LA SOLHEIM CUP 2017

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La corrispondente femminile della Ryder Cup,

la gara più importante per “l’altra metà del cielo”, che contrappone le più forti atlete europee a quelle americane. Si gioca ogni due anni, alternativamente in Europa e negli Stati Uniti, quest’anno tocca all’America, e l’incontro avviene al Des Moines Golf e Country Club nell’ Iowa. Il Circolo, le cui prime buche risalgono al 1800, ha avuto una storia travagliata. Tra le altre cose, nel 1946 la bella club house in stile georgiano fu distrutta da un furioso incendio. Oggi c’è un bell’edificio, le buche son 36, e dei due Campi è l’originario che ospita la Solheim Cup. Il torneo vale sia per il tour americano che per l’europeo. Di certo, la Coppa Solheim è uno degli eventi sportivi femminili più seguiti al mondo, e contribuisce all’aumento di popolarità del Golf femminile che sta crescendo, seppur in misura più tiepida di quanti si vorrebbe.
Non ci sono azzurre nella squadra che corre per l’Europa, ma è bello seguire lo stesso la gara, perché in fin dei conti europei siamo anche noi. Le dodici atlete che compongono la squadra europea sono cinque inglesi, due svedesi, e una per nazione di Danimarca, Francia, Germania, Scozia, e Spagna. La 47enne scozzese, Catriona Isobel Matthew, membro dell’Ordine dell’Impero Britannico, non faceva parte della squadra. È entrata in sostituzione della trentaseienne norvegese Suzann Pettersen, che ha rinunciato a causa del clima ostile in cui è venuta a trovarsi: nel finale fourball della Coppa Solheim di due anni fa in Germania, alla buca 17, non aveva concesso il colpo, un putt estremamente corto, all’americana Alison Lee. Ineccepibile nei confronti delle Regole, aveva dimostrato poca sportività. Ora è rattristata, ha chiesto scusa al team e al suo capitano, e ha rinunciato a giocare. Per l’Europa, Capitano della squadra è la quarantaseienne svedese Annika Sorenstam, che sprona le atlete, già di suo protese a voler riconquistare la coppa, senza farsi intimidire da quell’enorme folla che tifa americano.
Il 15 e il 16 agosto, sul medesimo percorso, si è svolto il PING Junior Solheim Cup under 18, cui hanno partecipato le azzurre Letizia Bagnoli, Alessia Nobilio e Alessandra Fanali. Oltre a loro, a far parte del team europeo, le squadre di Austria, Francia, Germania, Svezia, in sfida con la selezione statunitense. Per la quinta volta consecutiva, le padrone di casa hanno intascato la Coppa. Ma ora ecco la Solheim Cup:    
    -venerdì 18 -Si gioca “foursome” al mattino, e “four ball” nel pomeriggio. Si porta avanti l’Europa nella sessione del mattino, ma subisce la travolgente rimonta americana, con le statunitensi che vincono tutti i match “quattro palle” nel pomeriggio. Dopo i primi otto incontri, gli Stati Uniti vanno decisamente a condurre per 5 ½ – 2 ½. Le inglesi Georgia Hall e Charley Hull, fortemente impegnate, si sono dovute arrendere alla superiorità delle americane Stacy Lewis e Gerina Piller. In tutti quattro i match l’Europa ha chinato la testa. Dal 2½-1½ del mattino, si è passati al 2½-5½ del pomeriggio.
  Parentesi lieta, tuttavia, per tutti, al termine del giro, con un concerto country di Jake Owen.
    -sabato 19 – Deciso grande impegno della squadra di Annika Sorenstam. Hanno giocato molto bene le europee, con la realizzazione di 34 birdie e un’eagles, ma una partita è stata persa in modo disastroso: 10½-5½. La squadra americana fa sonni tranquilli il sabato sera, su un comodo vantaggio di cinque. Ma la Sorenstam è speranzosa: “So che è possibile,” dice alle sue donne, “la lotta non è ancora finita”.
  E anche questa serata si conclude con il concerto, stavolta del grande Rascal Flatts. Entusiasmo! 
     -domenica 20 – Tutto può succedere in questa competizione che può riservare grandi sorprese. Nell’ultima giornata si giocano 12 singoli.  servirebbe un miracolo per il team del vecchio continente: Mancano pochi punti agli Stati Uniti, per riconfermarsi Campione. Tuttavia, nulla è scritto, la Sorenstam incrocia le dita.
Bel gioco. Nei vari incontri, particolarmente interessante quello tra l’americana Lexi Thompson e la svedese Anna Nordqvist, le giocatrici più alte di rango, che si combattono nel singolo. Partita molto bene la svedese, segna cinque birdie sulle prime nove, (4 up).  La Thompson, che nelle prime ha segnato soltanto un birdie, si è scatenata sulle seconde, riuscendo ad avere il sopravvento su cinque buche con tre birdie e due eagles. Alla fine, il team USA vince la Coppa Solheim, l’Europa è sconfitta 16 ½ – 11½.
Curioso, ma non troppo, la vendita di biglietti ha superato il record precedente di 120.000 spettatori.
Viene riferita vaporosa, bella, di un chiasso gradevole, la cerimonia di chiusura.                 Paolo Pilla

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