IL MASTERS 2015

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The Masters  9/12 aprile 2015

E’ terminato la notte tra domenica e lunedì the Masters, il più celebre in America dei quattro tornei major del golf professionistico maschile, primo major stagionale, in programma sul percorso dell’Augusta National GC, in Georgia. Percorso bello e maledetto, Paradiso e Inferno dei professionisti, ma il desiderio di tutti è di giocarvi almeno una volta nella vita. Dopo cinque anni in cui ve n’erano stati in gara almeno due, non erano presenti giocatori italiani. Quest’anno nessuno si era qualificato, tutti erano oltre il 50° posto nell’ordine di merito.
La vittoria è andata a Jordan Spieth, il quasi 22enne texano, che ha condotto la classifica in ogni giornata, con fantasia e talento sopraffino.
Il Masters è l’unico major che fin dalla sua prima edizione si disputa sullo stesso Campo, forse il più esclusivo club al mondo (7,435 yards–6.799 m) il cui progetto fu a cura di Bobby Jones ingegnere e avvocato, straordinario golfista, unico a vincere il Grande Slam vecchia edizione, e che ne ideò il torneo. Oggi il Grande Slam significa la conquista del titolo dei quattro major nella stessa stagione, cosa ancora mai avvenuta: Il Masters, L’U.S. Open, L’Open Championship (chiamato “British Open”) e Il PGA Championship. Il venticinquenne nordirlandese RoryMcIlroy ci è andato molto vicino. Non l’ha conquistato, ma è arrivato a eguagliare l’impresa di Jack Nicklaus e Tiger Woods, di vincere tre major.
Il Masters, premi per 9.000.000 di dollari, vede la presenza dei migliori professionisti di tutto il mondo e dei dilettanti detentori dei titoli di campione degli Stati Uniti e di Gran Bretagna. La rigidità nei criteri di selezione riduce il numero dei partecipanti a circa un centinaio, di molto inferiore agli altri major.
Il maggior numero di vittorie l’ha raggiunto Jack Nicklaus, ben sei vittorie.
Nella storia dei major l’Augusta è il più recente, ma è il più amato dai giocatori. Il Campo è difficile, ma molto bello; ad accrescere la sua bellezza, la fioritura delle numerose azalee che avviene nel periodo in cui si svolge il torneo, e i tanti fiori, i pini, le magnolie.
Al vincitore, durante la premiazione è consegnata la giacca verde, simbolo del torneo, che avrà diritto di indossare tutto l’anno, per riconsegnarla al club in occasione del successivo Masters e l’opportunità di indossarla a ogni suo ritorno all’Augusta. Diverrà membro dell’Augusta National Golf Club, e oltre a ricevere una consistente somma di denaro, potrà giocare a vita il Masters.
La sera precedente il torneo, il martedì, il campione in carica offre la cena a tutti i vincitori delle precedenti edizioni, proponendo loro di mangiare le specialità del suo Paese, e il mercoledì viene disputato il Par 3 Contest, classiche 9 buche Par tre in torneo con amici e fidanzate. Due giorni di spensieratezza, dove gioca il suo ruolo la scaramanzia: nessuno vuole vincere il Par 3 Contest. E’ stato vinto da Kevin Streelman, e si è anche arricchita dello spettacolo fornito dalla “Buca in uno” di Jack Nicklaus.
Nel 2010 Matteo Manassero riuscì a superare il taglio, terminando al 36° posto, divenendo il più giovane giocatore a farlo, all’età di 16 anni. Il suo record è stato poi oscurato dal cinese Guan Tianlang, che superando il taglio nel 2013 a soli 14 anni, ne ha ora il primato.
Il miglior piazzamento di un italiano rimane quello di Costantino Rocca nel ’97, che giocò l’ultimo giro del Masters in coppia con il vincitore Tiger Woods, classificandosi quinto.
Fin dall’inizio il grande favorito era Rory McIlroy. Poi le carte girano. La tensione accumulata, il fantasma del round in 80 colpi del 2011 quando aveva in pugno il torneo, continuava ad aleggiare. A un passo dal Grande Slam, non ce l’ha fatta.
Fin da subito si è imposto Jordan Spieth, giocando 8 sotto il Par già nella prima giornata. Ancora bene il secondo giorno, 6 sotto, consolidando la sua posizione di leader del 79° Masters, e lasciandosi alle spalle l’irlandese al 18° posto, e Tiger Woods al 41°. L’ex numero uno al mondo, vincitore di 14 Major (tra cui quattro volte la giacca verde di Augusta), lo scorso anno era assente per l’operazione di ernia al disco subita a fine marzo, la prima assenza nel Masters.
Bubba Watson, detentore del torneo, non è riuscito a difenderlo, ma ha estasiato gli spettatori grazie al suo Eagles fatto alla buca 2 Par 5 nel round finale di Domenica.
Per gli affezionati, c’è da dire che Tiger Woods sta ritrovando serenità ora che è unito alla campionessa di sci Lindsay Vonn, ed è riuscito a risalire di parecchie posizioni.
L’Italia si era abituata bene con i suoi tre grandi che ci hanno fornito successi: i due Molinari e Manassero. Il Masters viene in un momento negativo per i nostri Campioni, il cui successo sembra un lontano ricordo. C’è anche da dire che si stanno affacciando ragazzi eccellenti. Abbiamo fiducia!
Jordan Spieth, nonostante il bogey alla 18, ha terminato i giri giocando -18, uguagliando il record stabilito da Tiger Woods nel 1997. Un Put mancato alla 18, proprio l’ultimo di tutti i colpi, l’ha ingabbiato in un bogey, che gli è costata la rinuncia al record totale del Masters, il -19. Alle sue spalle Mickelson -14, Rose -14, McIlroy – 12.
Jordan Spieth nativo di Dallas, si può considerare un prodigio del golf. Viene dal Texas, la casa del leggendario Hogan; con i suoi nervi d’acciaio, ha dimostrato di esserne il degno sostituto.

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