PADRAIG HARRINGTON – NUOVO CAPITANO “RYDER CUP”

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Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, nel prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. È stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul MacGinley, Darren Clarke e Thomas Bjorn, oltre all’amministratore delegato di Ryder Cup Keith Pelley, e a Edoardo Molinari rappresentante dei giocatori. “il nome di Harrington è garanzia di affidabilità – ha detto Molinari vincitore della Ryder Cup nel 2010 assieme al fratello Francesco – Padraig è un giocatore di caratura mondiale. Ha vinto tutto e ha esperienza di Ryder Cup sia in campo sia fuori le corde. È molto benvoluto anche dal pubblico americano e quest’aspetto ha il suo peso quando si gioca in trasferta. Lo attende un lavoro difficile perché gli Stati Uniti sono a caccia di rivincita, ma sono convinto che troverà tutte le soluzioni per conquistare nuovamente la vittoria”. È stato con il capitano danese Thomas Bjorn, che la Coppa è ritornata in Europa, grazie anche alla grandiosità di Molinari. Harrington, che guiderà la formazione continentale nella sfida contro gli statunitensi in programma dal 25 al 27 settembre 2020 al Whistling Straits di Haven nel Wisconsin, è stato Vice Capitano di Bjorn, e delle altre due precedenti edizioni. È il terzo irlandese chiamato a ricoprire l’impegnativo ruolo: McGinley nel 2014, e Clarke nel 2016. Manifesta il suo onore per esser stato nominato Capitano, e non vede l’ora di cominciare. È con entusiasmo che intende affrontare i prossimi venti mesi che serviranno per competere nella difesa del trofeo in Wisconsin. Data vent’anni il suo debutto in Ryder Cup; ha sempre avuto modo di apprezzare e di condividere le esperienze dei Capitani che lo hanno preceduto, ed è suo intento affrontare il ruolo facendo tesoro delle loro esperienze. Certo, si troverà a dover affrontare i padroni di casa determinati a cancellare la pesante sconfitta subita lo scorso settembre a Parigi (17,5 a 10,5), dove Francesco Molinari, è stato il grande protagonista.
Professionista dal 1995, Harrington 47enne di Dublino, ha disputato per sei volte la Ryder Cup. Gioca ininterrottamente da ventidue anni sull’European Tour, con passaggi anche sul PGA Tour, di cui è membro dal 2005. Nel suo curriculum spiccano tre major, due Open Championship e un PGA Championship, oltre a dodici titoli nel circuito continentale e a tre in quello americano. Si è imposto una volta nello Japan Tour, due nell’Asian Tour, ha fatto suo un World Challenge, ha conseguito una World Cup (1997, con Paul McGinley). Un palmares di tutto rispetto!
Come noto, la successiva sfida Ryder Cup avverrà nel 2022 in Italia, a Roma, al Marco Simone Golf & Country Club. È ancora lontano l’appuntamento, ma è necessario l’impegno fin da ora: è troppo importante per l’Europa, e per l’Italia in particolare.           
L’opportunità di accogliere a Roma la sfida tra Europa e America, genera attese diverse. L’entusiasmo di alcuni si scontra con il dubbio di altri, che considerano l’evento come denaro mal speso. Penso che ciò sia generato da una scarsa conoscenza del Golf. Questa disciplina sportiva, praticata massicciamente in tutti i Continenti tanto da essere considerata in assoluto lo sport più praticato al mondo, è tempo che abbia anche da noi il giusto sviluppo: per il suo rapporto con la salute, e con il buon vivere. L’interesse clamoroso che Francesco Molinari ha dato al Golf nella scorsa stagione, l’opportunità della Ryder Cup a casa nostra, sono valori che si spera diano una svolta al Golf italiano. È certamente un impegno economico rilevante per il Paese, ospitare la Ryder Cup, ma se le cose saranno fatte bene, avrà un ragguardevole ritorno economico. Basta solo pensare a quanti appassionati verranno ad assistere alle gare. Che si svolgesse a Roma era stato desiderio di molti atleti stranieri, delle varie parti del mondo: Sono ansiosi di venire nella Città Eterna, in compagnia delle loro famiglie. Non a caso, tra altri importanti Paesi, è stata scelta l’Italia. Tecnicamente, per quanto riguarda la preparazione delle strutture attinenti il gioco, sta andando bene, è da augurarsi che la Federazione faccia le giuste scelte, e che la città di Roma sia in grado di prepararsi adeguatamente; sappiamo tutti dove sono le carenze.                       Paolo Pilla

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