L’EUROPEAN OMEGA MASTERS

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L’Omega Masters è uno dei tornei classici dell’European Tour. La storia di questo torneo, seppur con diverso nome (all’epoca Swiss Open), risale al 1905. È la tappa svizzera del tour europeo del golf maschile professionistico. Siamo in Svizzera, a Crans Montana nel Canton Vallese, sede delle terme, del festival di musica internazionale Caprices Festival, mèta del jet-set internazionale. Si gioca sul percorso del Crans-sur-Sierre nel cuore delle Alpi svizzere, in uno scenario maestoso che inebria con la sua bellezza naturale: Un altopiano a 1500 m, che domina la valle del Rodano, davanti alle più alte cime del Cervino e del Monte Bianco. Il Campo ha quattro percorsi, uno dei quali, il Severiano Ballesteros, par 70, ospita l’European Masters per la 73a volta, praticamente da sempre, ed è considerato uno dei più belli al mondo. Come da tradizione, il field è di alta qualità, spicca la presenza del nordirlandese Rory McIlroy, numero due mondiale reduce dal successo di domenica scorsa nella FedEx Cup, gratificato con 15 milioni di dollari. Particolarmente motivato è l’inglese Matthew Fitzpatrick, vincitore delle ultime due edizioni, che aspira ad emulare Severiano Ballesteros, in uno storico tris. A dare prestigio al torneo, ci sono poi giocatori di gran classe quali il nordirlandese Padraig Harrington capitano europeo alla prossima Ryder Cup (2020), l’iberico Miguel Angel Jimenez, e il danese Thomas Bjorn. Nove italiani partecipano: il più tonico è Andrea Pavan specialista in rimonte, e poi Edoardo Molinari, Nino Bertasio, Guido Migliozzi, Renato Paratore, Lorenzo Gagli, Filippo Bergamaschi, Gregory Molteni, che ne ha titolo per essersi imposto nel Memorial Barras a giugno, e il dilettante Giovanni Manzoni, per essersi imposto allo Swiss Amateur Championships. Appannaggio nel 1997 di Costantino Rocca, oggi Il torneo dispone di un montepremi è di 2.500.000 euro.
   Sono l’austriaco Matthias Schwab e il francese Mike Lorenzo-Vera, a prendere il comando alla conclusione del primo turno con 63 (-7); per Schwab frutto di 7 birdie immacolati, per il francese della ripresa alla grande con sette birdie e due eagle dopo uno scivolone in doppio bogey. Lorenzo Gagli, autore anche lui di due eagle li segue a ruota (-6). A un punto di distanza Guido Migliozzi (-5), Bertasio (-4). Molinari, autore di un eagle al par 5 della 15, si deve accontentare del (-2), perché i suoi 4 birdie si sono vanificati dai 4 bogey. Vittima di doppio e triplo bogey, Andrea Pavan, che riesce comunque a chiudere in par, perché gli altri colpi sono tutti birdie.
   La seconda giornata rende onore alla Malesia: sale in vetta il 26enne di Selangor, Gavin Green, senza titoli sul circuito. Con un parziale di 64, il malese riesce a contenere l’imperiosa rimonta di Rory McIlroy, che con un 63 (-7) si piazza secondo, da 23° qual era. Sono tra i top ten Gagli (7°), e Paratore (9°), in compagnia del sempreverde spagnolo Miguel Angel Jimenez., sono usciti al taglio Edoardo Molinari, Molteni, e Bergamaschi.  Sono vanificate le speranze dell’inglese Matthew Fitzpatrick, di vincere la gara per il terzo anno consecutivo, impresa mai riuscita in precedenza. Unico a fare tripletta fu il compianto spagnolo Severiano Ballesteros, ma in anni non consecutivi.
   Dei 76 rimasti in gioco nel torneo, è il trentottenne argentino Andres Romero a salire in vetta nel terzo giro (-14), nonostante il doppio bogey alla quattro compensato nel rientro con un eagle alla quattordici. Lo segue a ruota l’australiano Wade Ormsby (-13), che ha lasciato strada al leader con un bogey sull’ultimo green. Al terzo posto con (-12) l’inglese Tommy Fleetwood e il malese Gavin Green, leader dopo due turni. Gagli ha girato anche lui in 67, è quinto (-11) come McIlroy. Paratore ha realizzato una ”hole in one” centrando direttamente dal tee la buca 13, par 3 di 178 metri. Ha aggiunto all’ace quattro birdie e tre bogey, l’ultimo alla 18 dopo aver spedito la palla in acqua da un bunker, stessa disavventura capitata anche a McIlroy. È nono a (-10), con l’austriaco Schwab. Piuttosto articolato, discontinuo, l’andamento di Andrea Pavan, (18°): fa un doppio bogey alla 5, compensa con due birdie, e guadagna 4 punti per due splendidi eagles. A Fitzpatrick, che provava a divenire il primo giocatore a vincere per tre anni di fila, non è andata bene. Ora naviga praticamente in coda, 71°.
   Grande prova di Lorenzo Gagli, nel giro finale dell’Omega European Masters. L’azzurro ha concluso la gara a (-14) al primo posto insieme allo svedese Sebastian Soderberg, al nordirlandese Rory McIlroy, autore di un’impensabile arrampicata, al finlandese Kalle Samooja, e all’argentino Andres Romero. Si è reso quindi necessario il play off, dove purtroppo Gagli non ha avuto fortuna. Il giro era stato positivo, recuperando come consuetudine: dopo il pessimo tee shot alla 1 costato un doppio bogey, il toscano rialza prontamente la testa, e chiude il giro in 67, gran bella rimonta dal quinto posto. Avrebbe vinto, se alla 18 la palla fosse entrata in buca invece che fermarsi a due centimetri. E poi, il play off a cinque golfisti previsto interminabile, si è risolto velocemente. Soderberg, il ventottenne golfista di Gothenburg imbuca un putt da 4 metri, ed è l’unico a realizzare il birdie. Nel tee shot la palla di Gagli parte a sinistra, e colpisce una signora del pubblico. Non c’è più speranza di pareggiare il birdie, sfuma il sogno di vittoria. Chiude comunque in bellezza: secondo posto al fianco di Rory McIlroy, numero due mondiale.
Si può ben affermare che gli azzurri sono stati protagonisti: Gagli secondo, Paratore 12°, Andrea Pavan 12° anche lui dopo una rimonta speciale, Nino Bertasio 20°, Guido Migliozzi 33°. Bene ha tenuto anche il dilettante Giovanni Manzoni, che ha superato il taglio e non ha sfigurato tra i pro. Ci fanno ben sperare per il futuro.             Paolo Pilla

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