MOLINARI VINCE THE OPEN

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A CARNOUSTIE IL 147° OPEN CHAMPIONSHIP

Francesco Molinari ha vinto l’Open Championship, il major più antico del Golf, un successo molto importante per il golf italiano.
La fama di questo torneo è tale che per i 156 atleti, provenienti da 28 nazioni di tutti i continenti, è la più forte emozione della loro carriera. Gioca un ruolo forte il posto, Carnoustie in Scozia, in cui si gioca già dai primi anni del 1500, e che da allora, è considerata una delle mete di Golf più difficili al mondo. Qui sono state scritte tante pagine, tra storia e leggenda.
Qualche particolare, e un po’ di cronaca: Con i suoi 6.786 metri, è il Campo più lungo che ospita l’Open; è stretto, lo punteggiano numerosi bunker strategici, ed è esposto ai forti venti che soffiano lungo la costa. Per le migliaia di spettatori, rappresenta un’atmosfera unica, da non dimenticare. Montepremi ricco, 10.250.000 dollari (circa 8.769.000 euro). Per partecipare bisogna rientrare in una delle tante esenzioni, rappresentate dai meriti acquisiti per il successo nei vari Campionati. Tiger Woods, che nel 2000 a St Andrews divenne Campione di Golf dell’anno, e che per venti volte ha giocato questo torneo, calamitava la massima attenzione degli spettatori, ma è difficile ogni ipotesi sul suo rendimento. Carnoustie segna definitivamente il suo ritorno, questo è certo, e provoca piacere ai suoi tanti fan. Per la curiosità, nella classifica di Forbes, la rivista americana che ogni anno pubblica l’elenco degli sportivi più ricchi, Tiger Woods con oltre 43 milioni di dollari, è al primo posto tra i giocatori di Golf. La maggior parte del denaro gli arriva dalle sponsorizzazioni. Nonostante gli stop per i problemi alla schiena, rimane il più ricco dei professionisti di Golf.
In questo terzo major stagionale ci sono tutti i primi 50 giocatori del ranking mondiale, e tra essi, il nostro Francesco Molinari, in grandi condizioni di forma: nelle ultime gare ha messo in evidenza un gioco di altissimo livello, e al momento non sembra avere problemi: Al John Deere Classic giocato la settimana scorsa nell’Illinois è arrivato secondo, dopo una prestazione sopra le righe: aveva chiuso la gara con sette birdie senza bogey, miglior score dell’intero turno. Questa volta, il torinese è di diritto tra i favoriti del major in compagnia dei candidati al titolo in cui trova posto Dustin Johnson leader mondiale. L’unico dubbio su Francesco riguarda la rapidità nello smaltire il cambio di fuso orario, ma lui si sente su di tono. A difendere il titolo è Jordan Spieth, che sembra, però, poco convincente. Le sorprese tuttavia possono essere tante, soprattutto quando c’è vento.  
Nella prima giornata si comincia alle ore 6,35 locali (ore 7,35 italiane). Si gioca a terne con partenze tutte dalla buca 1 a distanza di 11 minuti l’una dall’altra.  Francesco Molinari parte alle 13,26 in team con Justin Thomas, e Branden Grace.
   All’avvio, è Kevin Kisner a prendere il comando, con 66 (-5). Il 34enne del South Carolina, realizza un eagle, quattro birdie e un bogey e rimane al vertice tutto il giro.
Molinari tiene bene, conclude al 18° posto con 70 (-1). Partito molto deciso, è passato al giro di boa con un “meno 2” (tre birdie e un bogey), altro birdie alla 15, poi finale un po’ amaro per due bogey, che lo hanno portato fuori dai top ten. Dopo un buon inizio, Tiger Woods ha leggermente ceduto. 32esimo con 71 (par). La sua prova è comunque da ritenersi positiva, termina alla pari con gli australiani Jason Day e Adam Scott. Non bene Dustin Johnson, leader mondiale, 129° con 76 (+5).
   Nella seconda giornata, dalle condizioni meteo difficili, Kevin Kisner è raggiunto in vetta da Zach Johnson. Francesco Molinari perde undici posizioni, occupa lo stesso posto, 29°, di Tiger Woods. Ma c’è da dire che hanno entrambi giocato con le condizioni meteo in assoluto più difficili. È la giornata del taglio, per rimanere in gara è necessario chiudere entro la 66ª piazza. Tanti big tornano a casa, tra cui Dustin Johnson, numero uno mondiale.
   Il terzo round vede Francesco Molinari in super rimonta dal 29° al quinto posto, sodale con Tiger Woods, sesto, che ormai si può dire tornato. Francesco ha espresso un ottimo gioco, evidenziato da sei birdie senza bogey e da incisivi putt, per il 65 (-6). Tiger Woods è apparso come ai suoi tempi migliori, respinge a forza il fantasma del declino; sta emettendo un grande acuto, impensabile dopo i guai fisici sopportati. Tattico, a volte prudente, altre aggressivo, ha sempre usato strategia: dopo sei birdie, un solo errore alla buca 16 dove, dalla stessa posizione di Molinari, non ha calibrato la forza del colpo ed è incappato nell’unico bogey. Entrambi protagonisti della terza giornata, i due domani saranno a fianco, in corsa per il titolo.  Dominano i giocatori statunitensi, alla testa il campione in carica, Jordan Spieth, che ha iniziato con un eagle, e si ripropone per il bis.
Gli inglesi, padroni di casa, che con Fleetwood detengono il record del Campo, vivono nel ricordo l’orgoglio di Sir Nick Faldo del 1992. Si dà da fare Justin Rose. Fortunatamente ha superato il taglio, ma è dura. Gli ultimi tre Open Championship tenuti a Carnoustie, sono stati tutti decisi dai play-off.
   Siamo al gran finale, segnato da forti emozioni, forse anche maggiori di quelle che ci aveva regatato Costantino Rocca a St. Andrews. Molinari vince, lasciando a due colpi i secondi. Ammirata da tutti la strategia, e il sangue freddo, in una parola la maturità di F. Molinari, partito con tre colpi di svantaggio dai leader americani, e penalizzato talvolta dal forte vento. Non ha mai sbagliato un colpo nelle ultime 36 buche. Tiger Woods, sostenuto e applaudito dal pubblico di cui rivive il sogno, interpreta meglio le prime nove, ed è tra loro un rincorrersi. Tiger fa doppio bogey alla 11, mentre Francesco, imperterrito, continua con i suoi par. Aveva messo il turbo già alla 15 con un gioco perfetto in ogni parte del campo, bissa il birdie già raccolto alla 17. Il putt finale provoca gli applausi scroscianti, interminabili, sinceri, del pubblico. Gli son serviti 276 colpi per girare il torneo: (70, 72, 65, 69) per un frutto di -8 colpi rispetto al Par del Campo. Vince la gara più prestigiosa del mondo, sul difficile percorso del Carnoustie Golf Links, in Scozia. È la prima volta che un italiano vince un Major. Questo è il più antico, l’Open Championship nella sua 147esima edizione. Francesco Molinari è volato al sesto posto nella classifica mondiale, si è garantito il posto in squadra per la Ryder Cup, incassa il premio più elevato fin qui ottenuto 1.890.000 dollari, entra nella storia del golf italiano e mondiale.            Paolo Pilla

 

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