IL RITORNO DELLA “TIGRE”

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Una notizia che desta l’interesse di tutti i golfisti: Questa volta è certo, Eldrick Tont Woods, detto Tiger, torna finalmente in campo. Rientra in Hero World Challenge. Giocherà dall’uno al 4 dicembre sul percorso dell’Albany Resort, a New Providence nelle Bahamas. Il torneo, organizzato dallo stesso Woods attraverso la sua Fondazione, è riservato a soli diciotto giocatori, scelti tra i primi ventotto del world ranking, la crema dei Campioni. Il ritorno, dopo tre interventi alla schiena, è a seguito d’intensi allenamenti, perché, come ha detto lui stesso, sarebbe tornato solo quando si fosse sentito pienamente competitivo. Compie 41 anni in questo mese, essendo nato a Cypress, in California, il 30 dicembre 1975.
Bubba Watson, che difende il titolo, giocherà in un contesto in cui tutti sono in grado di imporsi a parte probabilmente Woods, delle cui condizioni di forma si sa poco. Le maggiori probabilità di impedire un bis a Watson, le hanno lo svedese Henrik Stenson numero uno europeo, Dustin Johnson, Jordan Spieth, Patrick Reed, il giapponese Hideki Matsuyama e l’inglese Justin Rose.
Woods, che nel frattempo è sceso all’879° posto della classifica mondiale, per essere ammesso alla gara ha avuto necessità di un invito. Il montepremi di 3.500.000 dollari.
Superati i tormenti fisici, Tiger ha ritrovato la fiducia e non ha perso la voglia di stupire: “Mi sento pronto. Ora posso eseguire tutti i colpi possibili e ho il pieno controllo di tutti i gesti tecnici”. Il ruolo di Vice Capitano del Team USA sostenuto nella recente Ryder Cup, gli ha riacceso il sacro fuoco, ora che sembra aver superato i problemi alla schiena. La gioia dei milioni di fan è però accompagnata da una buona dose di cautela. Troppe volte, infatti, l’entusiasmo per il ritorno all’attività del campione era stato freddato da qualche stop inatteso. Lo scorso ottobre, ad esempio, dopo aver annunciato il rientro in gara nel Safeway Open, Woods spiazzò tutti con un forfait a pochi giorni dalla gara.  Alla base del ripensamento nessun problema di salute, ma la poca fiducia nel proprio gioco. Difficile immaginare ora una nuova retromarcia. La tigre vuol tornare a ruggire. Intende arricchire la sua mirabile bacheca di trofei: settantotto titoli sul PGA Tour e quattordici affermazioni nei Major (solo Jack Nicklaus lo precede con diciotto vittorie).  Con tale palmares non deve stupire che il suo nome sia stato per anni in cima alla lista degli sportivi più pagati. E anche nel 2016, nonostante la prolungata assenza dai campi, il 40enne californiano si è assestato al 12° posto nell’elenco degli atleti più ricchi stilato dalla rivista Forbes. Tiger, uomo di talento di eccessi, di scandali, non vuole abdicare. Se ritroverà la continuità di rendimento che l’ha sempre contraddistinto, potrebbe ancora puntare a dei primati che lo incoronerebbero recordman assoluto del golf. La dichiarazione di Woods a commento del suo ritorno: “È vero, in alcuni momenti ho pensato al ritiro. Non potevo quasi alzarmi dal letto e quindi ritenevo impensabile poter tornare a eseguire movimenti a 120 miglia orarie. In questi mesi di stop ho sentito l’affetto di tante persone in particolare dei giocatori che mi hanno incoraggiato a rientrare in campo a tutti i costi. È bello essere qui: cercherò di dare il massimo per poi vedere come sarò messo domenica. Ci sono ancora delle incognite, ma saprò dare delle risposte giorno per giorno a me stesso e a chi mi segue. È certo che voglio giocare a lungo o, almeno, fin quando il fisico me lo permetterà”.
Grazie delle tante emozioni che ci hai fatto provare Tiger, ti auguriamo di riuscire a darcene ancora.    Paolo Pilla

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