IL QATAR MASTERS

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    Era mio desiderio seguire le imprese di Francesco Molinari, intento a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, la prestigiosa gara dedicata al grande architetto Campione di Golf. All’azzurro è però capitato un incidente, poco prima della partenza, che lo ha costretto al ritiro, per il forte mal di schiena sopravvenuto. Era stata vinta da Molinari l’edizione 2019, e fu grande successo: con gli otto birdie puliti dell’ultimo giro, ebbe ragione di Matthew Fitzpatrick. Seguirono purtroppo alti e bassi nel resto delle partite, che non gli permisero di ritrovare la sua classe. Sarebbe stato questo il torneo in grado di riuscirci, potendo giocare su un Campo a lui congeniale. e nell’intento di onorare il grande Palmer. Negli anni ’80 del secolo scorso, il famoso architetto progettò il Campo di Cà della Nave qui nel veneziano, il nostro Campo, nel quale lui stesso seguì i lavori, per aver la certezza del buon esito.
Andiamo allora a seguire gli azzurri, che coll’European Tour restano in Medio Oriente. Fanno tappa in Qatar per il “Commercial Bank Qatar Masters”, in programma sul tracciato dell’Education City GC, recentemente progettato a Doha, dal campione di Golf spagnolo Josè Maria Olazabal. Il campione di Masters ha inteso creare qui, nel deserto di Doha, un Campo tutto speciale: tra i fairway perfetti, insistono numerosi i bunker, e grandi ostacoli d’acqua.
Vorrei dapprima fare una precisazione: il disagio Coronavirus sta creando problemi anche nel mondo del golf, ed è tentazione per molti giocatori di stare a casa, onde evitare rischi di contagio.
Gli azzurri in campo, sei, non mancano: Edoardo Molinari, Andrea Pavan, Renato Paratore, Nino Bertasio, Guido Migliozzi e Lorenzo Gagli. Questi ultimi hanno ben figurato la settimana scorsa in Oman, dove sono giunti rispettivamente quarto e decimo. Non è presente Francesco Laporta, fermato all’aeroporto di Doha, presumibilmente per l’emergenza Coronavirus, ma non è dato sapere di più, visto che l’azzurro è in buona salute. Il montepremi è di 1.750.000 dollari.
   È il giovanissimo danese Nicolai Hojgaard, diciannovenne, fratello gemello di Rasmus trionfatore al Mauritius Open, a prendere il sopravvento con uno score di sette sotto Par. Nicolai ha al suo attivo un secondo posto, a un colpo dal vincitore Sergio Garcia, nel KLM Open 2019. Ora prova a riproporsi, confortato da nove birdie. È secondo l’olandese Joost Luiten, a un colpo di distanza. In terza posizione si colloca un eccellente Lorenzo Gagli, che fa un’ottima partenza. Dopo undici buche condotte in par conclude la sua corsa con cinque birdie nelle altre sette, consegna uno score senza sbavature. Buona la prova di Renato Paratore, 27° con 69 (-2). Guido Migliozzi, è 64°, e Nino Bertasio, 81°. Non buona quella di Andrea Pavan, 116°, e di Edoardo Molinari, 135°.
È curiosa e bella, la situazione che stanno vivendo i due fratelli Hojgaard, del tutto simile a ciò che hanno vissuto Edoardo e Francesco Molinari: i due giovani fratelli danesi, per di più gemelli, stanno emergendo in contemporanea, a specchio con i nostri azzurri! Loro sogno è di emulare i due italiani, vorrebbero essere i primi fratelli gemelli a giocare insieme la Ryder Cup.
  Cambio della guardia al comando nel secondo round. Si portano al vertice con 132 (-10), l’inglese Andy Sullivan e lo spagnolo Jorge Campillo. Precedono di misura un gruppo di cinque: un olandese, un francese, un inglese, gli svedesi Marcus Kinhult e Alexander Bjork, autore quest’ultimo del punteggio più basso di giornata: 63 (-8), frutto di otto birdie. Ha tenuto un buon passo Lorenzo Gagli, ma scende dal terzo al 14° posto. Scivola dal primo all’ottavo posto Nicolai Hojgaard. Degli azzurri sono rimasti in gara Paratore e Bertasio, vittime del taglio sono Migliozzi, Molinari, e Pavan,
   E siamo al terzo round. Lo spagnolo Jorge Campillo resta da solo al comando con 199 (-14), precede di misura lo scozzese David Drysdale e il danese Jeff Winther (200, -13). Rimane al 14° posto (-8) Lorenzo Gagli, guadagna 32 posizioni Bertasio 28°, e ne perde ventisei Paratore 74°.
Jorge Campillo, 34enne di Caceres con una vittoria sul tour lo scorso anno, ha tenuto alto il ritmo con un 67, e proverà a cogliere il secondo successo pur non essendo in posizione eccelsa.
Sono in corsa anche lo svedese Alexander Bjork, e lo spagnolo Pablo Larrazabal che è riuscito a fare nel giro due eagles. Più difficile il recupero per l’inglese Andy Sullivan, leader con Campillo dopo 36 buche, penalizzato da un 72 (+1).  Decisamente fuori gioco per il titolo il sudafricano Justin Harding, campione in carica. Gagli ottiene un parziale di 69, Bertasio un 67, entrambi per la soddisfazione di un eagle, Paratore gira in 74, perdendo cinque colpi sulle ultime cinque buche.
   Continua a prevalere, Campillo. Il 34enne, spagnolo di Caceres, si impone con 271 colpi (-13). Al secondo posto lo scozzese David Drysdale. Con un ottimo finale, Nino Bertasio si classifica settimo. Significativa la sua prova sotto l’aspetto morale e mentale, per una continua rimonta iniziata dall’81° posto. Lorenzo Gagli, che ha fatto corsa in alta classifica, segna un 70. Renato Paratore gira in 67 con quattro birdie senza bogey, risale dalla 74ª posizione. Bella prestazione anche di Lorenzo Gagli, 12° con 275 (-9), ed è a metà classifica Renato Paratore, 47°. Non brilla il sudafricano Justin Harding, che difendeva il titolo, 28° con 278 (-6).
È stata competizione tesa per l’iberico vittorioso: Conclude la gara alla pari con lo scozzese David Drysdale, per poi superarlo con un birdie alla quinta buca di playoff. Alla 17 getta al vento i due colpi di vantaggio con un doppio bogey sul green della 17, rimedia poi nelle buche supplementari. Il putter gli ha permesso di andare a segno tre volte per il birdie da distanze superiori ai cinque metri, e vincere conquistando il secondo successo sull’European Tour.                        Paolo Pilla

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