PIETRO ANDRINI AL 73° OPEN D’ITALIA

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È di Francesco Molinari il 73° Open d’Italia, vinto con 22 colpi sotto il Par, sul percorso del Golf Club Milano (par 71), superando di una lunghezza l’inglese Danny Willett, dopo un acceso duello finale. Terzi parimerito, lo spagnolo Nacho Elvira e l’inglese Chris Paisley con -18. È il primo Open del Progetto Ryder Cup 2022. L’avvio è stato con la Pro Am che come di consueto lo precede, anch’essa spettacolo, perché i 48 professionisti di spessore, hanno trascinato dilettanti altrettanto famosi. Tra gli amateur l’ex CT della nazionale azzurra Cesare Prandelli, l’ex calciatore Alessandro Del Piero, nonché una compagine di atleti diversamente abili ma super golfisti, condotta dall’irlandese Paul McGinley, capitano e giocatore di Ryder Cup. Tra di essi, il nostro Pietro Andrini, che intervistato, mi esprime le sue impressioni:” …la mia esperienza alla Pro Am dell’Open, più che emozionante la definirei esaltante, perché l’emozione dopo il primo tee shot passa, ma la consapevolezza di dove stai giocando e chi hai a pochi metri da te invece poi ti esalta….La squadra con cui ho partecipato era formata dai primi 3 classificati dell’Open d’Italia Disabled che si è svolto a maggio a Rapallo, e in cui mi sono classificato al secondo posto della generale (di categoria s’intende), primo degli italiani!…Tanta soddisfazione ….Con il capitano McGinley, professionista di elevata caratura, simpatico e disponibile, abbiamo passato una magnifica giornata…. gentili e alla mano anche gli altri professionisti. L’organizzazione ha fatto sentire anche noi poveri dilettanti quasi fossimo dei pro…. Ho giocato bene, ringrazio la Fig ed il grande Pres. Chimenti per l’invito, sperando che anche il prossimo anno dia spazio alla rappresentativa dei golfisti disabili, della quale vorrei tanto farne parte.”
La Pro Am si è giocata sulla distanza di 18 buche con formula “Tour scramble – net aggregate team….”, in cui sono conteggiati solamente birdie, eagles ed eventuali albatros. Su tutti quattro i Par 3, in palio il “Nearest to the pin”, il cui premio, con il restante ricavato dalle iniziative di solidarietà previste durante il torneo, sarà devoluto a favore delle popolazioni delle zone che di recente hanno subito il terremoto. La vittoria, con (- 32),  è stata del professionista danese Lucas Bjerregaard, superando nell’ordine i team dello spagnolo Rafael Cabrera Bello, e dell’inglese Lee Westwood. Tra gli sportivi, l’ex CT Cesare Prandelli ha ottenuto il 15° posto, e più indietro l’ex calciatore Alessandro Del Piero.
Il trofeo della prestigiosa Ryder Cup ha fatto bella mostra di sé qui al Milano, prima di prendere il volo per l’America, dove all’Hazeltine National di Chaska, nel Minnesota, si disputerà la Ryder Cup 2016.
E ora, l’Open: Sono 156 i giocatori, provenienti da 26 nazioni, a contendersi un montepremi di tre milioni di euro, raddoppiato rispetto allo scorso anno, così come la prima moneta, salita da 250.000 a 500.000 euro.
A battersi per il titolo, difeso dallo svedese Rikard Karlberg, cinque vincitori di major. Sono venti gli azzurri in campo, tutti in grado di “attaccare” il leaderboard. Le speranze maggiori, per far tornare in Italia il trofeo che manca da dieci anni, sono poste su Francesco Molinari, l’ultimo a vincere nel 2006, e anche su Matteo Manassero, Renato Paratore, Nino Bertasio e Edoardo Molinari.
Si disputa il torneo sulla distanza di 72 buche, con il taglio dopo 36. Dispone di premi speciali per gli eventuali autori di “hole in one”: alla buca 10 un’auto Mercedes Benz Classe C Cabrio 200d 4Matic Premium, e alla buca 7 un appartamento all’interno del Terre dei Consoli.
Tutto grande, tutto molto bello, ma il tempo non ha aiutato.
Il primo giro, sospeso per la pioggia, vede protagonisti della giornata: Rikard Kalberg, il campione uscente con (-7) che rimane in vetta segnando un eagles, sei birdie e un bogey; Francesco Molinari è secondo a (-6), realizzando sei birdie senza sbavature. Ottima la chiusura del dilettante Federico Zucchetti, 21enne milanese e portacolori del GC Castelconturbia, ha costruito lo score con sei birdie e due bogey. Gioca nella nazionale azzurra e lo scorso anno si è imposto nell’importante St. Andrews Links Trophy in Scozia, quinto a (-4). Buona la tenuta di Nicolò Ravano, 14° con 68 (-3), e degli altri due dilettanti Lorenzo Scalise, e Michele Cea, stesso score di Jimenez. Renato Paratore è 44°. La classifica è provvisoria, perché la pioggia ha impedito in tutto o in parte il gioco, a circa metà dei 156 concorrenti.
A conclusione della prima giornata è stata consegnata la pallina d’oro, meritatissima, a Barbara Zonchello e Alessandro Rogato, quale riconoscimento attribuito dagli iscritti all’associazione dei giornalisti golfisti (AIGG), a chi maggiormente si è distinto nel Golf per meriti agonistici, tecnici o decisionali.
