca, e la successiva l’ho giocata alla pari. Ho ancora la carta a casa”.
Snead fu molto preso da ciò che aveva appena visto e udito in quelle due buche, e soprattutto dalla determinazione di quel bambino, tanto che ebbe a dire: <<Ho lavorato anni per ottenere il massimo dal mio movimento, e poi arriva questo ragazzo. Penso che lancerò i miei club in un lago da qualche parte! Se la magia di questo bimbo non si esaurisce, diventerà il più grande giocatore di sempre>>. Da quel momento Snead non smise di seguirlo, e quando dieci anni dopo Woods fece il suo debutto nel PGA TOUR, dopo averlo visto giocare la Pro-Am del Genesis Open, Snead replicò il suo vaticinio, dichiarò che Woods sarebbe stato una forza nel Tour, il più grande di tutti i giocatori. Aveva visto giusto Snead, la magia non si è esaurita, Woods è riuscito a raggiungere il suo idolo.
Il successo ottenuto in Giappone segna per Tiger l’ennesimo record, un risultato sopra ogni aspettativa, in una carriera costellata sì di successi tra cui 15 major, ma accompagnati da severe controversie fuori dal campo: (il divorzio, l’abuso di antidolorifici), ma anche in Campo, di salute, (dolori alla schiena, al tendine d’Achille, al ginocchio sinistro), problemi che gli hanno costantemente condizionato i suoi 23 anni di storia sportiva.
Il torneo a Chiba presentava un campo di 78 concorrenti comprendenti:  
I migliori 60 giocatori nelle classifiche finali della FedEx Cup della stagione precedente, i vincitori del campionato KPGA e del campionato Genesis, i 3 migliori giocatori dall’ordine di merito del Tour coreano e del Tour asiatico, i 3 migliori giocatori coreani della classifica ufficiale del golf mondiale;
oltre a questi, 8 esenzioni per gli sponsor, 5 riserve per i membri PGA Tour. C’era dentro, insomma, la crema mondiale.
Ha di nuovo tirato fuori gli artigli il “Grande Gatto”: dal 10° è salito al 6° posto nella classifica mondiale. Il successo ottenuto a Chiba, che ha fruttato a Woods un premio di quasi due milioni di dollari, lo ha anche reso campione d’incassi: ha sfondato infatti, come nessuno mai, il muro dei 120.000.000 di dollari sul PGA Tour.   Paolo Pilla

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