A TREVISO LA COPPA DEL MONDO DEL TIRAMISU’

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Con la pizza e gli spaghetti, il Tiramisù è simbolo del nostro Paese. Certamente, questo grande classico della pasticceria, è il dolce al cucchiaio più conosciuto al mondo. Sono ben 23 le lingue in cui trova spazio: si dice che in Cina sia la parola italiana più nota. Nei ristoranti italiani difficilmente manca nella lista dei dessert.
Fonte di diatribe tra varie regioni italiane sulla paternità, è preparato con sfumature diverse nei componenti, perfino con qualche frutto come le fragole, o le ciliegie, o altro, e con biscotti diversi dai canonici savoiardi cari alla nonna. Sostanzialmente però, gli ingredienti sono semplici: uova, caffè, savoiardi, cacao in polvere e mascarpone.
Organizzata dalla Twissen, ecco la prima edizione della “Coppa del Mondo di Tiramisù”, una due giorni che nel fine settimana appena trascorso, ha allacciato la “Marca Gioiosa et Amorosa” in una ondata di cortese aroma, facendola diventare la capitale del dolce italiano prediletto.
Un numero da capogiro i 720 aspiranti masterchef al lavoro sul famoso dessert. “Una partecipazione che ha dell’incredibile”, ha commentato il sindaco di Treviso Manildo in coro con l’assessore regionale Caner.
Se la paternità dello storico “tiramesù”, è da più parti vantata, la nascita a Treviso è documentata, e sopratutto la città ne è la capitale morale, per averlo portato a così tanta attenzione.
E c’è anche un risvolto politico, a uso delle telecamere. Un battibecco tra Laura Puppato eurodeputato PD, e Luca Zaia presidente del Veneto: la Puppato ha accusato Zaia di aver permesso lo scippo del riconoscimento a Treviso della paternità del tiramisù come “Prodotto tradizionale”, per non aver presentato tempestivamente la domanda al Ministero, fatta invece dal Friuli.
Sei le località che in contemporanea, a batterie, e a intervalli regolari di due ore, hanno ospitato sabato i pasticceri dei 720 Tiramisù: il Castello di Roncade, Villa Emo a Fanzolo, la Rotonda di Badoere, il centro di Conscio, il BHR Hotel a Quinto, e la Tenuta Astoria a Refrontolo. Il massiccio impiego di uova, caffè, savoiardi, cacao in polvere e mascarpone non poteva essere appannaggio esclusivo della giuria, ne ha quindi goduto anche il pubblico, ma a distanza, per non distrarre i pasticceri. Dopo la scrematura del sabato, 48 si sono presentati alla finale di domenica, divisi tra i sostenitori della ricetta originale e chi ha preferito una variante creativa. La finalissima, che avrebbe dovuto avvenire sotto la “Loggia dei Cavalieri”, ma che per la pioggia si è giocata nel salone della Camera di Commercio di Treviso, ha promosso il primo “Campione del Mondo di Tiramisù”.
È di un bellunese, Andrea Ciccolella di Feltre, Il miglior Tiramisù uscito dalla kermesse trevigiana. Ispirato alla tradizione, ha messo nella terrina la miglior crema di mascarpone, con il giusto grado di bagnatura dei savoiardi. Ha utilizzato i semplici ingredienti usati nella ricetta pensata da Roberto Linguanotto negli anni Settanta, allora chef al ristorante “Le Beccherie”.
Presentata da Moreno Morello di “Striscia la Notizia”, è stata una grande festa questa rassegna nata dal progetto “Sile, Oasi d’Acque e di Sapori”, che vede riuniti i nove comuni rivieraschi del Sile. La sfida è già in cantiere per il 2018, nel coinvolgimento di Giappone, Russia, e USA.                    Paolo Pilla

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