IL BRITISH OPEN

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THE OPEN

L’Open 2019, il 148°, il torneo, il più longevo degli eventi del Grande Slam, torna a essere giocato in Irlanda del Nord, dopo 68 anni, protagonista un italiano, Francesco Molinari.
Un altro personaggio italiano, ancor più celebre, ma che non c’entra con il Golf, è in questi giorni osannato qui: Guglielmo Marconi, inventore della radio. Proprio qui da queste coste, cent’anni fa, arrivò in Canada con trasmissione vocale, evento che cambiò il modo di comunicare col mondo.
Tornando al Golf, l’Irlanda del Nord è una vera calamita per coloro che lo amano. L’ azione vulcanica avvenuta 60 milioni di anni fa ha creato un territorio scenografico, adatto al “Trono di spade”.  In questo Paese di appena 14.000 km², si può scegliere tra 94 Campi, alcuni immersi nei parchi delle dimore storiche irlandesi, altri in percorsi Parkland, o adagiati su Links.
Il British Open, il più prestigioso dei tornei, si gioca dal 18 al 21 luglio, sul più celebre dei links, il Royal Portrush Golf Club, cronometrato della Rolex, e seguito da milioni di fan.  Il Royal Portrush, nella frastagliata costa nord atlantica, è costituito da grandi colline di sabbia, in un promontorio proteso sull’oceano. Al suo interno una sfida: la buca 14, chiamata Calamity Corner (l’angolo del disastro), 200 metri di dune da superare con un solo colpo.
Siamo nella Contea di Antrim, l’inseguimento della famosa Claret Jug tiene concentrato l’interesse di tutti gli sportivi. Già un mese prima dell’evento, per questo Open Championship – quarto e ultimo Major stagionale, i biglietti d’ingresso erano esauriti. Il montepremi è di 10.750.000 dollari.
In passato hanno trionfato qui Arnold Palmer, Tom Watson, Tiger Woods, Padraig Harrington.
Tra i favoriti, c’è ora ovviamente il trentaseienne torinese Francesco Molinari, primo italiano a vincere un Campionato Major. Si è aggiudicato il trionfo nell’Open 2018 sollevando a Carnoustie la Claret Jug, che per ora, spera solo per ora, ha riconsegnato al board del R&A. Dopo aver giocato il Traveller’s Championship, è rimasto a riposo per tre settimane. -Tiger Woods che la innalzò 13 anni fa, anche lui ha osservato una settimana di riposo, determinato a voler riconquistare la sua magica classe; vorrebbe portare a 16 i major vinti. -Brooks Koepka, numero 1 al mondo, è in grande forma, ha l’occasione per vincere l’unico Campionato fuori degli S.U. -Jordan Spieth, ha il pedigree per catturare un secondo titolo. Questi i pesi massimi, ma son tanti i giocatori di spessore sostenuti dalle federazioni di tutto il mondo, come il cinese Haotong Li, e lo spagnolo Jon Rahm.
 “È un’emozione unica difendere il titolo nell’open Championship” ha detto Francesco Molinari nella conferenza stampa di presentazione “Difendere un titolo è sempre un evento speciale, ma poterlo fare nell’Open Championship è qualcosa di unico, di indescrivibile…. Intendo entrare pienamente nell’atmosfera, vivendo intensamente ogni momento”.
 Ha poi affermato di conoscere bene il tracciato, lo considera un percorso complicato, una sfida per tutti, che richiede strategia. Altri due azzurri prendono parte al torneo: Andrea Pavan e Nino Bertasio, alla prima esperienza in una gara del Grande Slam.
