THE PLAYERS CHAMPIONSHIP

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Pur sapendo che la competizione non arriverà all’ultimo giro, facciamo un commento all’evento, che si conclude al termine della prima giornata: soccombe, vinto dal timore per il Coronavirus.
Il player Championship è il torneo di maggiore importanza nel PGA Tour. Si gioca al “Tournament Players Club” (TPC), che è un Campo appositamente predisposto per i tornei, situato a Sawgrass – Ponte Vedra Beach, in Florida. Sono 35.000 gli spettatori che avevano acquistato il biglietto per seguire l’avvenimento, ma con l’accordo che se qualcuno non se la fosse sentita di seguirlo per intero, il biglietto gli sarebbe stato rimborsato. La PGA dovrà rifondere tutti, perché la gara ha dovuto soggiacere alla pandemia. L’edizione 2020 era il 47° Players Championship. Si doveva giocare allo Stadium Course, con in Campo 144 giocatori. A difendere il titolo era l’irlandese Rory McIlroy, in una parata di Campioni intenti a sfidarsi per la leadership mondiale.  L’intento di McIlroy, che è in ottima forma e che avrebbe corso per la 100ª settimana di regno, era di provare a riconfermarsi campione, ma sarebbe stata dura: l’impresa di vincere per due volte consecutive questo Championship, infatti, non è mai riuscita a nessuno. E poi, erano tanti, gli intenzionati a essere protagonisti. Il più attendibile avversario del nordirlandese era il numero due, Jon Rahm, ben deciso al sorpasso.  Brooks Koepka, numero tre, ora in ritardo, sta pagando lo stop dovuto all’infortunio al ginocchio. Teniamo però presente che, a maggio del 2018, proprio in questo Campo, fece addirittura un Albatross: completò il par 5 della buca 16 in due colpi. Non è presente Tiger Woods, nuovamente afflitto da problemi fisici. Leader per numero di vittorie è Jack Nicklaus, tre volte, da quando ebbe inizio questa competizione (1974).
Il montepremi del torneo è un record assoluto, 15.000.000 di dollari, dei quali 2.700.000 riservati al vincitore. Vien detto a più voci che “The Players Championship” è il quinto Major, anche in considerazione di questi elevati compensi. Di più, oltre alla ragguardevole somma, al vincitore spetta l’esenzione sul circuito per cinque anni a prescindere dalla posizione nella money list, e la facoltà di giocare tutti i Major per tre stagioni.
C’è Francesco Molinari, rientrato dopo il ritiro della scorsa settimana, quando fu costretto a rinunciare al torneo in Qatar, per un incidente. Gli pesò la delusione di astenersi dalla difesa del titolo nell’Arnold Palmer Invitational, a cui teneva particolarmente. Ora sta fisicamente bene, ma non ha certezza sul buon gioco, perché non ha potuto allenarsi come sua consuetudine.
Ecco allora il resoconto del primo round, il solo che fu possibile giocare: La conclusione, vide il giapponese Hideki Matsuyama raggiante leader, ricco di azioni, mentre andò male per Francesco Molinari, che non riesce ad uscire da quella situazione negativa che lo affligge ormai da tempo: riporta uno score di +4, chiude al 134° posto. Ma non è il solo a piangere, con lui altri grandi, come l’americano Rickie Fowler, e l’inglese Tommy Fleetwood che ha fatto peggio di lui. Non bene neanche per Rory McIlroy, il nordirlandese detentore del titolo, che è confinato all’84° posto.
A rendere particolarmente infausta la giornata è stato, durante il percorso, l’annuncio che dal giorno dopo si sarebbe giocato a “porte chiuse”, con la sola presenza dei soli tecnici indispensabili, senza spettatori. Giocatori terrorizzati, per molti il bel gioco non è più esistito. Il 28enne nipponico Hideki Matsuyama,  non ha subìto l’effetto terrorizzante; ha eguagliato il record del percorso con i suoi 9 colpi sotto par, frutto di 8 birdie, un bogey e un Eagle. Forse i giapponesi sono psicologicamente più forti!!
C’è stata qualche polemica, in ordine alla decisione di non interrompere il gioco nel primo giro, nonostante le notizie che arrivavano dall’America e dall’Europa sul progresso della pandemia.
Alla decisione del pomeriggio di giocare a porte chiuse, seguì nella notte l’ordine di annullare il torneo, e la cancellazione degli altri tre successivi. E poco dopo, anche del Masters all’Augusta National, a cui inevitabilmente si aggancia l’Augusta National Women’s Amateur Championship, il “Masters in rosa”. Se tutto va bene il Players Championship sarà recuperato entro giugno; dopo non sarà più possibile, per l’eccessivo calore che c’è in estate nella regione.
È opportuno almeno dare uno sguardo al “The Tournament Players”, un Club tutto speciale: 
inaugurato nel 1980, il Campo è anche il simbolo del PGA Tour, qui ha sede Il quartier generale.
È curiosa qui la sportività: durante lo svolgimento delle gare gli spettatori devono star seduti sulle gradinate erbose appositamente preparate.
Il terreno per la sua costruzione, una zona inospitale selvatica, piena di serpenti e ragni velenosi, fu ceduto al PGA TOUR dai proprietari, per un dollaro (l’originale assegno è esposto nella clubhouse). L’area venne interamente bonificata, un valido aiuto lo si ebbe da un gregge di capre che dovette sostare in sede ben otto mesi. Naturalmente il lavoro delle capre non bastò, si dovettero prodigare nell’impegno, alla fine ne uscirono due percorsi. Uno dei quali è appunto “Lo Stadio”, progetto degli architetti Pete Dye e della di lui moglie Alice, golfista dilettante, e designer di campi da golf, nota negli Stati Uniti come la “First Lady” dell’architettura del golf.
The Players Championship e considerato uno dei Campi più difficili al mondo, con fairway stretti, e green velocissimi, ed è il Campo di riferimento che compare nei videogiochi prodotti da Tiger Woods. Spettacolare è la famosissima buca 17, “the Island Green” (vedi foto).                Paolo Pilla

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