PGA TOUR – ARNOLD PALMER INVITATIONAL

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IL GOLF CA’ DELLA NAVE ONORA ARNOLD PALMER IDEATORE DEL NOSTRO BEL CAMPO

Il ritorno in campo di Francesco Molinari è al Bay Hill Club & Lodge di Orlando in Florida, nel leggendario sito intitolato al grande Arnold Palmer, il campione americano scomparso nel 2016. È un evento del PGA TOUR, che intende trasmettere i valori di Palmer nella carriera e in beneficenza. A difendere il titolo è Rory McIlroy, numero sei al mondo, in un insieme che comprende altri cinque giocatori tra i primi dieci del ranking mondiale: Justin Rose, Brooks Koepka, Bryson DeChambeau, Rickie Fowler e naturalmente Molinari. È assente il n. 1 Dustin Johnson, e questo favorisce Rose che riprende, dopo un periodo di riposo, a considerare la possibilità di riconquistare la leadership mondiale. È atteso uno spettacolo di alto livello tecnico e agonistico, grazie anche ai tanti altri ottimi concorrenti quali Phil Mickelson che rigioca il torneo dopo sei anni, e altri grandi: Patrick Reed, Bubba Watson, Jason Day, Hideki Matsuyama, Tommy Fleetwood. Grande assente, Tiger Woods, che la settimana scorsa ha subìto un infortunio, una tensione al collo, da cui non si è ancora ripreso. Francesco Molinari, reduce dal Championship messicano dove ha conquistato il 17° posto, è alla terza presenza in stagione.  Il montepremi è di 9.100.000 dollari.
   Non parte bene Francesco Molinari: segna un doppio bogey alla buca 4, ma riequilibra lo score velocemente. Alla 7 (par 3 – 200 mt alla bandiera) va direttamente a bersaglio dal tee.  Realizza, una scenografica “buca in uno”, servendosi di un ferro 4. Torna a essere protagonista! Grandi battimani! Nel rientro scivola in un bogey alla 10, ma anche qui riprende subito in mano la situazione: fa quattro birdie di fila. Conclude il giro iniziale in 69 colpi (-3), e va a occupare l’ottavo posto, affiancato dal suo amico Tommy Fleetwood. Tra i giocatori mondiali in campo, il torinese è stato il migliore. Non si sono infatti espressi al meglio delle loro possibilità gli altri cinque; Jason Day si è addirittura ritirato. È la seconda volta che Francesco fa “hole in one” sul PGA Tour; la prima gli riuscì nel 2015 alla buca 16 del TPC Scottsdale in Arizona, nel corso del Phoenix Open.
Al comando con 65 (-7) è lo spagnolo Rafa Cabrera Bello, che realizza otto birdie. Lo seguono con 67 Keegan Bradley e con 68 Phil Mickelson, che da sei anni non disputava la gara.
   Nella seconda giornata si portano al vertice con -9, Keegan Bradley e Tommy Fleetwood che realizza addirittura due eagle. Ma Francesco Molinari rimane protagonista. Oggi, partito dalla buca 10, guadagna un colpo sul par con un birdie, poi nel rientro fissa il 70 (-2) con tre birdie e due bogey. Dall’ottavo si porta al terzo posto. In sette apparizioni al Bay Hill, non è mai uscito al taglio. Tanti i giocatori di spessore escono al taglio caduto a +2 (Ernie Els, Phil Mickelson, Brooks Koepka). In gara ne rimangono 70. Rafa Cabrera Bello, leader dopo un turno, è nono con Bubba Watson e Patrick Reed. A metà classifica c’è il campione uscente Rory McIlroy, Justin Rose sale dalla 33 ª alla 17ª posizione. Se vorrà tornare numero uno mondiale, dovrà terminare tra i primi sette.
   Terzo round – Dopo due eccellenti primi giri, Francesco Molinari perde terreno, da 3° è 17°. L’azzurro perde due colpi sulle prime nove buche (due bogey), poi ne recupera uno nel rientro con un birdie per il 73 (+1). Paga la mancanza di precisione complessiva che gli ha imposto impegnativi recuperi. La distanza dal leader non è tuttavia incolmabile, rimane possibile una ripresa.  Io sono fiducioso. Matthew Fitzpatrick è il nuovo leader: Il 24enne inglese di Sheffield, con cinque titoli nell’Europeo senza essere membro del PGA Tour, ha girato in 67 colpi (-5), con cinque birdie senza bogey, per la seconda volta si trova leader nel circuito.  Passa a condurre, superando di un colpo Rory McIlroy che difende il titolo. Naufragano le speranze di Justin Rose di tornare nuovamente numero uno mondiale: con un 77 (+5) precipita al 59° posto. La volata finale di domani per il titolo sarà piuttosto combattuta, perché sono tanti i giocatori in corsa.
   Grande, grandioso, Francesco Molinari, me la sentivo, ancora una fantastica impresa: è suo l’Arnold Palmer. Uno straordinario giro finale, miglior score parziale in assoluto del torneo, rimonta dalla 17ª posizione. Con un parziale di 64 (8 birdie), vince il prestigioso Arnold Palmer Invitational, (69 70 73 64), 12 sotto par. Firma il suo secondo titolo sul circuito, dopo il Quicken Loans National (2018), superando l’inglese Matthew Fitzpatrick, secondo con 278 (-10), il suo amico Tommy Fleetwood, lo spagnolo Rafa Cabrera Bello e il coreano Sungjae Im, terzi con 279 (-9). È l’ottava vittoria in carriera del 36enne torinese nel cui palmares figurano un major (Open Championship, 2018), i due titoli citati, e cinque successi sull’European Tour.
Non ci son state particolari strategie – ha detto Molinari al termine – o piani di gioco. Ieri mi sono reso conto che i green sarebbero diventati duri e veloci e che ci sarebbe voluto un putter caldo come quello che ho avuto io oggi. Ieri avevo accusato delle difficoltà, ma ero comunque riuscito a darmi delle opportunità e a non rimanere troppo indietro, ma mai avrei pensato di poter effettuare un giro simile. No, non sono in grado di indicare qualche parte del mio gioco che mi dia la possibilità di poter ottenere score così bassi: credo sia solo il frutto del gran lavoro fatto in inverno, sia sull’aspetto tecnico, che su quello mentale”.
Nato a Torino l’8 novembre 1982, Francesco Molinari cresce in una famiglia di golfisti; inizia il gioco a 8 anni insieme al fratello Edoardo, al Circolo Golf Torino. Nel 2004 partecipa alla Qualifying School dell’European Tour, prende la ‘carta’ per il circuito maggiore, e passa al professionismo. Nel 2018 compie imprese eccezionali: vince il prestigioso BMW PGA Championship nell’European Tour, diviene il primo italiano a imporsi in un major. Questo lo porta a eguagliare Costantino Rocca, il mito del Golf italiano. A luglio, con il successo nel PGA Tour (Quicken Loans National), lo sorpassa. È il mattatore alla Ryder Cup di Parigi, tanto che va ascritto a lui il merito della vittoria. A fine stagione si laurea miglior giocatore dell’European Tour per essere il primo italiano a imporsi nella Race To Dubai, ottiene la massima onorificenza sportiva italiana, il “Collare d’Oro” del CONI, e il premio della BBC come “World Sport Star of the Year 2018”.  Per concludere, non poteva iniziare meglio il 2019, imponendosi nell’Arnold Palmer Invitational sul PGA Tour.
Dai golfisti del Club Cà della Nave, complimenti tanti Francesco.         Paolo Pilla

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