COPPA DEL MONDO DI SCI FEMMINILE A CORTINA D’AMPEZZO

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Vip e partner di grande pregio, glamour, alto numero di media nazionali e internazionali a seguire le più forti atlete del mondo, che sull’Olympia si giocano le ultime chances per prendere parte al Mondiale di St. Moritz. La manifestazione, Discesa e Super G, firma l’esordio organizzativo della Fondazione Cortina, in un ambito che è rappresentativo dello stile, utile anche a testare il grande evento, il Mondiale di Sci 2021. Finalmente Cortina può abbandonare quella stagnazione che da qualche tempo, complice la crisi, la affliggeva. L’ospitalità della Coppa del Mondo, le permette di mostrare il suo vero volto.

Impegnativi i lavori per la preparazione della pista Olympia con professionisti, tecnici, volontari. Montate 23 telecamere più tre speciali per le “slow motion”, massiccio uso di elicottero e gatti delle nevi. La pista è completamente innevata alla perfezione, dai 2.320 metri della partenza ai 1.545 dell’arrivo a Rumerlo, per oltre 2 km e mezzo. Salta per neve la prova cronometrata di giovedì 26 gennaio, c’è quella di venerdì 27; sabato e domenica le gare. Alle diciotto del venerdì, in piazza Angelo Dibona, il sorteggio dei pettorali per la libera dell’indomani, con la passerella delle cinquanta discesiste di cui nove italiane, la presentazione del nuovo logo di Cortina 2021, e le nuove tute di gara della Nazionale italiana per i Mondiali di St. Moritz, tutto era spettacolo.

Le attese trasparivano per la statunitense Lindsay Vonn, che nelle ultime due edizioni ha trionfato in entrambe le specialità, superando il record assoluto di vittorie nel Campionato del Mondo, e per l’italiana Sofia Goggia, protesa alla conquista della sua prima vittoria sulle nevi di Cortina.

Sabato 28 – oggi va in scena la LIBERA, la disciplina regina dello sci alpino. È la gara che richiede la maggior concentrazione, la più lunga e la più veloce, gli sci devono essere molto lunghi (oltre 210 cm), le racchette sono curvate per meglio adattarsi al corpo, quando nella posizione “a uovo” si cerca la massima celerità. Per affrontare la pista a velocità che può arrivare a oltre 150 km/ora, sono necessari nervi e gambe d’acciaio. Le donne dovranno scendere lungo un tracciato con un dislivello che tocca gli 800 m, regolato da porte separate larghe almeno 8 m, maggiormente intervallate rispetto al “supergigante”, a permettere le grandi velocità. Reti di sicurezza che trattengano le atlete in caso di caduta, sono poste lungo il tracciato. Risalgono al 1931 le prime gare di discesa; gli atleti di allora sembravano dei pazzi scatenati che la affrontavano scegliendosi autonomamente la linea da percorrere, buttandosi allo sbaraglio, senza porte indicatrici.

 

 

Ad aggiudicarsi il titolo della libera oggi è la svizzera Lara Gut in 1’37”08, che si porta a casa il quinto successo stagionale. Dietro di lei, a cinque centesimi, la bergamasca Sofia Goggia che sale sul podio per l’ottava volta, ma sempre senza essere prima. È contenta, correttamente non sminuisce il successo della Gut, che semplicemente considera più forte di lei. Terza la slovena Ilka Stuhec. L’americana Lindsey Vonn, la favorita, è caduta, imbrogliata da una gobba che le ha deviato gli sci. Si è trovata sulle reti nel punto preciso in cui era uscita durante la prova cronometrata. Accusa dolori al braccio, ma è certa che il SuperG di domani non sarà compromesso. Delle altre azzurre, Verena Stuffer la più veloce nelle prove, curva sbagliata allo Scarpadon, è finita sesta a 78 centesimi. Staccata di 92centesimi, Johanna Schnarf, settima. È andata bene anche per Federica Brignone, giunta 12esima, che in discesa ha realizzato la sua miglior posizione in carriera, e si è lamentata di aver preso un po’ male la doppia.

Sul parterre di arrivo della pista Olympia ai piedi delle Tofane, a fare il tifo per le azzurre impegnate nella discesa libera, c’era Bebe Vio, personaggio straordinario, Campionessa paraolimpica di fioretto a Rio, sorprendente nel trasmettere a tutti il suo entusiasmo.

