PGA TOUR – LA PRESIDENTS CUP

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La Presidents Cup è la competizione di golf, che la PGA TOUR organizza ogni due anni, in formula match play, speculare alla Ryder Cup. Sono in competizione una squadra statunitense e una formata dal resto del mondo, manca l’Europa.
Iniziata nel 1994, si sarebbe dovuto continuare a giocarla negli anni pari. Gli eventi dell’11 settembre 2001 fecero annullare e rinviare di un anno la Ryder Cup, che si trovò a riprendere la competizione negli anni pari. Ecco che la Coppa dei Presidenti si trova negli anni dispari.
Alla Presidents Cup partecipano solo i giocatori che non possono giocare la Ryder Cup, l’evento in cui l’America deve affrontare l’Europa. Detiene il titolo la squadra degli Stati Uniti, campione in carica, che ha vinto il torneo 2017 con un punteggio di 19 a 11, e che vanta un record di 10 vittorie.
Il formato della competizione ricalca quello della Ryder Cup: Ogni squadra è composta di 12 giocatori più un capitano non giocatore. È il capitano che sceglie le coppie destinate a sostenere gli incontri foursome e fourballs. Il torneo si svolge in quattro giorni: le prime tre giornate sono dedicati agli incontri di doppio (foursome e fourballs), il quarto giorno a quelli di singolo. Ogni incontro vinto fa guadagnare un punto, in caso di pareggio mezzo punto a ogni squadra. I punti disponibili sono trenta, pertanto vince la competizione la squadra che ottiene almeno 15½ punti. Se alla fine delle partite di singolo le squadre hanno il medesimo punteggio, il match è pareggiato. La precedente sfida, 2017, è stata disputata nel New Jersey, e vinta dal team USA. Quest’anno si gioca al Royal Melbourne Golf Club, in Australia, Campo che ha già ospitato l’incontro nel 1998, vinto dalla squadra internazionale. Sono capitani Tiger Woods per l’America, e il sudafricano Ernie Els per la squadra internazionale. In modo del tutto eccezionale, oltre che capitano, Tiger Woods è anche giocatore: si è concesso una wild card. La scelta sui giocatori del team degli Stati Uniti è determinata dai punti FedExCup ufficiali conquistati nell’intervallo tra il Championship BMW 2017 e 2019, con il particolare che i punti guadagnati nella stagione 2018-19 contano il doppio; oltre a ciò, quattro scelte del capitano.
   Giornata di apertura – ci sono cinque incontri di doppio con formula quattro palle. La squadra internazionale combatte egregiamente, porta il finale 4 – 1. Pesante lo score per l’America; è la prima volta che il team americano parte in svantaggio, e con così tanto pregiudizio. Soltanto Tiger Woods, che ha anche il ruolo di capitano, si fa onore come giocatore con una bella partenza: in coppia con Justin Thomas si trova sempre in vantaggio; i due hanno il sopravvento sui rivali per 4/3. Tiger è autore di un bel birdie alla buca uno, imbucando da fuori green, e nel contributo di Thomas, ne snocciola altri quattro di birdie. Quando però. non vuole andare non va! Ne è sintomatico il gioco alla 11: è un par quattro, Johnson (team USA), con il tee shot raggiunge il green, sommerso dalle ovazioni. La palla si mette bene, un metro dalla bandiera. È tempo di far l’eagle, portar su le sorti dell’America. Niente, non imbuca! il sudafricano Oosthuizen e il messicano Ancer, ne approfittano, chiudono il match per 4 a 3.
Anche la partita di Hideki Matsuyama: gli internazionali erano in sicuro vantaggio, quando Patrick Reed imbuca un lunghissimo birdie-putt alla 16 a pareggiare l’incontro. Macché, il giapponese si rifà subito alla 17 con un putt anche per lui molto lungo, che segna le sorti per 1 up.
   Nella seconda giornata l’international Team mantiene il vantaggio di tre punti (6,5-3,5) sugli Stati Uniti. Terminano in parità I cinque match di foursome, rimediando nelle ultime buche finali a una situazione divenuta ormai difficile. Proprio Tiger e Thomas battono sull’ultima buca gli avversari con il lungo putt di Thomas per il birdie. Un altro punto lo conquistano Schauffele/Cantlay, che hanno rimontato nelle ultime tre buche da 1 down.
   La terza giornata inizia con il vantaggio di tre punti dell’International Team sugli Stati Uniti. È doppio oggi l’impegno dei partecipanti: quattro fourball al mattino e quattro foursome nel pomeriggio, il team americano recupera un punto. Per propria scelta, Tiger Woods non gioca. Dopo i quattro fourball del mattino, gli americani rischiano il tracollo: sorretti da Ernie Els, gli “internazionali” vincono un altro punto, si portano sul 9 a 5. Nei foursome con un parziale in loro favore di 3-1, ridotto lo svantaggio a due punti, gli USA si rimettono in partita, in vista dei 12 singoli che caratterizzeranno la giornata finale.
Tiger Woods, che partecipa nella insolita veste di capitano e giocatore, è rimasto a riposo, ha chiarito che la sua rinuncia non è dipesa da affaticamento o altri problemi, ma da una decisione tecnica. “In queste occasioni devi fare le scelte migliori per la squadra e ora mi preparerò al meglio per il singolo”. Justin Thomas, dopo aver vinto i due doppi con Tiger Woods, è stato affiancato da Rickie Fowler, con cui non ha faticato a trovare l’accordo. Nel fourball hanno portato l’unico punto pieno alla causa (3/2), poi nel foursome hanno pareggiato con il team di Abraham Ancer. Questo, primo messicano a disputare la Presidents Cup, è forte, è la vera sorpresa dell’evento: ha ottenuto un pareggio e tre vittorie nei quattro match disputati. Domani, nel singolo, Ancer incontrerà Woods.
Patrick Reed, insieme al compagno di gioco Simpson hanno deluso: tre sconfitte, e perfino la squalifica del caddie Kessler Karain, venuto a diverbio con uno spettatore.
Tuttavia, la rimonta americana del pomeriggio prende corpo, se ci dovesse essere un pareggio, contrariamente a quanto prevede la Ryder Cup, il trofeo verrà assegnato a entrambe le compagini.
   Ed eccoci alla giornata finale, con i match singoli. Un parziale di 8-4, porta la squadra degli Stati Uniti alla rimonta, che vince, con il punteggio di 16-14, ribaltando il risultato di 8-10 maturato dalla squadra guidata dal sudafricano Ernie Els dopo le sessioni di doppio. La Presidents Cup rimane così agli USA, Tiger Woods ne è il protagonista. Si è messo per primo nella lista americana delle partenze e ha dato il via alla rimonta battendo il messicano Abraham Ancer, che è stato il migliore degli “Internazionali” insieme al coreano Sungjae Im. Dopo un avvio di gara equilibrato, Woods è passato 2 up alla decima buca, e non ha più avuto problemi. Ha stabilito il nuovo record nella competizione con 27 vittorie personali, superando Phil Mickelson (26). Ha ottenuto tre successi (due in doppio con Justin Thomas), replicando quanto aveva fatto nel 2009, quando però giocò cinque match vincendoli tutti.   Paolo Pilla

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