OPEN d’ITALIA

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Eccoci giunti all’attesissimo evento, la manifestazione golfistica cardine sul territorio italiano! Preceduto da festeggiamenti, si è celebrato, dal 12 al 15 ottobre il 74° Open d’Italia, al Golf Club Milano. I più forti professionisti mondiali di Golf si son dati battaglia nel profumo di sette milioni di dollari, montepremi che per la prima volta in Italia è elevato a tale autorevolezza.
Ricordiamo brevemente che da programma l’Open si sarebbe dovuto tenere a Roma all’Olgiata, accordato in seguito al Royal Park i Roveri, per finire assegnato al Golf Milano; tutti trasferimenti per una serie di cause di squisita natura economica, risolti da Roberto Maroni.
Definito ormai “La Road to Rome 2022”, l’Open ha avuto a Monza un primo festoso avvio, l’8 di ottobre, con il golf giocato in piazza, in grande partecipazione di pubblico. Oltre tremila persone in avvincenti sfide: una gara di nove buche allestite nel centro città, da Piazza Trento e Trieste a Via Carlo Alberto, la Rolex-Pro Am, pezzo forte che si è giocato sulla distanza di 18 buche con formula “Tour Scramble – net aggregate team score in relation to par” and “Use your pro”. In buona sostanza, facevano classifica solamente birdie, eagles ed eventuali albatross, e con la particolarità che nel corso della gara, ciascun amateur poteva chiedere per una volta al proprio professionista di eseguire un colpo per suo conto. Ventisei le squadre composte di un pro e tre dilettanti, capeggiate dai Campioni che disputano l’Open. A giocare personaggi famosi dello spettacolo e dello sport, quali l’ex stella della Juventus Michel Platini, che ha giocato nel team di Paratore insieme all’altro ex calciatore Beppe Dossena, campione del mondo nel 1982. A dimostrazione che il golf è veramente uno sport aperto a tutti, il terzetto condotto da José Maria Olazabal era formato da giocatori diversamente abili, compreso un non vedente. Si è imposto, con “meno 28”, il team dell’inglese Tommy Fleetwood, e non è mancato lo show: la sedicenne Alessia Nobilio ha fatto “Hole in one” alla buca dodici, che le è valso l’abbraccio di Sergio Garcia.
All’avvicinarsi della contesa, gli occhi sono puntati su Jon Rahm e Sergio Garcia, rispettivamente n° 5 e n° 10 mondiale, ma per moltissimi il cuore batte per il n° 18, Francesco Molinari, nel desiderio di vedere la sua terza vittoria su questo torneo, che non ha mai avuto un montepremi così alto.
Ben numerosi, in tredici, gli azzurri inseriti nella lista dei partenti: con Francesco Molinari capo cordata, ci sono Matteo Manassero, Renato Paratore, Luca Cianchetti, Andrea Pavan, Andrea Maestroni, Nino Bertasio, Federico Maccario, Matteo Delpodio, Alessandro Tadini, Edoardo Molinari, e i due dilettanti: Lorenzo Scalise e Stefano Mazzoli. Si gioca sulla distanza di settantadue buche, diciotto il giorno. Dopo i primi due giri, il taglio lascerà in gara i primi sessantacinque classificati e i pari merito al 65° posto. Il Torneo, inserito nella Rolex Series, si gioca sul percorso ROSSO + GIALLO, un Par 71 di 6.591 metri, con questi numeri è facile intuire che le buche sono molto lunghe.
   -Monza, 12 ottobre -Oggi, la parola passa ai tanti campioni che prendono il via all’Open: 132 concorrenti. Prima partenza alle ore 7.50, ultima alle 13.55, conclusione prevista attorno alle 19. Francesco Molinari sale sul tee della dieci alle 8.50, in compagnia di Danny Willett e Alex Noren. Già la prima giornata riserva belle prospettive per i colori azzurri: S’impone Francesco Molinari, leader con 64 (-7), conduce il giro con nove birdie e due bogey. Davanti ai tanti spettatori, il torinese chiude al comando, con l’approccio  alla diciotto per il birdie, proprio sotto il Villaggio Ospitalità. Tra gli altri azzurri in evidenza, Andrea Pavan alla pari con Garcia, e il dilettante Stefano Mazzoli che ha tenuto il passo di Rahm.
   -Seconda giornata – Si gioca in un autentico bagno di folla, partecipe il sole che sta scaldando Monza. Salgono in vetta Fraser e Wallace con 129 (-13). Francesco Molinari è quinto, ha realizzato sei birdie e tre bogey per il 68 (-3). Jon Rahm, (-7), è stato agganciato da un brillante Nino Bertasio. A superare il taglio solo altri tre italiani: Andrea Pavan, 38°, Enrico Di Nitto e Lorenzo Scalise 50esimi. Pace, per gli altri otto azzurri.
   -Nel terzo round, con un 66 di giornata (-15) per cinque birdie senza bogey, Francesco Molinari sale dal quinto al secondo posto, affiancato dall’inglese Tyrrell Hatton. Ventimila spettatori lo seguono, e lui regala palline fino a rimanerne senza. Al comando con (-17), è l’altro inglese Matt Wallace. Salvo clamorose sorprese, sono fuori gioco l’iberico Sergio Garcia, 21° con (-10), e il connazionale Jon Rahm, 28° con (-9). In casa azzurra bene Nino Bertasio, è sceso di dieci posti, è risalito di dodici il dilettante Lorenzo Scalise alla pari con Andrea Pavan.
   -Ultimo giorno – è l’inglese Tyrrell Hatton a vincere con 263 colpi il 74° Open d’Italia, la maggior celebrazione nazionale di golf, punta di diamante del Progetto Ryder Cup 2022, inserita tra i tornei di assoluto livello mondiale delle Rolex Series. Con un magnifico lungo putt chiude a -21.
Belle prestazioni di Francesco Molinari (sesto) e di Nino Bertasio (decimo). Quest’ultimo presenta lo stesso score di Miguel Angel Jimenez, personaggio che continua a meravigliare pur avendo superato i cinquant’anni. Francesco Molinari non ce l’ha fatta a prendersi il tris. È terminato al sesto posto con 267 colpi (-17), dando però conferma del suo spessore di livello mondiale. Il successo lo avrebbe fatto entrare nella storia. È emerso un grande Nino Bertasio, che con un 64 (-7) nella giornata finale, frutto di quell’eagle alla 14, chiude un giro superlativo: dal 28° è risalito al decimo posto. Si trova ora tra i primi cento della Race To Dubai, e ha raggiunto l’obiettivo principale della sua stagione, la “carta” per rimanere nell’European Tour. Un bel finale anche per gli altri tre azzurri, e un elogio al dilettante Lorenzo Scalise, che con tenacia ha tenuto testa ai professionisti.
Quattro splendidi giorni di sole hanno accompagnato i tanti spettatori di quest’Open, che si può definire dei record: un field di grandissimi campioni, 7.000.000 di dollari di montepremi, registrati 73.000 spettatori, che hanno applaudito imparziali. Belle le parole del vincitore Tyrrell Hatton, pronunciate incassando un gran bel regalo ricevuto dall’Italia per il suo 26esimo compleanno, un assegno di 1.166.660 dollari: “In questi giorni abbiamo ricevuto un grande supporto dal pubblico italiano, che ci ha sostenuti e applauditi”.                Paolo Pilla

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