   Francesco Molinari sale sul tee di partenza alle ore 9,58 locali, anticipato alle ore 8,25 da Andrea Pavan. Nino Bertasio inizierà alle 14,15. Niente bene la partenza per Francesco Molinari, anzi, proprio male. È accolto dagli applausi dagli spettatori, ma appare subito in difficoltà. Campione uscente, l’azzurro termina il primo round con un 74 (+3), frutto di due birdie, tre bogey e un doppio bogey. Va ancora peggio il grande favorito di casa, il nordirlandese Rory McIlroy, che già alla uno fa un quadruplo bogey, poi un doppio bogey alla 16, e un triplo bogey alla 18. Giro da incubo, chiude il round in 79 (+8), in odore di eliminazione. Non male per Pavan e Bertasio, che fanno un po’ meglio di Molinari, a (+2), e (+1). Va detto che le condizioni atmosferiche di pioggia e forte vento hanno condizionato le prestazioni dei giocatori. Protagonista della giornata il 37enne statunitense John Bradley Holmes, al comando in solitaria con (-5), frutto di sei birdie ed un solo bogey; in seconda posizione l’irlandese Shane Lowry (-4).
   Secondo round – Lowry comincia a imporsi: raggiunge Holmes a (134,-8). F. Molinari col parziale di 69 si procura una buona ripresa: dal 94° si porta al 58° posto a (-1). Gli sarebbe andata anche meglio se per ben due volte la palla non si fosse fermata sull’orlo della buca. È in posizione con Nino Bertasio, altalenante fino alla 14, ha poi giocato in par le successive. La coppia di testa precede di un punto gli inglesi Tommy Fleetwood e Lee Westwood (135, -7).
Il taglio che si è stabilizzato sul (+1), produce un’ecatombe: escono McIlroy (un dramma per l’Irlanda del Nord), Woods, e Mickelson. È fuori anche Andrea Pavan, che affonda a (+7).
   La terza giornata vede Shane Lowry grande protagonista, chiude a quattro colpi di vantaggio su Tommy Fleetwood. Francesco Molinari ha girato in 72 (+1), è 54°. Prime sette buche in par, poi trova due bogey, e sigla l’unico birdie alla 14; Nino Bertasio, l’altro azzurro rimasto in gara, inizia con un doppio bogey a cui aggiunge tre birdie e cinque bogey per il 75 (+4). Sono tagliati fuori dal podio, ma con tanti altri grandi. Se consideriamo le vittime al taglio che ha visto uscire Tiger Woods, Rory McIlroy, Phil Mickelson, si può definire un’ecatombe. Shane Lowry, 32enne irlandese di Mullingar, con un 63 (-8), migliore score di giornata per otto birdie puliti, scava un solco tra lui e gli altri, ma i tanti campioni al suo inseguimento hanno la classe per poter ribaltare la situazione.
   Siamo al gran finale del Major, che conferisce il titolo di Champion Golfer of the Year. A evitare il maltempo previsto nel tardo pomeriggio, le partenze sono anticipate. Forti raffiche di vento caratterizzano la giornata, l’aria è satura di competizione, dei tanti che vorrebbero ritagliarsi un posto nella gloria. È lotta serrata tra l’inglese Tommy Fleetwood e l’irlandese Shane Lowry. Non era tra i favoriti Lowry, eppure è stato in forma fin dal primo giro, ed è stato un continuo crescendo. Trionfa con -15, lascia Fleetwood, secondo, unico in grado di tenergli testa, a -9.
Ben sapendo che il titolo non sarà più suo, Francesco Molinari spinto da forte dignità, intende dare il meglio. Con tre birdie e un eagle sottolinea la brillante prestazione nel giro, che dal 54° lo porta all’11° posto. Rimonta di ben 43 posizioni. conserva il sesto posto nel world ranking. Dopo due giri Nino Bertasio, prima esperienza Major, non ha potuto esprimere per intero la sua classe. Era al suo primo major, l’aver superato il taglio ed essere giunto fino in fondo è già un grande merito.
Sul green della 18 Lowry abbraccia commosso il caddie, ringrazia la sua gente che urla di gioia, firma il suo primo Major, riceve la mitica Claret Jug con un assegno di 1.935.000 dollari, è il “New Champion Golfer of the Year”.        Paolo Pilla

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