SENTRY TOURNAMENT OF CHAMPIONS

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IL TORNEO DEI CAMPIONI PGA TOUR

Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo Campo, il “Plantation”, un Par 73 sull’isola di Maui, nelle Hawaii. Erano 34 gli atleti a partecipare, perché ci sono state 3 defezioni tra gli aventi diritto: Tiger Woods, Justin Rose e Phil Mickelson. Della compagine, faceva parte Il fenomeno azzurro Francesco Molinari che apre la sua stagione in America, cercando la leadership in una sfida a tutti i big mondiali, ormai contagiato dal fascino del massimo circuito americano. Dopo aver trionfato in Europa, il 36enne torinese cerca la superiorità anche negli Stati Uniti. Per quanto riguarda gli impegni nell’European Tour, sarebbe suo desiderio partecipare al British Masters, invitato in qualità di ospite del torneo dall’amico Tommy Fleetwood, ma non ha la certezza di poter partecipare, dovendo dare precedenza agli impegni americani. Non potrà tuttavia mancare all’Open Championship, uno dei 4 major che si giocherà in Irlanda del Nord, dove andrà per difendere il titolo. Poi a settembre al BMW PGA Championship a Wentworth, là dove aveva iniziato i suoi trionfi nella passata stagione.
Molinari tornava in campo dopo uno straordinario 2018, ricco del titolo di “World Sport Star of the Year 2018” della BBC, e del Collare d’Oro, la massima onorificenza del CONI.
A difendere il titolo al Plantation Course c’era Dustin Johnson, numero tre mondiale, in un contesto che comprendeva altri sei classificati della top ten, con Molinari settimo, e Brooks Koepka è il numero uno. Montepremi 6.500.000 dollari, con prima moneta 1.300.000.
È da questo evento che i big si son trovati a testare le nuove Regole del Golf.
   Prima manche – i sorteggi fanno subito intuire la giostra di duelli all’ultimo sangue che gli spettatori vedranno in campo. Molinari si trova a condividere il tee di partenza con l’australiano Jason Day, già leader mondiale, mentre il Campione in carica Dustin Johnson se la deve vedere con Bryson DeChambeau. È Kevin Tway , 30enne di Oklahoma, a prendere il comando, con uno strepitoso -7, frutto di 7 birdie puliti. È figlio d’arte Kevin (il padre Bob è stato vincitore di un major). Lo segue a un colpo Dustin Johnson, campione in carica. Francesco Molinari, unico azzurro in gara, ha un avvio rilassato: si mantiene in Par per tre birdie e altrettanti bogey; è 22esimo. DeChambeau ha approfittato del nuovo cambiamento nelle Regole, ha pattato con l’asta della bandiera in sede. Il green era in discesa, e lui ha pensato bene di non togliere l’asta; fu bene, effettivamente lo ha aiutato a imbucare.
   Nella seconda giornata, Gary Woodland, 34enne di Topeka (Kansas), dà la birra a tutti. Con 8 birdie ridotti a 6 per 2 bogey, realizza il secondo 67 (-6) consecutivo, conquista la prima piazza. Molinari chiude le prime nove in par, registra -2 sulle seconde, recupera cinque piazze, è ora 17°. Un costo salato l’errore per Dustin Johnson, Campione in carica: il suo tee shot alla buca 4 finisce nel rough, riconosce come sua una pallina simile, della stessa marca TaylorMade, la gioca, ma sua non è. Due colpi di penalità, risultato doppio bogey.
   Terzo giro – è ancora Woodland a condurre, seppur addolorato dalla notizia della morte della nonna avvenuta la sera prima, a cui era molto affezionato. Impegnato, determinato, costruisce un eagle al par 5 della 15, chiude a -17, tre colpi avanti a Rory McIlroy. L’azzurro conclude il giro in par, per due birdie e due bogey, si trova in 21esima posizione.
   Ultimo round – Sembrava scontata la palma a Woodland, ma nel Golf affiora sempre l’imprevisto. L’incredibile ultimo round di Xander Schauffele (2 eagles, 8 birdie, 1 bogey) lo porta a scavalcare tutti. Alla 18 ascolta la radio, sente che a Woodland non è riuscito il putt, capisce di aver vinto. Copre il giro in 62, undici sotto par, pareggiando il record del Campo. Chiude il torneo a -23, un colpo in meno di Gary Woodland, che termina con un 68 privo di bogey. Francesco Molinari ha concluso la gara con tre birdie e quattro bogey per il 74 (+1). È nono nella graduatoria mondiale.
Con la volata finale, Schauffele, 25enne di San Diego (California), ha ottenuto il quarto titolo in carriera, felice incassa l’assegno di 1.300.000 dollari. È stata questa, la prima gara trasmessa in diretta da GOLFTV.                   Paolo Pilla

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