U.S. OPEN CHAMPIONSHIP 2019

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È il terzo major stagionale americano, ha luogo a Pebble Beach Golf Links in California, una delle maggiori sedi di Golf nel mondo.
Sono due gli azzurri a disputare questo importante torneo. Francesco Molinari è affiancato da Renato Paratore, il giovane romano che disputa il suo primo major in carriera. Paratore ha infatti superato la dura prova selettiva per essersi qualificato. Si era fatto trovare con le armi ben oliate, a dar battaglia su 36 buche nello stesso giorno, in Inghilterra, sui due impegnativi percorsi del Walton Heath e del Walton on the Hill, entrambi par 72. Una battaglia pesante che è riuscito a vincere, dopo uno spareggio con altri quattro concorrenti. Una gran bella soddisfazione per lui che, a 20 anni ha vinto il suo primo torneo sul tour europeo, il Nordea Masters.
L’evento in cui sono protagonisti Francesco e Renato è rilevante, metterà in palio non solo il titolo, ma anche la leadership mondiale. “Chicco”, tornato numero sei del world ranking come nel precedente PGA Championship, gioca i primi due round al fianco di Brooks Koepka, numero uno, vincitore delle edizioni 2017 e 2018 della competizione. Il capitolino, debuttante in un Major, gioca i primi due giri con un inglese e uno statunitense.
Per i bookmaker sono Brooks Koepka e Dustin Johnson ad avere i favori del pronostico. Il primo punta a uno storico tris di successi consecutivi per eguagliare il record firmato nel 1905 dallo scozzese Willie Anderson. Il secondo sogna di riprendersi il trono mondiale in una competizione già vinta nel 2016. Tiger Woods insegue il poker di successi su un percorso che nel 2000 lo ha visto polverizzare ogni record in un Major, vincendo con quindici colpi di distacco dai secondi classificati Miguel Angel Jimenez ed Ernie Els. Woods punta anche all’82ª vittoria sul PGA Tour, per uguagliare Sam Snead, recordman di successi sul massimo circuito americano. Phil Mickelson, il mancino di San Diego che ha collezionato sei secondi posti, ha ora un’altra occasione per coronare il Grande Slam. Per finire c’è anche la corsa alla FedEx Cup, con in campo 25 dei 30 migliori giocatori.
Il percorso richiede abilità sia nel tiro lungo sia di precisione intorno al green. Sono 156 i giocatori a partire, tra questi anche 14 amateur. Il montepremi è grosso, 12.500.000 dollari.
Sponsor è la stessa Rolex, che nel 1967, presidiava la sfida tra gli amici e rivali Arnold Palmer, Jack Nicklaus e Gary Player, chiamati The Big Three, che sono stati la chiave della modernizzazione di questo sport. Ora avanza la Nuova Guardia, giovani giocatori di Golf abili e ambiziosi, sulle orme di Spieth. La Rolex intende tenerli sotto osservazione, desiderosa di incentivarli.
   -Di gran ritmo, è Justin Rose a raggiungere il vertice nel primo giro, con 65 (-6), seguìto a ruota da Fowler, Schauffele, Oosthuizen e Aaron Wise. Per Rose, apparso in grande spolvero, un eagle, cinque birdie e un bogey. La cabala gli è favorevole: Per 21 volte, infatti, i leader delle prime 18 buche hanno poi conquistato il successo. Molinari ha un ottimo avvio con tre birdie in sette buche, poi trova un bogey, e chiude con il quarto birdie; è ottavo con 68 (-3). Koepka, Campione in carica, è un po’ indietro 16°: dopo un grande inizio per 4 birdie in sei buche scende di ritmo, accusa tre bogey. Tiger Woods 28°, fa tutto in quattro buche con la sequenza birdie-doppio bogey-birdie-birdie, per poi dar corso a 14 par. A meno di miracoli, sfuma l’occasione del Grande Slam per Mickelson, 58°. Paratore parte dalla buca 10 con un doppio bogey, paga l’emozione di trovarsi tra l’élite mondiale. Non perde tuttavia la calma, anche se non può evitare di accusare altri due bogey dopo il giro di boa; è 116° con 75 (+4).
