IN VENETO LA 3^ E 4^ TAPPA CHALLENGE AIGG

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Dopo la trasferta romana, due bei Campi hanno ospitato le fasi venete del Challenge italiano Giornalisti Golfisti d’Italia: Il Golf Verona e il Padova. Non me li ricordavo così avvincenti. Provenienti da tutta Italia, molti giornalisti sono scesi nei B & B dei Colli Euganei, in un borgo particolare tra i più belli d’Italia, Arquà Petrarca. Han potuto così apprezzare la cortesia veneta, e la bellezza del paesaggio. Durante la notte il tempo ha fatto le bizze, è scesa una pioggia torrenziale. E’ però evidente che tra lo staff del Verona qualcuno gode di conoscenze in alte sfere, sta di fatto che all’ora di partenza il diluvio era cessato, e la gara ha subìto un rinvio di soli dieci minuti. Non solo, sarà che da qualche giorno non pioveva, che il terreno è collinoso, che i drenaggi sono ottimi, sta di fatto che il fondo era ormai realizzato per giocare. Certo non si è potuto usare il Cart per le prime buche, e se questo ha significato un po’ di disagio per qualcuno, se n’è fatta però facilmente una ragione, e chi ne aveva desiderio, ha potuto usarlo per la seconda parte del percorso. La manutenzione del Campo era perfetta, ma il mio gioco non è stato all’altezza. In realtà, andava praticato con tutte le attenzioni. Ben ventidue giocatori si son presi la virgola. D’altro canto, non a caso l’hcp nella sua formulazione esatta, è ben generoso, regala un bel po’ all’hcp di gioco. Non ci sono stati qui risultati clamorosi: ha vinto la prima categoria Benito Russo (Freelance), la seconda Matteo Dore (Gazzetta dello sport), nel lordo Marco Lanza (la 7).
A fine gara, Stefano Mazzi, Presidente del Comitato Veneto Golf, ci ha fatto partecipi di una  iniziativa interessante mirata ad avvicinare le persone al Golf, da lui pensata e felicemente accettata dalla federazione, a cui ha aderito un gran numero di Circoli di tutta Italia. Una proposta mirata a chi, non conoscendo il Golf, volesse avvicinarvisi: Con un’unica spesa di 99 euro che andranno per intero al maestro, potrà godere 2 mesi di lezioni collettive fatte da insegnante professionista, non sarà obbligato ad acquistare l’attrezzatura perché gli verrà messa a disposizione dal Circolo, potrà andare regolarmente in Campo pratica anche al di fuori  delle lezioni collettive e, ancora, potrà frequentare il Circolo per un altro mese dopo ultimato il corso. Non avrà bisogno di pagare nient’altro, né la tessera federale, né l’iscrizione al Circolo. Considerato che queste due cose sono normalmente a titolo oneroso per chi vuol frequentare i Campi da Golf, la proposta è sicuramente allettante. Quando l’interessato ha provato il Golf per tre mesi, di cui due con il maestro, può star certo che è in grado di capire se questo sport fa per lui. Aggiungo io: è ben difficile che non ne venga attratto.
La giornata successiva è stata la volta del Golf Padova, in quel di Valsanzibio di Galzignano Terme, stesa ai piedi di due bei colli. Qui c’è il sapore del nobile veneziano Francesco Zuane Barbarigo e della sua confinante seicentesca villa, il cui giardino è stato da poco promosso “Il più Bel Giardino d’Europa“. Questo vale anche per il Campo da Golf, ventisette buche abbracciate a una caratteristica vegetazione: migliaia di essenze arboree e cespugliose, che lo portano a essere definito “Orto botanico”.  Nasce nel 1962 il Golf Padova, con il nome di Golf Club Euganeo, a opera dell’architetto John Harris dello studio Cotton di Londra, il numero uno dell’epoca.
Qui il mio gioco è andato meglio; per una sbavatura di troppo sul green, però, non sono andato a premio. Non fa nulla, mi son goduto la giornata di buona compagnia in un bell’ambiente. A vincere sono stati: in 1^ categoria netto Maurizio Bucarelli (Golf Television), Benito Russo (Freelance) nel lordo; in seconda categoria Matteo Camillo Dore (Gazzetta dello sport); il primo premio per gli amici è andato all’applauditissimo trevigiano Fabrizio Bottazzin (Cà della Nave) con 36, il punteggio più alto della giornata.
Bello, è il ristorante: ha un tratto nobile nell’esposizione e nel servizio. La nostra cenetta che abitualmente facciamo di fretta dopo la gara dell’ultima giornata per non far tardi nel ritorno a casa, qui non poteva proprio essere frettolosa. Cose buone, servite in quella splendida terrazza che sovrasta il Campo da Golf, e con quel gran garbo cui facevo cenno prima.                     Paolo Pilla

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