TWENTY DOUBLE CUP

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LA RYDER CUP VENETA

Speciale, trascinante!! L’idea di questi incontri nasce al Golf Jesolo un anno fa, a conclusione di una gara in cui partecipavano due gruppi di amici, tra loro una frequente amichevole conflittualità, sul dedicarsi, in chiaro clima goliardico, l’epiteto di maldestro golfista. In quel frangente, si gettarono le basi della competizione, che ricorda da vicino la più grande manifestazione al mondo del Golf: la Ryder Cup. E l’avvio della tenzone ebbe luogo lo scorso anno 2016, al Golf Villa Condulmer, tra i due gruppi antagonisti subito formatisi: la squadra Red e la Blue. Il sopravvento fu per i Blue, ora c’è il ritorno, e il confronto si fa a Cà della Nave. È conflitto animoso, ma è gaio, tra gente che sa esprimere entusiasmo. Allora è interessante conoscere com’è strutturato, decisamente complicato, a volte curioso:
-Due squadre di 20 giocatori ciascuna, contraddistinte rispettivamente dai colori Rosso e Blu
-Due le gare a coppie: una Greensome, e una Quattro Palle, giocate in match play
-Ogni squadra sceglie il proprio terreno di gioco
-I Capitani, coadiuvati dai propri vice, scelgono i giocatori, e decidono la formazione delle coppie, valutando gli atleti secondo la più espressa adattabilità all’una o all’altra partita
-Fissare il luogo dell’incontro non spetta alla squadra vincente bensì, in via avvicendata, con ordine alterno
-L’hcp di gioco è rappresentato dai 9/10 di quello esatto
-L’abbinamento dei team in opposizione non è determinato dagli hcp similari, è invece a scelta del capitano sfidante
-Il pareggio nel match rappresenta vittoria per la squadra detentrice del titolo, cosicché questa viene ad assumere una possibilità in più rispetto alla sfidante. (non ha perso, infatti, la tenzone!)
-Il trofeo è una splendida grande coppa, cui viene inserita la targa della squadra vincente, che rimarrà a disposizione, esposta nel Club cui fa riferimento, fino al successivo incontro
-L’orario di partenza dev’essere strutturato in modo che il gruppo sia compatto, che la conclusione del gioco permetta di stare assieme, senza troppo lunghe attese
-I giocatori che intendono far parte di una delle squadre possono provenire da qualsiasi Circolo, e saranno accettati con il placet del Capitano; devono essere dilettanti, non sono ammessi giocatori scratch.
Oltre a queste regole tecniche, la manifestazione si appoggia su altri precetti che fanno capo a generosità, eleganza, e brio, che in parte si manifestano nella conclusiva ritualità:
– L’impegno inderogabile è di presenziare alla premiazione, e di partecipare alla cena conclusiva, salvo gravi, inderogabili motivi
-Ogni squadra deve avere al suo interno almeno due signore (spiccata italianità)
-Il capitano della squadra sconfitta deve farsi carico di un numero di bottiglie magnum di eccellente Prosecco, tale da poter continuare a mescere durante la cena, a titolo reverenziale, ai giocatori della parte antagonista vittoriosa; e poi di fiori per le dame, e ancora, di congruo numero di ProV1 da distribuire ai vincitori (economicamente impegnato, il Capitano!!)
-Pezzo forte, il rito cosiddetto dell’UMILIAZIONE, messo in atto da parte della squadra sbaragliata: Il capitano di questa consegna in modo celebrativo la coppa all’omologo della squadra trionfante, con successivo inchino, e bacio dell’anello; ogni giocatore sconfitto indossa la medaglia al collo dell’avversario vittorioso (tutto coreografico, e coinvolgente).
Scaturita, come dicevo, dall’abitudine di prendersi bonariamente in giro, c’è l’intento di farsi vanto della vittoria, e indirizzare sfottò ai perdenti per l’intero anno (previsto dallo statuto). Capitano dei Red è Carlo Rozzino (Golf Jesolo), ideatore della formula con Nicola Grassetto (La Montecchia), capitano dei Blu nonché mio mentore, cui devo l’apprendimento di siffatti precetti, che in verità mi hanno immediatamente incuriosito e divertito.
Curatissime le divise con polo e cappellino rossi e blu, e con inserito il logo.
Ore 12,30 – parte la Greensome, a seguire, ore 13.30 la Fourball, nei reciproci auguri di “buon Golf”, talvolta con sguardo sornione.
Di buon auspicio la giornata, che non poteva essere più buona: un bel sole, una debole brezza sempre gradevole, ottima temperatura (21/22°). Il Campo, lieto di ospitare questa simpatica gara, regala le sue condizioni migliori.
            Ho seguito la gara per qualche tratto, trovando sempre giocatori corretti e sorridenti. C’è stata anche una “hole in one”, alla buca 8, Par 3 di 152 mt per gli uomini e 119 per le donne, buca magari non tanto difficile, ma il cui arrivo in green è messo in predicato dai due bunker vogliosi di accogliere la pallina nella loro morbidezza, e dall’ostacolo d’acqua che lo avvolge per metà. Fare buca in uno, chi ha provato, sa quanto metta euforia, e la bella signora che ha fatto l’impresa, Paola Mària, (in fotografia), quella gioia l’ha tenuta dipinta in volto almeno fino a conclusione della giornata. Dico almeno, perché sono certo che l’immagine della palla che svanisce nella buca, seppur vista malamente da lontano, rimane impressa per un bel po’! Complimenti Paola.
Alla fine, la vittoria è andata agli sfidanti, ai Red, per 6 e mezzo a 3 e mezzo: nella Greensome 4 match ai Red e 1 ai Blue, nella Foursome 2 ai Red, 2 ai Blue, e 1 pareggio. Seppur cocente, la sconfitta è stata accettata di buon grado dai Blue, che si sono totalmente sottomessi nel rito dell’umiltà.
Tutti contenti, di allegria era impregnata la sala che ci ospitava, a conferma della bontà della forma di gioco. Mi è stato poi detto che il prossimo incontro sarà in ottobre, di nuovo a Villa Condulmer, cosa che fa supporre la costanza nella scelta dei terreni della disfida.         Paolo Pilla

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