   -Con un 65 (-6) Gary Woodland sorpassa Justin Rose nel secondo giro. Una prestazione molto tonica fatta di sei birdie senza bogey, gli fa assumere il comando. Anche per lui c’è la cabala favorevole: per 41 volte i leader dopo 36 buche hanno vinto l’US Open. Insomma, basta crederci! Francesco Molinari scende dall’ottavo al 19° posto: ha iniziato dalla buca 10, ha condotto metà tracciato con un bogey e un birdie. Nel rientro con due birdie si è trovato nelle primissime posizioni, ma le ultime due buche gli sono state nemiche. Un doppio bogey e un bogey hanno fatto 72 (+1), punendolo oltre misura. Esce al taglio Renato Paratore, al suo primo Major; gli resta un’esperienza certamente utile per il futuro. Qualche passo indietro Tiger Woods, 32°: problemi col putter; crollo verticale di Rickie Fowler, da secondo a 45°.
   -Nel terzo giro terminato a notte italiana inoltrata, Gary Woodland con il (-2) di giornata tiene a bada gli avversari, si conferma al comando, proverà a conquistare il primo Major della carriera; sono aumentate, secondo la cabala, le sue probabilità di vittoria, perché sono stati 52 i leader dopo tre turni (contro i 41 del secondo) ad alzare il trofeo. A un solo punto di svantaggio viaggia l’inglese Justin Rose, il più accreditato nella sfida, che sembra trovarsi nelle condizioni migliori. Ma attenzione a Koepka, Campione in carica, a caccia del terzo successo successivo; ha alimentato le sue speranze portandosi dal sesto al terzo posto con 206 (-7). Francesco Molinari chiude il terzo giro a (-2). Nonostante il doppio bogey alla 7, guadagna un paio di posizioni, sale al 17° posto. Tiger Woods va in altalena, con cinque birdie e altrettanti bogey per il 71 del par. Ha colto 10 fairway su 14, undici green su 18 e ha avuto bisogno di 30 putt; risale di 5, è 27°.
A tirare le somme dopo 54 buche, troviamo una lunga lista di chi è ormai fuori gioco o deluso.
   -Il giro finale. La cabala si è legata ben due volte a Gary Woodland, che ci ha creduto. È lui a imporsi vincitore del terzo Major stagionale, con uno score di -13. La seconda piazza è per Brooks Koepka con -10, unico a contrastare pesantemente Woodland; la terza va a Xander Schauffele -7.
Francesco Molinari chiude 16esimo con -3, la miracolosa rimonta non arriva: parte bene, quattro birdie anche imbucando un’uscita dal bunker, ma incappa in doppio bogey alla 9; nelle seconde fa tre bogey e due birdie. Ad appesantire il punteggio finale giocano un ruolo il doppio bogey alla 8 del secondo giro, e alla 7 del terzo. Andamento onorevole ma sfortunato, chiude in 16esima posizione; si può comunque confermare che Chico rimane tra i più forti.
Anche Tiger Woods (-2), ha fatto un discreto torneo, seppur con alti e bassi: va in sofferenza nelle prime, poi si riprende, chiude 21esimo.
Più che meritata l’affermazione di Woodland: a parte il primo giro vinto da Justin Rose, l’americano è sempre stato in testa. Nell’ultimo giro tiene costantemente a bada Koepka, conquista di forza il primo Major della sua carriera
Lo splendido scenario in cui si è giocato, unito al grande spettacolo fornito dai giocatori, conferma il link di Pebble Beach, uno dei più bei Campi d’America, e l’US Open un grande Major.
            Paolo Pilla

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