I 10 MIGLIORI CAMPI DA GOLF IN ITALIA NEL 2015

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Sono ancora pochi i giocatori di golf in Italia rispetto agli altri Paesi (circa centomila), ma almeno 300 sono i Campi che dalla Valle d’Aosta alla Sicilia offrono la possibilità di praticare il nostro gioco. Molti di questi hanno qualità estetiche e tecniche di spessore, e sempre più cresce l’interesse dei giocatori stranieri, che sono invece tanti (70 milioni). Si sentono tanti golfisti esprimere il proprio parere su quale sia il miglior Campo. Noi semplici utilizzatori possiamo semplicemente dar valore alla storia, al nome del progettista, alla bellezza della club house, e soprattutto all’aver trovato un ambiente confortevole e divertente dal momento che ne abbiamo varcati i cancelli. Alcune riviste italiane e straniere esprimono annualmente il loro giudizio, ben sapendo che il loro parere è molto atteso da chi ha impiegato capitali per realizzare questi bei luoghi. Per far ciò, l’italiana “Il Mondo del Golf” si avvale di una corretta giuria, che ogni anno stila una classifica sui migliori dieci. Quest’anno, il comitato di esperti aveva individuato trentadue Campi cui rivolgere l’attenzione, tutti di prestigio, tanto da rendere difficile la scelta. I membri della giuria, presieduta da Alberto Croze, si sono singolarmente espressi con un voto da uno a dieci per ciascuno dei criteri di valutazione, pervenendo a questa conclusione: In testa l’Olgiata, e a seguire Biella, Torino, Villa d’Este, Acquasanta, Nazionale, Bergamo, Milano, riservando al Verdura la definizione di più moderno, al Venezia di più bel Campo di mare, e all’Asiago il migliore di montagna. Una curiosità: Non era mai successo che il giudizio del migliore tra gli italiani fosse dato a un Campo fuori dal Piemonte. Il successo è stato per l’Olgiata, e pensare che per qualche tempo non era neanche riuscito a rientrare nella rosa dei classificabili di questa rivista. E’ stata una sorpresa, dovuta agli importanti lavori di restyling. La non buona situazione in cui versava l’Olgiata era determinata da una manutenzione un po’ carente, e dall’essere vicino a qualche abitazione. Aveva avuto un passato importante, aveva ospitato il campionato del mondo dilettanti a squadre (Eisenhower Trophy) nel ‘64, e la coppa del mondo (World Cup) nel ’68, poi era sceso di lucentezza. Ci ha pensato l’architetto Jim Fazio a fargli ritrovare la sua importanza, rivisitandolo con una rivoluzione sulla sistemazione di tee, bunker, ostacoli d’acqua, alberature, intervenendo anche nella lunghezza del percorso. Potenza del buon gusto adeguatamente finanziato!
Vien da pensare che il giudizio affidato a una giuria possa soffrire delle tendenze di ogni singolo membro, ma quello che è interessante conoscere sono i criteri oggetto di selezione, che sono poi parametri mutuati da Golf Digest, per la classifica dei migliori campi d’America. Ecco i criteri che la giuria era tenuta a considerare, e tra parentesi il Campo risultato migliore su ognuno di essi:
1 Valore dei colpi – Quanto, in buona sostanza, vengono premiate la potenza e la precisione; questo parametro valeva il doppio, e a essere il più qualificato è stato il “Nazionale” con pti 17,20
2 Difficoltà – Il grado di difficoltà relazionato al giocatore scratch (“Nazionale” pti 8.70)
3 Equilibrio nel disegno – La giusta distribuzione della lunghezza delle buche lungo il percorso, che lo rendono armonioso (Royal Park pti 8,33)
4 Impressione nella memoria – La facilità, per il giocatore, di ricordare la caratteristica delle buche (Roma pti 8,13)
5 Estetica – L’armonia del contesto in cui è ambientato (Castelconturbia pti 8,33)
6 Manutenzione – La perfezione nella cura del manto erboso di fairway, green, rough, sottobosco, e dei bunker (Torino pti 16.50)
7 Tradizione – L’incidenza sulla storia del gioco negli importanti tornei che ha ospitato. Quest’ultimo parametro che ha premiato con dieci punti Olgiata, Torino, Royal Park, Villa D’este e Roma Acquasanta, ha condizionato non poco le scelte dei giudicanti, visto che nella lista non compaiono Campi di recente costruzione. Il presidente della giuria dà molto valore a questo aspetto, e su ciò mi trova perfettamente d’accordo. Si può ben dire che il definire un Campo migliore di un altro non è cosa facile. Di questi che hanno ricevuto il riconoscimento, in tutti io ho giocato, e avremo il piacere di raccontarne qualcuno. Paolo Pilla

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