IL MAURITIUS OPEN

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IL SECONDO EVENTO DELL’EUROPEAN TOUR 2020

È la quinta edizione dell’Afrasia Bank Mauritius Open, si gioca sul tracciato dell’Heritage GC, a Bel Ombre nell’isola di Mauritius, dove tutto è da sogno, a cominciare dal piccolo porto di pescatori.
Sono tre gli italiani a prenderne parte: Edoardo Molinari, Renato Paratore e Lorenzo Gagli. I tre azzurri, tutti a premio nel precedente Alfred Dunhill Championship, hanno sicuramente possibilità di competere per posizioni di rilievo. Per la maggiore sono sudafricani i giocatori, e ben motivati. Tra loro Hennie Otto, vincitore di due Open d’Italia (2008-2014).     Montepremi, un milione di euro.
    Dopo una partenza all’insegna di grande equilibrio, la prima giornata vede al vertice un quintetto: due francesi, un sudafricano, uno scozzese, e il diciottenne olandese Rasmus Hojgaard. A un colpo, nove giocatori li inseguono, per cui sono quattordici i concorrenti nell’arco di un colpo; la cosa sta a significare il grande equilibrio della partenza. Gli azzurri: Renato Paratore è 22° con (-3), Lorenzo Gagli 59°, ed Edoardo Molinari 105°. Sul filo del taglio il sudafricano George Coetzee, che riporta lo stesso score di Gagli. Paratore ha messo insieme un eagle, tre birdie e due bogey, Gagli si è mantenuto un colpo sotto par con quattro birdie e tre bogey, e Molinari è andato un colpo sopra con tre birdie e quattro bogey.
   È lo scozzese Calum Hill a proporsi nel secondo round: sale al vertice con un parziale di 64 (-8), mostrando tutte le sue qualità. Approdato sul circuito maggiore con il secondo posto nella money list del Challenge Tour dove fu sorpassato nell’evento conclusivo da Francesco Laporta, il 25enne di Kirkcaldy, con nove birdie e un bogey, ha rimontato 14 posizioni e ha preso un colpo di vantaggio sul sudafricano Brandon Stone, sul belga Thomas Detry e sul francese Matthieu Pavon.
Con 67 (-5), frutto di sei birdie e un bogey, Renato Paratore si porta in alta classifica, da 22° a 12°. Autore di un bel recupero è anche Lorenzo Gagli, che dal 59° si porta al 23° posto, mentre purtroppo esce al taglio Edoardo Molinari, 120° con 146.
   Nel terzo giro, al comando vanno in tre: il francese Antoine Rozner, il belga Thomas Detry e lo scozzese Calum Hill.  Con un parziale di 66, Renato Paratore si mette in corsa per la vittoria, si propone di competere per il titolo nel giro finale. L’azzurro è infatti a due colpi dal terzetto di testa. Si mantiene in buona classifica Lorenzo Gagli, 24°: si è ben difeso con un 70 (-2), frutto di quattro birdie e di due bogey. Ce ne sono anche altri ad avere possibilità di lottare per il successo. Oltre al sudafricano Brandon Stone che affianca il romano, anche l’altro suo connazionale Christiaan Bezuidenhout. Antoine Rozner ha girato 6 colpi sotto par con un eagle, cinque birdie e un bogey. Anche per Renato Paratore sono stati 66 colpi, ma frutto di sei birdie senza bogey, che gli hanno permesso di risalire la graduatoria di sei gradini.
   Ottima prestazione di Renato Paratore nel giro finale: In una combattuta volata conclusiva rimonta dal sesto posto, si porta per alcune buche al comando, conclude il torneo alla pari con il francese Antoine Rozner e con il danese Rasmus Hojgaard.
Non ha fortuna l’azzurro nelle buche supplementari, dove il danese ha ragione del torneo con un eagle alla terza buca. Rasmus Hojgaard, 18 anni, è il più giovane danese a vincere sul circuito: è riuscito dopo appena cinque tornei disputati, battendo l’abile connazionale Thomas Bjorn. Ha fatto il giro finale in 68, per un eagle, quattro birdie, due bogey, agganciando a “-19” con un birdie sul green finale Paratore già in club house, e Rozner, che invece è arrivato alla 18 dopo di lui. Poi, nello spareggio, ha tirato fuori la freddezza di un veterano, con la sequenza birdie-birdie-eagle alla buca 18 (par 5), contro i tre birdie del francese.
Renato Paratore ha iniziato la stagione 2020 nel migliore dei modi. Ha fatto una partendo dal 22° posto e passando per il 12° e per il sesto. Nell’ultimo giro è partito molto forte salendo in vetta con cinque birdie in nove buche. Ha frenato con due bogey alla 10 e alla 13, ha recuperato con altri due birdie, l’ultimo alla 18 servito a mettere pressione agli avversari. La buca finale, dove ha segnato quattro birdie in altrettanti passaggi, non gli è stata amica nel playoff. Palla nel rough e poi in acqua con il secondo colpo. Lo spareggio è sempre una lotteria e non averlo vinto non ha cambiato nulla alla prova del romano, 23 anni il prossimo 14 dicembre, che ha messo in evidenza la sua grinta, la sua determinazione e soprattutto la sua gran classe. Bene Lorenzo Gagli, mantenutosi in media classifica con un parziale di 69, frutto di sei birdie e di tre bogey.
A margine del torneo disputato alle Seychelles, giunge la notizia che Jon Rahm è stato nominato da una giuria composta da addetti ai lavori del settore media golfistico, “Hilton European Tour Golfer of the Year” ossia miglior giocatore del circuito continentale 2019. Il giocatore spagnolo, che succede a Francesco Molinari, ha ricevuto il premio nel corso di una cerimonia a Londra. Rahm è il terzo iberico ad ottenere l’ambito riconoscimento dopo Severiano Ballesteros, e Sergio Garcia.
La sua è stata una stagione da incorniciare culminata con il successo nel DP World Tour Championship, evento conclusivo del circuito, che gli è valso anche il primo posto nell’ordine di merito Race To Dubai, e il ritorno sul terzo gradino del ranking mondiale. Ha centrato sei titoli tra PGA ed European Tour, compreso un torneo delle Rolex Series, unico finora a riuscirci.                   Paolo Pilla

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