XIX ENOCONEGLIANO – Concorso Enologico Regionale

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Attuato sotto l’egida del Ministero per le Politiche Agricole, organizzato dall’Associazione Dama Castellana di Conegliano, ha avuto luogo l’evento, che si inserisce nel contesto della Festa dell’Uva, momento molto sentito in questa città. È l’importante Concorso Enologico Regionale, a cui si avvicinano i migliori produttori di vino del Veneto che, fiduciosi, aspirano al riconoscimento dei valori del proprio vino. Trovano qui il giusto ambiente e l’occasione, per far conoscere e valorizzare il proprio prodotto.
Ho avuto l’onore di essere invitato a far parte della giuria, è stato molto interessante, e mi pare bello far conoscere com’è organizzato, e come funzionano i vari momenti del concorso.
Va detto intanto che al concorso possono partecipare soltanto i vini a denominazione di origine, a indicazione geografica tipica, e gli spumanti prodotti nel Veneto, ed è finalizzato a promuovere l’impegno delle aziende nel costante miglioramento della qualità, oltre che a far conoscere il meglio della produzione enologica regionale.
La giuria era composta da cinque commissioni, ad ognuna delle quali facevano parte sei enologi ed un giornalista. Come norma, dei sei enologi, quattro dovevano essere operanti nella regione Veneto e due in altre regioni. Al giornalista, di comprovata competenza nel settore, oltre al giudizio sensoriale, il ruolo dell’informazione. Coordina il direttore generale dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani, ed è presente un notaio, a garanzia.
Dai dati della Scuola Enologica “Cerletti”, si evince che negli anni ’80 del secolo scorso, l’export di vino italiano era già massiccio, ma l’Italia, Paese grande produttore di vino, lo vendeva ad un prezzo esageratamente inferiore a quello francese, essendosi costruita fama di vini di bassa qualità. Da allora le cose sono cambiate, si è puntato sulla qualità piuttosto che sulla quantità, dando rilevanza anche, alle preziose caratteristiche delle varie regioni. In un continuo crescendo, oggi siamo i primi, abbiamo recuperato credibilità e superato la Francia.
Il vino si conferma un settore importante per l’export agroalimentare con una quota superiore al 15%, ma è pericolosissimo abbassare la guardia.
Con la partecipazione di 136 aziende di tutto il Veneto, tranne Rovigo, sono stati 364 i vini esaminati.
Ecco l’operativo:
Nelle schede usate per l’analisi sensoriale, predisposte con il metodo “UNION INTERNATIONALE DES OENOLOGUES”, si prevede l’esame dei tre sensi: la vista, l’olfatto, il gusto, nonché il combinato gusto-olfatto. Per ognuna di queste valutazione viene espresso un voto, e non viene lasciato molto tempo per esprimersi: dev’essere la prima impressione, d’acchito.
Queste sono le modalità! Dall’ambiente, le persone, la tecnica, ho ricevuto la sensazione di assoluta serietà e competenza.
Il vino è divenuto per il nostro Paese molto importante nell’aspetto economico. Ora che abbiamo recuperato credibilità, si deve continuare a condurre tutto con serietà!           Paolo Pilla

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