WGC BRIDGESTONE INVITATIONAL

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IL TERZO DEI QUATTRO EVENTI DEL MINI CIRCUITO MONDIALE “WORLD GOLF CHAMPIONSHIP”

È Francesco Molinari a godere il favore degli spettatori. Lo divide con il leader mondiale Dustin Johnson, che di WGC ne ha già conquistati cinque. Anche Tiger Woods, riemerso grazie alla bella prestazione nell’Open Championship, è atteso con curiosità; è per lui l’attenzione dei presenti. È fiducioso, questa contesa l’ha vinta ben otto volte, evidenti sono anche le speranze dei suoi fans.
Il Bridgestone è il terzo dei quattro eventi del Campionato di Golf del mondo, l’ultimo sarà l’US PGA Championship. Oggi Molinari si presenta con le massime referenze: In meno di due mesi ha vinto un major (US Open), un torneo sull’European Tour (BMW PGA Championship) e uno sul PGA Tour (Quicken Loans). Tre trionfi, che hanno proiettato il campione torinese al sesto posto del ranking mondiale. È di sprone per tutti gli altri azzurri, si trova nella lista dei favoriti.
Siamo in Ohio, ad Akron, sul percorso del Firestone CC (par 70), in una partita che si presenta di grande caratura tecnica e agonistica, il montepremi è di 10.000.000 di dollari. A difendere il titolo, è il giapponese Hideki Matsuyama, che non è, però, in grande forma. A seguirlo nel ranking sono Justin Rose, Justin Thomas e Brooks Koepka.
La formula del circuito non prevede tagli, i settantuno partenti correranno tutti fino a domenica.
   L’avvio – Campo in perfette condizioni, è Ian Poulter a prendere il sopravvento. Con un gioco di grande levatura riesce a destare l’interesse del capitano europeo Ryder Cup Thomas Bjorn. Supera nel finale Kyle Stanley, che è stato al comando per quasi tutto il giorno; gira il primo round in sessantadue colpi (-8). Prende le distanze da tutti. Dietro di lui gli americani Rickie Fowler e Kyle Stanley, con (-7). Tiger Woods non delude le attese dei suoi fans, anche se, per sua ammissione, non ha dato il meglio, è 14esimo (-6). È in forma, seppure in un giro caratterizzato da qualche imprecisione, alla fine ha fatto quadrare i conti. Jim Furik sta pensando di farlo giocare la Ryder Cup di Parigi, affidandogli il ruolo di vice-capitano del team USA. Francesco Molinari, reduce dalla settimana sabbatica che si è goduto andando in vacanza con la famiglia dopo la vittoria di Carnoustie, inizia in sordina, subisce quattro bogey. Con addosso gli occhi di tutti s’impenna, quattro birdie li annulla, e raggiunge il par. Termina tuttavia nella parte bassa della classifica, è 46esimo. Un po’ attardato è anche il numero uno mondiale, Dustin Johnson, 39° con 69 (-1).
Sul cappellino di tutti i giocatori oggi, e lo sarà per tutto il torneo, è attaccato un nastrino giallo: manifesta un pensiero a Jarrod Lyle, il 36enne australiano che sta giocando la sua ultima buca, colpito per la terza volta dalla leucemia, malato terminale.
   La seconda giornata vede Molinari ancora in bassa classifica, 53° (+2) di giornata. Al comando un trio, due inglesi e uno statunitense: Ian Poulter, raggiunto dal connazionale Tommy Fleetwood artefice del miglior score di giornata con sessantatré colpi, e dal prodigioso americano Justin Thomas. Tutti e tre puntano al titolo. Gli occhi di Thomas Bjorn, capitano europeo, puntano ancor più su Poulter, che agogna di partecipare alla Ryder Cap. Dustin Johnson non riesce a decollare, Tiger Woods, sempre più tonico, ha guadagnato quattro posizioni. Con un (-2) di giornata sale al decimo posto, e nelle sue parole c’è molto di propositivo. Per Dustin Johnson, al vertice mondiale, proprio non ce n’è. Sta ormai pensando al major (US PGA Championship) della prossima settimana. Quanto a Molinari ha avuto fasi alterne: 3 birdie e 5 bogey. Era in par alla sedici, poi due bogey in chiusura lo allontanano. 
   Il terzo round è patrimonio di Justin Thomas. C’era da aspettarselo, spicca il volo, inseguito dal nordirlandese Rory McIlroy, e l’inglese Ian Poulter. È un fuoriclasse Thomas, gira in 67 colpi, sale al comando a quota -14, con tre lunghezze dagli inseguitori. Francesco Molinari resta indietro. C’è un risveglio dell’australiano Jason Day, che con 10 colpi sotto il par conquista il quarto posto. È Rickie Fowler, che realizza il miglior giro di giornata: in 65 colpi, recupera 20 posizioni, sale a -8. Tiger Woods perde quota, con un giro in 73 colpi scende in 28esima posizione. Francesco Molinari, ancora indebolito dall’impegno profuso nello storico trionfo del British Open, fa doppio bogey alla 18, chiude in par, costretto a conservare l’alta posizione: è 57° a quota +2.
   E siamo alla resa dei conti.  Com’era ormai nell’aria, è quello stupefacente Justin Thomas a dominare. Con un totale di (-15), si impone con ampio margine, quattro lunghezze dall’inseguitore. Al secondo posto si è portato il trentenne americano Kyle Stanley (269, -11), il numero uno mondiale Dustin Johnson è terzo, grazie a una volata finale in (-6), miglior punteggio del giro. Francesco Molinari riesce solo ora ad alzare un po’ la testa, grazie a un parziale di 69 (-1), stesso score di Sergio Garcia: Ha affrontato il giro con un buon gioco, attua una buona rimonta, dal 57° risale al 39° posto. Delude Tiger Woods: ha ceduto nel weekend, è decimo; dopo due bei giri d’avvio, ci si aspettava di più da lui. Incappa due volte nel 73 (+3), finisce al 31° posto in par.
Non ha faticato per vincere Justin Thomas, gli inseguitori sono crollati, toccherà a lui difendere il titolo nell’US PGA Championship. Ha 25 anni, è il più giovane a imporsi in un major, in un WGC e nella Fedex Cup. Dalla terza sale alla seconda posizione nel world ranking, in cui Molinari conserva il sesto posto. Fa ritorno a casa con in tasca un bel gruzzolo, un assegno di 1.700.000 dollari. Paolo Pilla

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