Nel secondo giorno, ancora disturbato dalla pioggia, s’impone la necessità di portare a termine il primo giro. Il tempo è ancora nemico, e non si riesce a ultimare il secondo round, per la forte pioggia che allaga i bunker, il giro che determinerà il taglio, dovrà essere completato domani. La classifica del secondo round vede in testa l’inglese Chris Paisley a (-13) seguito dal connazionale Danny Willet (-12). Gli azzurri: Francesco Molinari è sesto, a (-9), 20esimo Nicolò Ravano con (-6), 27ettesimo Renato Paratore a (-5), 53esimi Andrea Pavan e Nino Bertasio (-3). Gli altri azzurri devono ingoiare il rospo del taglio, caduto a -3. Tra questi Manassero, per il quale il pubblico, che lo seguiva speranzoso in gran numero, non si dà pace. Ha così, tra l’altro commentato Matteo: “Il Campo, tanto bagnato dai tre giorni di pioggia forte, ha reso le cose più difficili; la palla si ferma dove batte in terra. Ritengo comunque di aver giocato bene, e non mollo”.
Oggi c’è stata la “Hole in one” alla 10, la 27ª “buca in uno” nella storia dell’Open d’Italia: lo scozzese Jamie McLeary ha iniziato il secondo giro realizzandola, proprio al suo primo colpo della giornata. Ha fatto volare la palla per tutti i 202 metri, che essendo il green in salita la rende in pratica ancora più lunga, e l’ha fatta finire direttamente in buca. Per la prodezza è stato gratificato della Mercedes Benz, del valore di 61.000 €. Ora, per i concorrenti, rimane ancora la possibilità di ricevere un altro importante premio per “hole in one” alla buca 7, par 3 di 181 mt: l’elegante appartamento all’interno del campo di Terre dei Consoli Golf Club.
Nella tarda mattinata del terzo giorno, a causa sempre del maltempo, si è concluso il secondo giro, in cui ha mantenuto il comando l’inglese Chris Paisley con 129 colpi. Francesco Molinari è sesto con 133, preceduto dall’inglese Danny Willett campione Masters, secondo con 130, e dallo svedese Rikard Karlberg, campione uscente. Ovviamente anche il terzo giro vedrà la conclusione l’indomani, con la piacevole sorpresa del nostro Molinari: con -7 di giornata si trova in testa alla classifica a -16, davanti a tutti.
E siamo al quarto round, la giornata finale, con grandissima affluenza di pubblico.
Il tee shot, e tutti i 508 metri della buca uno da cui inizia il gioco Francesco Molinari, è seguito da una folla smisurata, gratificata da uno splendido eagles. Esplosione di applausi irrefrenabili. Dai cinque ai diecimila spettatori gli hanno fatto ala nell’intero percorso. Dopo l’Eagles alla uno, Birdie alla due, Par alla tre, alla quattro, e alla cinque, Birdie alla sei, Par alla sette e alla otto, altro Birdie alla nove. Continua così!!! l’incitamento della folla. Si passa alle seconde nove: Par alla 10 e alla 11, birdie alla 12. Un bogey alla 13 per un putt corto sbagliato, mette tutto in predicato. Si riprende Francesco alla 14 realizzando un birdie, ma la sensazione di vittoria che già aleggiava, perde smalto: ora è lotta tra Willet e Molinari.
Narro la progressione, perché tutti gli spettatori in campo sono in apprensione. I quattro colpi di vantaggio che aveva alla 12 su Willet, si sono ridotti a uno anche perché a quest’ultimo è entrato un eagles alla 14. Seguono tre Par, e siamo infine alla 18. Ne esce un finale esplosivo: con il primo colpo entrano entrambi nel bosco, sotto gli alberi; Willet gioco il suo secondo in sicurezza mettendo la palla in fairway, intento a non correre rischi; Molinari con coraggio gioca tra gli alberi il colpo del giorno, e prende il green, seppur lontano dalla bandiera. Ma l’ansia non è finita, con il terzo colpo Willet approccia di precisione vicino alla bandiera, mentre il primo putt di Francesco rimane corto, ancora lontano dalla bandiera. Ora tirano quattro tutti e due. Willet, che l’aveva messa “data”, ha gioco facile, impossibile sbagliare. Se Molinari non imbuca si va al play off. Suspense! Con acquisita freddezza, Francesco la mette in buca da oltre due metri, ed è vittoria! Nulla possono i guardiani, gli spettatori oltrepassano le corde, per osannarlo intorno al green. All’ emozionante esplosione del pubblico, dopo una giornata di tensione al massimo livello, Molinari si concede un gesto liberatorio. Riceve il caloroso abbraccio del presidente della federazione Franco Chimenti, l’apprezzamento del presidente della Lombardia Roberto Maroni, e visibilmente commosso ringrazia tutti i suoi tanti fans.
Francesco Molinari, classe 1982, laurea in Economia all’ Università di Torino, vince l’Open d’Italia 20016 rinnovando il trionfo conseguito dieci anni prima al Castello di Tolcinasco. È Consistente il premio in denaro elargito a tutti i 74 finalisti, Francesco si aggiudica la somma di 500.000 euro. Non è una bazzecola, sono quasi un miliardo del vecchio conio, ma questo è niente a fronte di quant’altro gli sarà riservato dagli sponsor, oltre alla posizione acquisita nel ranking. Della vincita, destinerà 13.000 euro agli sventurati del recente terremoto.                                        Paolo Pilla

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