L’ AIGG IN VENETO

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La 7^ TAPPA del challenge, giocata a CA’ DELLA NAVE

Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, e la Toscana, toccava al Veneto ospitare nel suo tour italiano, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti. Da Cà della Nave, in grande spolvero, è partito il “girone di ritorno” delle dodici tappe programmate in suolo nazionale. Non erano numerosissimi i giocatori per impegni di lavoro, e per la temperatura tanto elevata di questi giorni, oserei dire anomala per la stagione; tuttavia la rappresentanza dei giornalisti c’era da tutto lo Stivale, dal Piemonte, dal Friuli, e dalla Sicilia. Si è giocato di martedì, e fortunatamente la temperatura in Campo era tollerabile, perché com’è noto, il Campo propone sempre un po’ di brezza anche nelle giornate caldissime: è determinata dalla presenza dei numerosi specchi d’acqua, e delle alberature. Dodici sono le buche interessate dai laghi, per 8.500 metri di sponde. In sinergia con le numerose piante, creano sempre qualche movimento di aria, e non è mai presente l’afa. Il Campo che ha ospitato la settima prova dell’AIGG, è disegno esclusivo del gigante Arnold Palmer, “the King”, grande architetto e grande Campione di Golf, che ha avuto a disposizione un terreno libero, sano, e pianeggiante, e gli è stato permesso di esprimere quanto sentiva: un omaggio americano a Venezia. Il giocatore trova qui piccoli rilievi, alcuni bunker lunghissimi, molti ostacoli d’acqua alimentati da un fiume pulito di risorgiva, “il Dese”, che gli scorre accanto. Ecco che facilmente, all’interno dei laghi, si scorgono carpe lunghe un braccio. E altri animali popolano il Campo, per la maggior parte graditi. Mi piace incontrare quelle belle famigliole di papere, e i vivaci scoiattoli, ma anche le sonnolenti tartarughe. Bravo, Luigino Conti, pian piano stai riportando il Club alle sue origini, al tempo in cui era apprezzato da quelle signore che negli anni ’80 qui ebbero a giocare la Solheim Cup.
In buona armonia con il Campo, e associato a un eccellente team, ho giocato bene anch’io. Ho fatto il bis del successo conquistato al Marco Simone, ospite di Laura Biagiotti, quella straordinaria signora purtroppo mancata in questi giorni, che ha saputo portare alto in tutto il mondo il nome dell’Italia. Sintonia con il Campo l’ha trovata anche Maurizio Bucarelli (GolfOnline), che con 37 punti stableford ha trionfato in prima categoria, e vincitore della seconda categoria, come dicevo, Paolo Pilla (RadioVenetoUno), con 34. Nel lordo la palma è andata a Stefano Balducci (FIGC) con 21, e il migliore “amici” Laura Visentin con 35. Da quest’anno i premi sono particolarmente appetiti. Oltre alla bella coppa riservata ai vincitori di categoria, una grande scatola contenente prodotti tipici della Regione, consegnata anche al secondo e al terzo classificati. Al suo interno tutto di alto gradimento, i dolcetti tipici veneziani, formaggio di malga, soppressa, crema di asparagi, crema di radicchio rosso tardivo di Treviso, e tre perle: i vini prodotti dall’azienda vinicola “Conca d’Oro”, operante sulla strada del vino bianco Conegliano-Valdobbiadene. Vi erano alloggiati uno Chardonnay doc fermo, un Prosecco frizzante preparato alla moda del luogo con il tappo trattenuto dallo spago, uso che avevo appreso dalla mamma dell’attuale produttore Francesco Cimetta. Per passione, e per seguire il marito, mio carissimo e mai dimenticato amico Mario, aveva raggiunto grande abilità nell’eseguire il legaccio, rigorosamente a mano. Il pezzo ultra-forte, poi, un extra dry millesimato. Tutti vini ampiamente premiati al Vinitaly, il brut extra dry con medaglia d’oro.
Un’allegra cena, servita a bordo piscina, ha coronato la festosa giornata.
Il dì appresso si è giocato a Padova, in quel gran Campo che alberga al Golf Club Della Montecchia, grande e spazioso, sapientemente governato da Paolo Casati, che l’ha accostato al Frassanelle e al Galzignano Terme, per dare un’offerta completa ai numerosi turisti che affollano gli impianti termali di Abano-Montegrotto. Fino allo scorso anno Casati era per me tra i più affidabili membri della Federazione. Ora non ne fa più parte. È un peccato per la direzione romana: ha perso un veneto saggio, intelligente, coraggioso, onesto, lungimirante. La Fig avrebbe bisogno di averne numerosi personaggi di questo spessore, e decollerebbe anche in Italia questo bellissimo gioco, quest’utile disciplina sportiva, praticata sempre di più in tutto il mondo.
Mancano soltanto quattro gare alla chiusura del nostro challenge. Per le prossime tappe ci recheremo in Piemonte ad Alessandria, ospiti del GC Colline del Gavi e del GC Villa Carolina, il 20 e 21 giugno.  Le ultime saranno poi al GC Bergamo, e al GC Villa d’Este di Como, il 4 e il 5 settembre, che andranno a concludere il Challenge, nell’11^ e 12^ tappa.                   Paolo Pilla

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