THE OPEN CHAMPIONSHIP

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Per gli inglesi semplicemente The Open, fuori del Regno Unito, il British Open.

È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro major a essere disputato al di fuori degli Stati Uniti, ha cadenza annuale, si tiene a luglio sui links inglesi o scozzesi, ed è gestito dalla R&A di St. Andrews. L’Open Championship, è il terzo major stagionale, ed è di formula Stroke play. La prima edizione fu disputata nel 1860 al Prestwick Golf Club. Questa, la 146esima, torna a essere giocata qui dopo dieci anni, dal 20 al 23 luglio 2017, al Royal Birkdale Golf di Southport, un par 70 di 7156 iarde (un po’ più di 6 km e mezzo). Detentrice del titolo è la Svezia con Henrik Stenson, trofeo conquistato lo scorso anno al Royal Troon in Scozia. A dire il vero, l’originale della coppa d’argento è dal 1928 che non esce dal Royal and Ancient Golf Club dove è gelosamente custodita. Da allora, al vincitore viene consegnata una copia. Oltre al nome del vincitore, sulla sua base sono incisi i nomi di tutti i vincitori delle precedenti edizioni.
Il record delle vittorie spetta a Jersey Harry Vardon, che ne ha conquistate sei.
Situato sulla costa nord-occidentale dell’Inghilterra, il Royal Birkdale è un posto incantevole: Imponenti dune di sabbia si accavallano con i fairways di questo link, su cui soffia forte il vento del mare d’Irlanda. C’è una casa bianca Art Deco molto particolare sulla 18 battuta dai venti, dove avviene la cerimonia di consegna del trofeo al vincitore.
Tra i 161 giocatori in campo, field di altissima caratura tecnica; c’è il nostro Francesco Molinari, 19esimo nel World Ranking, e il 21enne debuttante Luca Cianchetti, che ha potuto aspirare al British Open, perché ha vinto il Campionato Europeo dei Dilettanti. Entrambi, fiduciosi di fornire una buona prestazione, perché hanno provato a lungo il tracciato, già dal mattino del lunedì.
Alla vigilia non ci sono nomi di qualche certezza su cui puntare, per cui è garantito lo spettacolo.
In casa azzurra, naturalmente, si guarda a Francesco Molinari, apparso in buona forma in quasi tutte le uscite stagionali.
Il montepremi è di 10.250.000 dollari (circa 9 milioni di euro).
    Primo round – i due azzurri, ambiziosamente, rincorrono l’obiettivo più attraente, la Claret Jug. Il dilettante Cianchetti parte alle 10.31, Molinari alle 15.10. Francesco è in coppia proprio con Phil Mickelson, con cui giocò le ultime 18 buche che incoronarono l’americano vincitore all’Open Championship nel 2013 a Muirfield. Il maltempo che caratterizza il primo giro, provoca un sacco di out già al primo tee-shot; proprio tanti, ma c’è anche qualche preziosità: Charley Hoffman, finito nel rough a destra con il suo tee-shot, sarebbe stato felice di iniziare il Campionato con il bogey, e invece, sparando con potenza e precisione dal rough segna un eagles, nonostante il vento che soffia a 25 mph. La giornata iniziale si conclude con dominio statunitense, con tre al comando per 65 (-5): Koepka (un eagle, quattro birdie e un bogey), Spieth e Kuchar (cinque birdie senza bogey).
Francesco Molinari ha una partenza difficoltosa, finisce 90°: In sette buche si è appesantito di cinque colpi per tre bogey di fila, un doppio bogey, poi ancora bogey. Si è in parte riscattato realizzando tre birdie, che gli han fatto recuperare due colpi preziosi. Luca Cianchetti è andato sei colpi sopra par in dieci buche con tre bogey e un triplo bogey; per lui, 122°, ha pesato l’emozione. Non è stato facile neanche per gli altri candidati al titolo, un’ecatombe: il numero uno Dustin Johnson, Rory McIlroy, e Rickie Fowler sono cinquantasettesimi con 71 colpi (+1), lo spagnolo Sergio Garcia e l’americano Phil Mickelson hanno lo stesso score di Molinari.