A premiazione ultimata, la cerimonia dell’assegnazione dei pettorali del SuperG dai criteri curiosi: per il primo gruppo (i primi 7 atleti della classifica di Coppa) si procede al sorteggio dei pettorali tra il 16 e il 22; per il secondo gruppo (i successivi 8 atleti), il sorteggio dei pettorali dall’8 al 15, per il terzo gruppo (atleti dal 15º al 30º posto), il sorteggio dei restanti pettorali dall’1 al 7 e dal 23 al 30. Dal pettorale 31 in poi, sono assegnati rispettando la classifica FIS. Tutto ciò, un po’ complicato, a cercar di equilibrare lo sfavore determinato dall’usura del tracciato.

Giorno 29, oggi è di scena il Supergigante. È questa la più giovane fra le discipline dello sci alpino (ad eccezione della supercombinata). Una specialità in cui, nell’affrontare la discesa, lo sciatore è obbligato ad attraversare le porte sistemate sul percorso, similmente a slalom gigante e speciale. Da queste differisce per la lunghezza della pista, l’intervallo tra le porte, e il raggio di curva; questi particolari permettono una velocità superiore, che arriva a oltrepassare i 120 km/h. Si disputa sulle stesse piste usate per la “libera”, magari un po’ accorciate, e contrariamente a questa, non sono ammesse primariamente prove cronometrate. In questa specialità il limite minimo di lunghezza degli sci per le donne è di 200 cm.

È la 26enne slovena Ilka Stuhec a vincere, sfruttando appieno il pettorale n° 1. Ha interpretato nel modo migliore il tracciato sicuramente adatto alla sua persona, e segna il quinto successo stagionale, dopo la Combinata in Val d’Isère. L’azzurra Sofia Goggia, seconda, bissa il successo della libera; sulle Tofane si conquista il suo nono podio stagionale. Delle altre italiane, la valtellinese Elena Curtoni è la migliore, ottava, a 1”18, le altre oltre la decima posizione. L’austriaca Anna Veith Fenninger, che da due anni disertava il podio, è terza. Buio per Lara Gut, vincitrice della libera: urta violentemente una porta, mentre era in testa. Una gran botta con la gamba destra, esce e raggiunge il traguardo sugli sci afflitta, piangendo per il dolore, e preoccupata per i Mondiali che avranno luogo tra una settimana a St Moritz.

La splendida bergamasca Sofia, con il pettorale 20, era da inizio d’anno alla forsennata ricerca di una vittoria; sarebbe stata sua, questa, se avesse un po’ trattenuto la sua irruenza. Parte all’attacco sicura di sé, va più veloce di tutte, è scatenata, sbaglia uno scatto al Rumerlo, perde 31 centesimi dalla prima. Forte carattere, rimane tuttavia soddisfatta: “E adesso i podi sono nove, come la Compagnoni!!” le sue parole intrise d’orgoglio. E infatti, con questo risultato, raggiunge il record che apparteneva a Deborah Compagnoni (nove successi in una stagione), e diviene la pupilla del pubblico di Cortina.

Riferisce Enrico Valle, presidente del comitato di Coppa, <<qualche campionessa ha confidato che gareggiare a Cortina è come entrare in un tempio della velocità, che vincere sull’Olympia delle Tofane è una tesi di laurea per entrare nella storia dello sci>>.

È stato spettacolo alle Tofane: folta cornice di pubblico, splendido sole, le campionesse dello sci alpino internazionale a sfilare, la costante presenza degli Jeroboam di Cantine Ferrari, con le classiche “bollicine di montagna”, a celebrare l’evento.

In occasione delle gare, il ministro dell’ambiente ha presentato la “Carta di Cortina” redatta da Dolomiti-Unesco, che sancisce l’impegno alla tutela del territorio in occasione degli eventi sportivi invernali, ancor più in vista dei Mondiali 2021. Si vogliono individuare quelle strategie che permettano la sostenibilità economica del turismo, settore chiave nell’economia di molte località alpine, non disgiunta dalla necessità di proteggere l’ambiente, in un paesaggio di eccezionale valore, quale le Dolomiti, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Paolo Pilla

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