U.S.Pga Championship 2015

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E’ questo l’ultimo dei quattro tornei major, soprannominato “l’ultima occasione per la gloria”. Oltre ad essere nel PGA Tour, il torneo, nella sua  97esima edizione, fa parte anche dell’European Tour”. Si è giocato dal 13 al 16 agosto, in un posto speciale degli Stati Uniti d’America, il Whistling Straits, situato nel Wisconsin.  Il Campo è un link a 36 buche molto particolare, che riproduce quelli irlandesi. Abbracciato dal lago Michigan per 3 km su otto buche, con improvvisi forti venti, sembra essere sul Mare del Nord. Progetto di Pete e Alice Dye, gode di un resort decisamente lussuoso. E’ molto cara la frequentazione del Campo, (385 dollari, più 65 per il caddie che è d’obbligo). Par 72, con oltre 7.000 mt di golf difficile e impegnativo; fiero dei suoi tre ponti in pietra, ha green ampi e ondulati, bunker molto profondi. Su di una superficie di 230 ettari sono disseminati oltre 1000 bunker, alcuni piccolissimi, altri lunghi fino a 300 mt. Tocco finale nell’essenza del Campo, un gregge di pecore razza Scottish Blackface con la loro brava campanella al collo, che brucando l’erba del rough aiutano nella manutenzione del verde, oltre a dare una  maggior sensazione di trovarsi all’interno di un links scozzese. E’ la terza volta che il Campo ospita il campionato, in palio 10 milioni di dollari. La selezione dei partecipanti soggiace a criteri severi. Sono ammessi: – a vita gli ex vincitori di tutti i PGA Champions, – i primi assoluti degli ultimi cinque US Open, – Masters, e – Open Champions, – il Senior PGA Champions in carica (“Colin Montgomerie”), – i 70 leader nella classifica ufficiale di denaro, – i membri europei e americani delle squadre Ryder Cup 2014. Un vaglio rigoroso, che per di più non ammette i dilettanti. E’ qui che nel 2020 avrà luogo la Ryder Cup.
Dopo un mese dall’aver subito un infortunio alla caviglia, McIlroy era caparbiamente proteso a difendere il titolo conquistato la scorsa stagione, che gli fece intascare 1.800.000 dollari. Per Jordan Spieth, che aveva trionfato nei primi due Major, il sogno del Grande Slam si era infranto con il British Open a St. Andrews, sopraffatto da un grande Jack Johnson. Con la perfezione del suo gioco corto era tuttavia tra i favoriti, e sarebbe comunque stata  cosa grande portare a tre le  vittorie di Major in un anno. Francesco Molinari è l’unico italiano a partecipare. Tiger Woods, che ben 4 volte ha fatto suo il torneo, non molla e ci ritenta con la 18ª presenza. Un po’ di cronaca:
Giovedì 13 prima giornata – L’azzurro parte con buon piglio alle 8.25 locali, sulla scia di Tiger Woods che gli apre la strada 10 minuti prima. Rory McIlroy, dopo l’infortunio alla caviglia, è tutto teso a difendere il titolo, Jordan Spieth è compresso ma altalenante. Dustin Johnson, con 5 birdie e un eagles, conclude le 18 buche del giovedì, e resta leader.
Venerdì 14 – Nel secondo round succede di tutto: disastroso il Par 3 della buca 7 per John Daly, che per tre volte manda la palla nel lago Michigan dove poi scaraventa con stizza anche il suo ferro, finendo a (+10), e compromettendo così la stagione. Simpatica la scena di recupero dell’attrezzo da parte di un ragazzino sbucato prontamente con una barchetta: lo innalza come trofeo. E ora il maltempo: Una tempesta scatenatasi con raffiche fino a 80 Km/ora impone la sospensione della partita, ne viene rinviata la conclusione alle 7 dell’indomani. La gloria della giornata è per il giapponese Hiroshi Iwata, che ha stabilito il record del Campo nel campionato, con 63 colpi (-9). Soddisfazione per Francesco Molinari che alla 11 ha fatto Eagles, mandando la palla in buca con un tiro dal bunker. L’interruzione non gli permette però di finire la gara, rimane al 24° posto. Potrebbe migliorare, avendo ancora 5 buche a disposizione, ma così purtroppo non sarà. Tiger Woods non supera il taglio, e assieme a lui altri grandi nomi.
Sabato 15 – Nella conclusione del percorso sospeso ieri per maltempo, Molinari colleziona tre bogey, che lo fanno scendere al 50° posto; si riprende nel terzo round, e risale di 14 posizioni.  L’australiano Jason Day, con (-15) sale in vetta all’US PGA Championship, seguito da Jordan Spieth; Rory McIlroy è 17°. Situazione che lascia spazio a tante possibili conclusioni, Dey e Spieth giocheranno in coppia la finale di domani.
Domenica 15, la conclusione – Francesco Molinari che aveva fatto bene nel giro di apertura e fino alla sospensione per il maltempo, è vittima di cinque bogey sulle ultime dieci buche e scivola al 54° posto. Non gli sono mancati, tuttavia, momenti brillanti. Jordan Spieth, classificatosi secondo con 271 colpi, (-17), è divento il numero uno mondiale togliendo la palma al nordirlandese Rory McIlroy 17° con 279 (-9), che reduce da un infortunio alla caviglia, non è stato in grado di difendere il titolo. Con 268 colpi (-20), il 27enne australiano Jason Day si aggiudica il 97° US PGA Championship, il suo primo major in carriera. Realizza il punteggio più basso di tutti quattro i major, il suo nome è inciso sulla enorme coppa Wanamaker-Trophy, si porta a casa  un assegno di 1.800.000 dollari. Un pianto dirotto di gioia e commozione ha accompagnato il suo ultimo putt, un fragoroso applauso l’abbraccio alla sua figlioletta.              Paolo Pilla

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