U.S. 2016

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U.S. Open 2016 –Il primo major di Dustin Johnson
È stato grande Dustin Johnson, il 26enne neo Campione U.S. Open nel secondo major stagionale giocato dal 16 al 19 giugno a Oakmont in Pennsylvania. Se lo è meritato il rilevante successo, il più importante sul PGA Tour (-4 sul Par), con tre punti di vantaggio sul terzetto che lo tallonava: l’americano Jim Furyk, già vincitore dell’U.S. Open nel 2003, migliore di giornata per aver segnato un eccezionale 66 da cinque birdie e un unico bogey; l’altro americano Scott Piercy vincitore 2015 del Campionato Barbasol in Alabama; l’irlandese Shane Lowry, che nel 2015 ha trionfato nel WGC-Bridgestone superando Bubba Watson di due lunghezze. A conferma che nell’U.S. Open sono tante le difficoltà insite, a brutalizzare anche i più grandi, questi quattro sono stati gli unici giocatori a chiudere sotto il Par. Significativo, però, è stato anche il maltempo.
Ricco il montepremi: 10 milioni di dollari, con prima moneta di 1.800.000. Unico azzurro in gara, il veronese Matteo Manassero, che torna così a disputare un Major.
La giornata iniziale dell’US Open a Oakmont ha avuto vero protagonista il maltempo: Dei 156 giocatori iscritti, solo 78 son riusciti a partire, appena nove dei quali son riusciti a raggiungere la club house. Manassero è partito alle 7,40 ora locale (ore 13,40 italiane), in team con l’austriaco Bernd Wiesberger e lo statunitense Daniel Berger, vincitore la scorsa settimana del St. Jude Classic. Non si può dire che gli sia andata troppo bene la giornata, ha concluso a +6, oltre la centesima posizione.
Il secondo giorno si è avuto un avvio in forte ritardo per le difficoltà dovute al cattivo tempo delle ventiquattrore precedenti, e ha trovato Dustin Johnson al comando con (67 69). Alle spalle di Johnson, il trentasettenne americano Scott Piercy e lo spagnolo Sergio Garcia (-2). Per effetto dei gravi problemi sulla classifica, (molti giocatori non hanno potuto concludere), a Manassero la situazione è anche stata favorevole, facendolo trovare ora al 72esimo posto (giusto un colpo sotto il taglio).
Nella terza giornata l’Open ha continuato ad avanzare in ritardo, con 25 giocatori che di nuovo non riescono a completare il giro. Pure Manassero, 51° nel parziale, si è dovuto fermare alla 14, con +8. In vetta del giorno, l’irlandese Shane Lowry con – 5, anche lui non ha potuto però andare oltre la 14ª buca. Dustin Johnson, al terzo posto con -2. Leader di giornata il sudafricano Branden Grace. Matteo Manassero ha chiuso il secondo giro in 70 colpi (par), ha recuperato, e ha superato il taglio. È poi partito per il terzo giro dalla 10, rimanendo in Par per 9 buche con un bogey e un birdie, Par sciupato dalla successiva sequela, birdie-doppio bogey-bogey, che gli ha fatto perdere due punti.
Importanti giocatori, sfortunati nei tempi della partenza, hanno subito il taglio. Ha rischiato perfino il numero al mondo, l’australiano Jason Day.
Ultimo giorno: Impeccabile il giro disputato da Dustin Johnson, con tre birdie e un bogey: Ha chiuso la gara con un super birdie, felice di poter aggiungere un major nell’albo d’oro, ha baciato il Putter che gli è stato amico. Appena terminato, ha stretto In un grosso abbraccio il figlio e la moglie visibilmente commossi. Era anche incappato in un’irregolarità durante il giro, alla buca 5, che gli era costata un colpo di penalità: Dopo che si era addressato sul green, c’è stato un millimetrico spostamento della palla, chiaramente non a lui attribuibile anche all’ingrandimento. Tuttavia lui aveva appoggiato un po’ prima il bastone sull’erba di lato alla palla, e questo gli è costato il ruling sfavorevole. Alla consegna dello score, Dustin ha comunque accettato la penalità, senza discutere, con gran signorilità.
Con questo successo, e i suoi nove top ten dei 14 disputati nella stagione, Johnson ha già guadagnato cinque milioni di dollari. È salito al terzo posto nel world ranking con punti 9,65, dove primo rimane Jason Day (p. 13,36). Avrà l’esenzione dalla Carta nel PGA Tour per cinque anni, per i prossimi dieci potrà partecipare all’US Open, per i prossimi cinque agli altri 3 Major, e al The Players Championship. Insomma, gli cambia la vita.
Al nostro Manassero, unico azzurro in gara, direi che è andata bene 46° (+10, 76 70 71 73). Si è lasciato alle spalle giocatori fortissimi come McIlroy, Watson, Rose, Mickelson, Fowler. L’ho conosciuto giovane, Matteo, ricco di promesse; ha avuto un tempo di incertezze non sempre facilmente a cosa ascrivibili. Ora sembra, ed è nostro auspicio, di vederlo tornare al suo straordinario gioco. La bella figura all’U.S. Open gli farà certamente ritrovare fiducia.                    Paolo Pilla

 

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