    -seconda giro. Come da previsione, la giornata di oggi, in cui c’è il taglio, è molto brutta, raffiche fino a 40 mph. Jordan Spieth ha attaccato con pioggia, vento e freddo, e tuttavia ha conquistato la leadership con 134, -6. Ha due colpi di margine su Matt Kuchar. I due italiani, forse non temprati a tanto maltempo, sono purtroppo usciti al taglio: Francesco Molinari, 90° con 147, e il dilettante Luca Cianchetti, 131° con 151.  Molinari è rimasto in partita per nove buche in cui ha segnato un bogey, poi la sequenza bogey-doppio bogey alla 10 e alla 11 è stata decisiva per la sua uscita. Dopo un altro bogey alla 14, l’orgoglio gli ha fatto fare birdie alla 17, ma è tardi ormai, termina in 74 (+4). Cianchetti, ammesso al torneo per aver vinto il Campionato Europeo Amateur nel 2016, ha segnato un birdie, cinque bogey e un doppio bogey per il 76 (+6). Escono al taglio anche Patrick Reed, 99°, e Phil Mickelson, 123°. Ha invece fatto una decisa rimonta Sergio Garcia, da 90° a 24°. Potrebbe essere fuori della corsa al titolo, il leader mondiale Dustin Johnson, e con lui Jon Rahm, Adam Scott, e Martin Kaymer. Jordan Spieth, vincitore di due major, ha fatto qualche errore di troppo sui green, ma è stato efficace con un eagle, tre birdie e quattro bogey per il parziale di 69 (-1).
    -terzo giro: con un 65 di giornata, allunga il passo lo statunitense Jordan Spieth, segnando cinque birdie senza bogey. È a tre colpi di vantaggio sul connazionale Matt Kuchar, a sei da Brooks Koepka. Fa giro record Branden Grace, che con un gioco impeccabile in ogni parte del campo, realizza otto birdie, lo score più basso di tutti i tempi in un major.
    – ultimo round: è il grande trionfo di Jordan Spieth: con 268 colpi (65 69 65 69, -12), vince il terzo major stagionale.  Il texano di Dallas si è lasciato alle spalle Matt Kuchar, che gli aveva creato non poche difficoltà su almeno tredici buche. Al terzo posto, il cinese Haotong Li, rimasto a lungo in attesa con la speranza del playoff, di cui in realtà non c’è stato bisogno. Dopo essere stato in vetta per tre giri, Jordan Spieth non ha un buon avvio: Altalenante! Alla 13, con un infelice drive manda la sua palla tra i cespugli, da dove ha difficoltà: occorrono 20 minuti per trovare il giusto posto di droppaggio, eseguito a 120 metri dal fairway. Segna un bogey, e Kuchar lo sorpassa. Da quel momento, Spieth dice basta! E inizia a dare spettacolo: birdie-eagle-birdie-birdie, il rivale è fuori gioco, nonostante si stesse esprimendo molto bene anche lui. Strepitoso l’eagles messo a segno alla 15. Con il parziale di 69 (-1) per entrambi, Spieth conquista il suo terzo major, che segue il Masters e l’US Open. Ora c’è il Campionato americano, in agosto, per portare a compimento il grande slam, come l’orso duro, l’indimenticabile Jack Nicklaus. Jordan Spieth si è dimostrato un grande campione, di grande forza mentale, il campione di golf dell’anno. Solleva con sorriso dolce la Claret Jag, intasca 1.419.777 sterline, ora è forte il pensiero per il grande slam.
Rilevante è stato il numero degli spettatori che hanno assistito al torneo: 235.000!!! Un record.           Paolo Pilla

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